Benzina: continuiamo ai massimi con la sospensione dell'esportazione verso Inghilterra e Francia
Continua l’aumento della benzina a causa del conflitto con l’Iran, che ha interrotto la fornitura di greggio a Inghilterra e Francia.

Il conflitto con l’Iran inizia a produrre sempre più conseguenze per la nostra economia già in difficoltà, pochi giorni fa ci facevamo eco di una notizia sulla revisione da parte dell’Iran delle condizioni di fornitura a diversi paesi europei, tra cui la Spagna.
E ora, secondo quanto riferito dalla televisione iraniana, il paese ha smesso di fornire greggio a Inghilterra e Francia. Per il momento noi siamo salvi, ma tutta questa situazione di instabilità sta mantenendo il prezzo del petrolio alle stelle, chiudendo oggi con un massimo di 121 dollari (il massimo degli ultimi otto mesi).
La situazione nel nostro paese è inoltre più delicata, perché questi prezzi non fanno altro che aggravare una situazione critica nel contesto della crisi economica, quindi riempire il serbatoio di benzina 95 a 1,40 €/litro è quantomeno proibitivo.
Certo, questo era prevedibile. Il nostro paese dipende in gran parte dal greggio iraniano; se l’Unione Europea adotta misure contro il paese arabo, era chiaro che non sarebbero rimasti a guardare. Arrivano riforme, nuove leggi, ma continuiamo ad avere un grave problema di dipendenza energetica, che ci rende vulnerabili a qualsiasi problema nei paesi arabi.
Certo, poteva andare peggio. Secondo l’UE, nel caso in cui l’Iran chiudesse il rubinetto ai paesi europei che ha minacciato, la Grecia non ha garantita la fornitura.
Fonte | EFE, La Vanguardia
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