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Gli Stati Uniti negano l'omologazione alla Pagani Huayra

Un duro colpo quello subito da Horacio Pagani dopo aver costruito una delle hypercar più radicali del momento e averla sviluppata proprio per ottenere l’omologazione negli Stati Uniti, un mercato molto interessato a questo tipo di veicoli e dal quale Pagani non era ancora riuscita a trarre profitto.
Proprio la nuova Huayra, come Horacio Pagani ci aveva chiarito a suo tempo, era stata costruita da e per essere omologata e poter circolare per le strade di tutti gli Stati Uniti, quindi è incomprensibile che alla fine l’omologazione sia stata negata, e soprattutto a causa della mancanza di sensori che permettano all’airbag di regolare la forza di apertura in base al peso e all’altezza del passeggero

In risposta a questo diniego, Pagani ha sostenuto che lo sviluppo di questo tipo di airbag per la sua hypercar comporterebbe un costo vicino ai quattro milioni di euro, una spesa che il costruttore non potrebbe sostenere. Una scusa che ha molto a che fare con Tesla, che aveva già affrontato lo stesso problema e davanti alla quale, a quanto pare, la NHTSA (l’ente regolatore statunitense) ha alzato bandiera bianca.
Come si può vedere, la NHTSA sa chiudere molto bene un occhio davanti ai marchi nordamericani, cosa che con Pagani alla fine non è successa. Davvero un duro colpo per un marchio che sperava di vendere circa 15 unità all’anno di questo affascinante modello negli Stati Uniti, perciò, senza dubbio, hanno appena perso uno dei loro mercati più forti.

Fonte | bloomberg
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