La NHTSA chiude l'indagine sul pedal gate contro Toyota

Con la condizione finale che Toyota richiamasse in officina altri due milioni di veicoli negli USA, la NHTSA ha chiuso la sua indagine sul caso pedal gate, relativo ai pedali dell’acceleratore bloccati dai tappetini, che ha causato ingenti perdite al costruttore giapponese in tutto il mondo.
La conclusione finale a cui si è giunti è quella che si era sostenuta fin dall’inizio. Se c’erano acceleratori bloccati, la colpa era dei tappetini in plastica e non dei meccanismi del pedale, né degli acceleratori elettronici difettosi, né di tutte le altre teorie assurde che sono state avanzate. Per arrivare a questo verdetto, la NHTSA ha esaminato 400.000 pagine di documenti tecnici di Toyota. La burocrazia al suo massimo splendore.
L’ultimo colpo di grazia è stato l’obbligo, per Toyota, di richiamare in officina i veicoli ancora da controllare negli USA, poco più di due milioni di auto, se si voleva che l’ente governativo statunitense chiudesse il caso. Toyota lo ha già fatto, molto a malincuore. Possiamo considerare conclusa questa opera buffa che si è trasformata in un caso curioso, un complotto in Nord America contro il marchio e qualche milione in meno nelle casse dei giapponesi, il tutto allo stesso tempo.
Tuttavia, tutto questo non ha colpito Toyota tanto quanto si aspettavano gli americani, dato che continua a vendere e a relegare i marchi locali in secondo piano. Proprio come è accaduto negli ultimi 30 anni.
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