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Lexus CT200h, prova (Motore e prestazioni)
Prova della Lexus CT200h, prima parte dedicata al motore e alle prestazioni.

Fino a ora Lexus il suo catalogo contava solo su potenti ibride, motori che superavano o si avvicinavano ai 300 CV e che, anche abbinati a un ibrido, restavano poco economici. Ma questo è cambiato con il lancio di una compatta, premium e per di più ibrida.
Questa volta abbiamo provato la Lexus CT200h, un modello con uno schema ibrido simile a quello della Toyota Auris o della Prius, con due propulsori che, combinati (sia quello termico sia quello elettrico), arrivano fino a 136 CV. Un’altra caratteristica della CT200h è che possiamo averla con una Lexus per meno di 30.000 euro.
Motore e prestazioni

La cosa più notevole del motore della Lexus CT200h è la morbidezza e i consumi contenuti, che non sono estremamente ottimizzati. È un’auto dal carattere tranquillo, ideale per le città e per i percorsi extraurbani nelle loro vicinanze, dove si può sfruttare al meglio il sistema ibrido.
Da un lato abbiamo un motore termico 1.8 che eroga circa 100 CV, e dall’altro un motore elettrico che porta la potenza complessiva fino a 136 CV. Parliamo, come ho già detto, dello stesso sistema che equipaggia la Toyota Prius.
La potenza per muovere la Lexus CT200h è sufficiente, non avanza cavalli, ma parliamo di un’auto dal carattere tranquillo, quindi non di una sportiva. Certo, con le tre modalità di guida possiamo sfruttare appieno i 136 CV.

La CT200h dispone della modalità ECO, EV e Sport (oltre a quella normale). Vale a dire, da un lato abbiamo la modalità ECO che massimizza il risparmio di carburante, costringendoci a premere molto di più l’acceleratore perché l’auto risponda con vigore, e rendendola molto più tranquilla. Dall’altro lato c’è la modalità EV, cioè elettrica, che ci permette per un breve periodo e sotto i 40 km/h di circolare in modalità completamente elettrica.

Infine la modalità Sport fa lavorare insieme entrambi i motori per erogare il massimo di quei 136 CV, inoltre il coppia viene leggermente incrementata come un overboost e questo ci consente delle partenze da fermo molto rapide e agili; certo, quando viaggiamo in autostrada o su strada a velocità piuttosto elevate, torniamo ad accorgerci che disponiamo solo di 136 CV. Anche il colore del quadro strumenti cambia, dal tipico blu ibrido al rosso. Detto ciò, sono in gran parte più che sufficienti per quasi tutti i conducenti che non cercano sportività, ma tranquillità e morbidezza al volante.
Abbinato al sistema ibrido c’è un cambio automatico CVT che svolge correttamente la sua funzione; è inoltre curiosa la leva del cambio per le sue dimensioni ridotte e la sua forma.
Comportamento

In questo capitolo ci ha sorpreso, perché in partenza, essendo prevenuti, avevamo un veicolo ibrido con un motore non molto potente che non cerca la sportività, e quindi pensavamo che sarebbe stato un po’ carente su strada. Ci siamo sbagliati di grosso; oserei dire che il telaio e il comportamento della Lexus precedono la sua potenza.
In città, con la modalità Sport inserita, abbiamo un’auto con una risposta rapida e un comportamento molto agile, mentre quando andiamo su strada sorprende per la stabilità in curva e si mantiene molto composta sui diversi tracciati, anche quando abbiamo scelto una strada tortuosa e piuttosto impegnativa per metterla alla prova.

D’altra parte lo sterzo è semplicemente corretto, mentre i freni hanno il tipico feeling delle ibride. Questo dipende dalla frenata rigenerativa: quando li premiamo inizialmente sembra che non agiscano, ma se premiamo di più o spingiamo la frenata al limite vediamo che il comportamento è più che corretto.
Consumi
Questo è un aspetto molto favorevole alla CT200h, ma non è miracolosa quanto ai consumi. I suoi risultati migliori li ottiene in città, il suo habitat ideale, dove possiamo ottenere un vero risparmio rispetto ad altre alternative. Ma su strada statale e autostrada registra cifre del tutto normali, cioè basse, ma uguagliate o addirittura migliorate dai motori diesel di nuova generazione.

In autostrada (che non è il miglior habitat per risparmiare con le ibride) ha ottenuto un consumo di 5,5 litri ogni 100 km, valore basso, ma qualsiasi diesel lo eguaglia o lo migliora. Mentre su strada le cifre si sono aggirate tra i 4,3 litri del miglior consumo nel percorso abituale su strada fino ai 5,3 litri di altre prove di consumo effettuate.
Infine in città la cifra è davvero buona con soli 5,8 litri ogni 100 km, un dato che mette fuori gioco qualsiasi diesel, per non parlare della benzina: qui si nota davvero che sotto il cofano c’è un sistema ibrido.
Nella seconda parte della prova ci concentreremo sul design esterno, sugli interni, sulle finiture e sul bagagliaio.

Foto | David Taboada
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