Motordome: una pista interamente di legno

Fernando Alvarez     16 May 2012     1 min.
Motordome: una pista interamente di legno

All’inizio del secolo scorso, negli Stati Uniti comparve una nuova tipologia di piste da competizione: le piste di legno, vere e proprie trappole mortali per i piloti.

Hai mai visto le piste smontabili di legno per le corse ciclistiche? Ora immagina una pista simile, lunga 1,6 chilometri, predisposta per le corse di moto. Queste piste erano diffuse all’inizio del XX secolo, e gli Stati Uniti erano il Paese con il maggior numero di impianti di questo tipo. Una di esse era il cosiddetto Motordome, situato a Playa del Rey, in California.

Al momento della sua costruzione il Motordome non doveva essere una pista normale: il tracciato era composto da piccole sezioni di legno di 5,1 x 10 centimetri unite con 30 tonnellate di chiodi, a formare un cerchio perfetto con un’inclinazione di circa 45 gradi in curva; anche le tribune erano in legno e avevano una capienza sufficiente per ospitare 12.000 spettatori.

Il Motordome entrò in attività nel 1910, con gare di auto e moto, oltre a eventi in cui si tentavano diversi record di velocità, tra cui il record mondiale sulle due miglia (3,2 chilometri): due giri di pista percorsi in 39 secondi alla media di 160 km/h.

Le velocità sulla pista cominciavano a essere molto elevate e gli incidenti si susseguivano senza sosta. Con il passare del tempo le sezioni di legno del tracciato si sollevavano e almeno un pilota ormai dimenticato (un certo Robert Lawson) si salvò per miracolo, dopo essere stato letteralmente trafitto da una scheggia di legno della superficie.

Infine, una notte del 1913, accadde l’inevitabile: un incendio scoppiato sotto una delle tribune distrusse quasi completamente la pista. Paradossalmente, il giorno dopo la stampa di Los Angeles annunciò all’unanimità che “Playa del Rey è bruciata la scorsa notte, salvando molte vite”.

Via | Examiner

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