Auto con Storia: Simca 1000

Nella rubrica Auto con Storia, dedicata ai modelli storici, abbiamo iniziato ad approfondire le auto più famose della storia dell’automobile in Spagna. Abbiamo cominciato con la Renault 4-4 e ora vogliamo raccontarvi la storia di un altro modello molto noto nel nostro paese: la Simca 1000.
Simca è l’acronimo di Société Industrielle de Mecanique et de Carosserie Automobile (Società Industriale di Meccanica e Carrozzeria Automobilistica) e, nonostante sia il nome di una compagnia tipicamente francese, in realtà fu fondata da un italiano. Il suo fondatore fu Henri Téodore Pigozzi, un commerciante che importava in Francia automobili Fiat. La sua attività iniziò nel 1935, con la produzione di auto economiche su licenza del marchio Fiat, tra le quali nacque la Topolino.

Nel 1958 la Renault era all’apice del successo con la Dauphine e Pigozzi iniziò a progettare un modello che potesse competere con il prodotto francese. All’epoca nessuno si preoccupava del consumo o dell’aerodinamica delle vetture, perciò la linea “squadrata” era l’ultimo grido del design. Consapevoli di ciò, i progettisti Simca iniziarono un lavoro di progettazione di due anni, partendo dall’idea di una vettura con motore posteriore. Il nuovo modello fu affidato a Mario Revelli e presentato al Salone di Parigi del 1961.

Il risultato fu la prima Simca 1000, una berlina a quattro porte che, dal punto di vista tecnologico, seguiva la linea di altre auto dell’epoca, con freni a tamburo, sterzo tipo Gemmer (vite senza fine e rullo), con un passo di 218,44 cm, una lunghezza di 378,46 cm e una larghezza di 147,32 cm. Più tardi, la Simca 900 utilizzò lo stesso motore ma con una cilindrata ridotta, durante la sua produzione tra il 1963 e il 1965. Il motore originale era da 944 cc e 52 CV, impiegato dal 1962 fino alla fine della produzione nel 1978. In Francia furono realizzate due linee puramente sportive: le Coupé 1000S, con design di Bertone, di cui furono prodotte oltre diecimila unità a partire dal 1962, e la versione 1200S, con quindicimila esemplari fabbricati.

A questo punto facciamo una deviazione e seguiamo la Simca verso la Spagna, dove arrivò alla fine del 1965. Lo slogan usato per il lancio, “Cinque posti con grinta”, non fu molto fortunato, perché la fantasia popolare gli attribuì subito un soprannome dispregiativo: “La bistecca del povero”. Arrivò grazie alla casa automobilistica di Eduardo Barreiros con il modello 1000, rimasto in produzione per 11 anni. Nel 1967 fu lanciata la 1100 e nel 1969 arrivò in Spagna la sua equivalente, la 1200.
Anni d’oro in Spagna
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=7HSq0BjASxY
In Spagna, inizialmente, la Simca 1000 fu offerta in due allestimenti: lo Standard e il GL. Nel maggio 1966 fu presentato l’allestimento GLE, dotato di vernice metallizzata e radio, un vero traguardo per l’auto. Successivamente arrivò la versione potenziata Conti Turismo Veloce, che raggiungeva i 150 km/h grazie alla sostituzione dell’albero a camme, del filtro dell’aria e dello scarico, insieme a modifiche alla testata, al carburatore e alle bielle. Nell’ottobre 1966 apparve una versione commerciale senza sedili posteriori e senza vetri posteriori. Nel 1967 arrivò la versione automatica, con cambio a tre marce.

Alla fine degli anni Sessanta Simca vantava di offrire 5 varianti diverse, in 9 colori, con 17 tipi di rivestimento. Con una versione dotata di motore da 38 CV e un’altra più economica come la Simca 900, l’auto si vendeva bene, anche se all’inizio degli anni Settanta la sua popolarità iniziò a calare. Quando la Barreiros Diésel divenne Chrysler España, comparve un modello amato da molti: la Simca 1000 GT. Montava il motore 1.2 della Simca 1200, da 61 CV, ma con un certo equipaggiamento “racing”. La versione GT rimase sul mercato per un anno, poi fu sostituita dalla 1000 Rallye GT, con lo stesso motore ma con carburatore a doppio corpo, che portava la potenza a 74 CV. In Francia la versione Rallye era ancora più prestazionale, con più potenza rispetto a quella spagnola, arrivando a quasi 110 CV.
Le versioni Abarth

Carlo Abarth creò la Simca-Abarth 1150 aumentando la cilindrata e il rapporto di compressione, passando dai 944 cc a poco più di 1,1 litri. La Simca 1000 Abarth era offerta in quattro tipi di preparazione:
Abarth 1150 da 55 CV, con una velocità massima di 151 km/h.
Abarth 1150 S da 58 CV e velocità massima di 156 km/h, con il radiatore spostato verso la parte anteriore.
Abarth 1150 SS da 65 CV con velocità massima di 160 km/h, con un carburatore Solex a doppio corpo.
Abarth 1150 Corsa da 85 CV con velocità massima di 170 km/h, con due carburatori Weber a doppio corpo.
Gli ultimi anni

Durante gli ultimi anni la Simca subì alcuni cambiamenti per essere modernizzata. Vennero adottati grandi fari rettangolari sulla Simca 1000 Rallye II, che montava un motore 1.2 con 2 carburatori Solex a doppio corpo, capace di erogare 82 CV a 6000 giri/min. Esteticamente incorporava un’ala posteriore e nuovi sedili sportivi. La Simca 1000 Rallye III presentava un nuovo frontale con gruppo ottico quadrato e minigonne. Questo modello montava due doppi carburatori Weber a doppio corpo, che garantivano una potenza tutt’altro che trascurabile di 103 CV a 6200 giri/min e freni posteriori a disco di serie.
Nella primavera del 1978 cessò tutta la produzione della Simca. Nell’agosto dello stesso anno Chrysler, schiacciata dai pessimi risultati economici, abbandonò tutti i suoi interessi in Europa, e Peugeot inglobò ciò che restava del marchio Simca.
In Europa e in alcuni paesi dell’America Latina furono fabbricati più di un milione e seicentomila esemplari, di cui 205.429 nelle fabbriche spagnole di Villaverde.
Fonti | Simca1000, Autopasión18
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