La Germania ordina a Porsche la revisione di 22.000 unità della Cayenne 3.0 TDI

Jaime Gomez     31 July 2017     1 min.
La Germania ordina a Porsche la revisione di 22.000 unità della Cayenne 3.0 TDI

Il governo tedesco ordina a Porsche la revisione di 22.000 Cayenne in Europa per le emissioni e le vieta di vendere altre unità per l’utilizzo di un software illegale

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Tramite un software illegale, le Porsche Cayenne erano in grado di rilevare se venivano sottoposte a misurazioni dei gas di scarico in laboratorio, alterando così momentaneamente i propri livelli di emissione. Nonostante ciò, Porsche lo ha negato alcune settimane fa.

Secondo quanto riferito dal ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, le Cayenne TDI utilizzavano un dispositivo che, al rilevamento delle misurazioni, attivava i filtri necessari per ottenere i risultati richiesti per questi veicoli. Le unità della Porsche Cayenne interessate sono quelle equipaggiate con il motore V6 da 3.0 litri.

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Il governo tedesco ha messo alle strette Porsche e le impone di revisionare 22.000 unità della Cayenne TDI in tutta Europa, e allo stesso tempo le vieta di continuare a vendere quella versione del modello. Nonostante siano trascorsi due anni dallo scandalo dei diesel del gruppo Volkswagen negli Stati Uniti, scoppiato per la stessa ragione, fino ad oggi la procura di Stoccarda non aveva aperto un’indagine in merito.

Lo scorso 17 maggio, Volkswagen ha accettato di riacquistare 20.000 unità dotate della prima generazione del motore V6 TDI dai propri proprietari e di riparare 58.000 unità equipaggiate con la seconda generazione di questa meccanica, un costo che, per il momento, ammonta a 1.046 milioni di euro per il costruttore tedesco, dato che in futuro potrebbe essere costretto ad affrontare una revisione di tutti i modelli commercializzati con questa stessa meccanica.


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