Rolls-Royce Phantom Goldfinger, la creazione magistrale per celebrare i 60 anni del film di James Bond

David Lopez    @espacionblanco    6 November 2024     4 min.
Rolls-Royce Phantom Goldfinger, la creazione magistrale per celebrare i 60 anni del film di James Bond

Rolls-Royce Phantom Goldfinger è una one-off che celebra i 60 anni del celebre film di James Bond con rimandi a diverse scene della pellicola

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Nella saga cinematografica di James Bond associamo quasi automaticamente Aston Martin come marchio principale, trattandosi della preferita dell’agente 007. Tuttavia, in film che mescolano azione e glamour e il cui protagonista è britannico, non poteva mancare un’altra delle principali e più riconosciute case automobilistiche britanniche, ovvero Rolls-Royce.

In questa serie di film Rolls-Royce è apparsa in dodici occasioni, tra cui nella mitica Goldfinger del 1964, con Sean Connery nel ruolo dell’agente 007. Questo film, tra i più degni di nota della saga, celebra quest’anno il suo sessantesimo anniversario. In esso il veicolo dell’antagonista (Auric Goldfinger, interpretato da Gert Fröbe) è nientemeno che una Rolls-Royce Phantom III Sedanca de Ville del 1937, e la casa rende omaggio a quel film, anche con rimandi a scene specifiche, attraverso questa Phantom Goldfinger che sarà consegnata a un importante cliente e collezionista inglese di Rolls-Royce.

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L’esterno unico di questa Rolls-Royce Phantom Goldfinger ricorda senza dubbio la Phantom III Sedanca de Ville presente nel film, con una verniciatura bitono in cui viene riprodotta alla perfezione la tonalità gialla del protagonista del 1937, abbinata al nero che ricopre il cofano, il tetto, il bagagliaio e il paraurti posteriore. I cerchi da 21 pollici sono anch’essi finiti in nero e presentano dettagli argentati, un altro richiamo ai cerchi della Phantom III. Il primo riferimento concreto al film lo troviamo nello Spirit of Ecstasy, realizzato in argento massiccio con inserti posizionati strategicamente in oro a 18 carati, come se fosse nascosto: Auric Goldfinger contrabbandava infatti oro celato nei pannelli delle portiere della sua Rolls-Royce.

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Se ora ci spostiamo all’interno della Phantom Goldfinger, vedremo che è rifinita in pelle Navy e impiallacciatura Royal Walnut, due materiali scelti appositamente per mettere in risalto i dettagli dorati come le cuciture o le lettere “RR” situate sui poggiatesta. Più avanti troveremo riferimenti al film, come il tetto Starlight, in cui 719 “stelle” riproducono con una sottile tonalità dorata la posizione delle costellazioni l’ultimo giorno di riprese, l’11 luglio 1964, della mitica scena al Passo della Furka svizzero.

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Come richiamo all’ossessione di Auric Goldfinger per l’oro, troveremo numerosi dettagli nell’abitacolo rivestiti in oro a 18 e 24 carati, come le bocchette di ventilazione, la targhetta VIN con un numero di identificazione scelto appositamente che termina con 007, gli altoparlanti, la consolle centrale e, attenzione, è stata creata una sorta di vano nascosto tra i sedili anteriori, predisposto per celare un lingotto d’oro che presenta la forma della Phantom “Speedform”, che non è altro che una rappresentazione in miniatura del design dell’auto. Anche sulla parte interna del coperchio del vano portaoggetti è incisa una citazione di Auric Goldfinger.

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Ancora un riferimento al Passo della Furka compare nella placcatura frontale tridimensionale che riproduce i contorni di questo valico svizzero, realizzata in acciaio inossidabile sottoposto a un processo di ossidazione chiamato deposizione fisica da vapore, un lavoro meticoloso che ha richiesto un anno per realizzare dieci prototipi, dai quali è stato ricavato il design definitivo. Un’altra mappa la troviamo nei tavolini, questa volta di Fort Knox, il deposito di lingotti dove sono custodite le riserve d’oro degli Stati Uniti, realizzata con un’incisione profonda appena 0,1 mm e placcata in oro a 22 carati, lavoro che ha richiesto sei mesi per essere completato.

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Per trovare gli ultimi riferimenti al film dobbiamo spostarci nella parte posteriore. Aprendo il bagagliaio, il logo di 007 viene proiettato sul pavimento del bagagliaio stesso, un dispositivo ispirato a un apparecchio elettronico di localizzazione che James Bond installa sulla Phantom di Goldfinger. Aprendo il bagagliaio, sulla parte interna della portiera si trova una replica della mazza da golf usata da Goldfinger quando sfida Bond a una partita durante il loro primo incontro, con incise anche le iniziali “AG”, le stesse dell’anello di Goldfinger. Sono stati inoltre aggiunti degli ombrelli nei medesimi colori di quelli portati in una scena da Oddjob, l’assistente di Goldfinger e, per concludere, è stata montata una targa britannica identica “AU 1” della Phantom III del film.

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