Toyota e un altro colpo subito da 10 milioni di dollari
Sono già passati due anni da quando sono iniziati i problemi per Toyota e il suo ormai noto e strano caso di accelerazione involontaria. Uno dei primi fatti emersi a riguardo era stato un tragico incidente che ha coinvolto una Lexus, in cui hanno perso la vita quattro persone e per il quale è trapelata la cifra che i giapponesi hanno dovuto pagare a titolo di risarcimento: dieci milioni di dollari.
L’accordo tra le parti è stato raggiunto già a settembre, ma un quotidiano statunitense era già venuto a conoscenza di quanto Toyota aveva dovuto pagare, notizia che ha pubblicato nelle ultime ore, con l’comprensibile irritazione dei giapponesi.
Ma entra in scena anche il concessionario che ha permesso alle vittime dell’incidente di riprendersi l’auto, dopo una revisione, con un tappetino installato male. Lo stesso concessionario ha proposto ai media di rendere pubblico l’importo del risarcimento, nel tentativo di distogliere l’attenzione dalla causa che le famiglie delle vittime hanno intentato anche contro il concessionario, e dal discredito che il caso ha causato alla loro stessa immagine.
Nel frattempo, Toyota va avanti cercando di difendersi con tutte le sue forze da altre cause che sono state intentate contro di essa. E io che continuo a credere che tutto questo sia stato un piano a lungo termine ben orchestrato per screditare il più possibile il marchio…
Via | Automotive News
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Por fin alguien opina como yo!!. Toda la razón yo estoy con la misma idea. Creo que en la política de proteccionismo americana están varios frentes.
Tecnológicas desacreditando a las europeas y asiáticas todo lo que puedan, presiones a los gobiernos (ley conocida por todos)
Cultivos por otro lado con tácticas parecidas e inundando los mercados y sus puñeteros transgénicos.
Y por último su industria del motor, que curiosamente resulta que Toyota y empresas europeas, que superan en calidad de motor y coche en general a las americanas, tienen “defectos”, evidentemente las americanas “no los tienen”, cuando gran parte de sus moles de coches no pasan ni la mitad de los test Europeos de calidad.