Volkswagen e Mobileye uniti per lanciare un servizio di taxi autonomi in Israele

Redacción     31 October 2018     2 min.

Per quanto possa sembrare un piano ambizioso e futuristico, l’idea di Volkswagen e Mobileye di unirsi per offrire un servizio di taxi autonomi in Israele si concretizzerà nel 2019.

Volkswagen e Mobileye si sono uniti per portare avanti un’idea ambiziosa e futuristica. Si tratta di offrire un servizio di taxi autonomi in Israele, la cui data di avvio è prevista per il 2019.

Sembra che, poco a poco, ci stiamo avvicinando sempre più velocemente a ciò che il genere fantascientifico ci ha mostrato per tanti anni al cinema: il concetto di una guida autonoma, senza conducente, che permette di godersi il mondo circostante senza doversi preoccupare del percorso.

L’accordo prevede che Volkswagen si occupi della fornitura della flotta di auto elettriche, mentre, d’altra parte, Mobileye sarà responsabile della tecnologia di guida automatica e Champion Motors, che è il secondo importatore e distributore di veicoli più grande di Israele, si occuperà della gestione della flotta.

Volkswagen y Mobileye: proyecto de taxis autónomos en Israel

Mobileye è la società di visione computerizzata di proprietà di Intel. L’azienda tecnologica, specializzata nello sviluppo di microprocessori, ha dichiarato che “questo non è un progetto pilota” e che sono già stati avviati tutti gli iter necessari per renderlo realtà nel breve termine.

I modelli saranno equipaggiati con il kit AV fornito da Mobileye. Si tratta di una soluzione chiavi in mano senza conducente, che comprende hardware, una politica di gestione e un software di sicurezza e dati cartografici.

Si prevede che questo progetto venga avviato all’inizio del 2019, ossia dietro l’angolo. Solo un numero ridotto di veicoli darà il via al progetto e, una volta studiata e verificata la fattibilità del progetto, ci si aspetta che il numero di auto elettriche salga a centinaia di unità.

L’unione tra Volkswagen e Mobileye dà vita alla prima forza commerciale nota come MaaS, ossia “Mobility as a Service”.

Se il progetto dovesse rivelarsi un successo clamoroso, sarà il primo passo per estendere questo tipo di servizio agli altri continenti e avvicinarsi sempre di più al concetto di vita 2.0, ossia una vita in cui tutto è automatizzato e l’ottenimento di beni e servizi non richiederà la presenza di esseri umani.

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