Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDm 170 CV, prova (Parte II)

Diego G. Moreira     24 August 2010     5 min.
Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDm 170 CV, prova (Parte II)

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Finora abbiamo visto come si comportava la Alfa Romeo Giulietta equipaggiata con il motore 2.0 JTDm da 170 CV. Se vuoi saperne di più su questo motore o sul comportamento della Giulietta puoi vedere la prima parte della prova. Ora, in questa seconda parte, parleremo del design dell’italiana e anche dello spazio interno.

Esteriormente è innegabile che attiri l’attenzione, dato che il design è molto riuscito. Sorprenderà anche per lo spazio interno, poiché è una compatta con dimensioni considerevoli e anche il suo interno presenta linee con personalità, che possono piacere più o meno, ma si nota che è stato curato ogni dettaglio del design.

Design esterno

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Appena si vede la Giulietta, la prima cosa è lo stemma di grandi dimensioni della casa di Torino Milano che domina il frontale, un vero segno distintivo del marchio. Riconosciamo subito i tratti del design della MiTo, che a sua volta riprendeva le linee della Alfa Romeo 8C Competizione. Infatti, quando vediamo la Giulietta, ci ricorda inevitabilmente una MiTo a quattro porte, almeno se la guardiamo di fronte o di lato.

Sul frontale notiamo anche le luci diurne, quattro LED che completano dei fari bi-xenon (equipaggiamento opzionale) che offrono una buona visibilità notturna. Guardando la linea laterale, c’è un certo aspetto da coupé e le vecchie abitudini non si perdono, poiché le maniglie delle porte posteriori sono nascoste nel montante dei finestrini (come nelle 147).

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Dove troviamo le differenze più evidenti rispetto alla MiTo è nella parte posteriore, perché la Giulietta presenta fari allungati con un design sportivo e tagliente con luci LED che delineano il gruppo ottico (e fanno da luce diurna e di stop), e nella parte bassa del posteriore troviamo le due uscite dello scarico, che ancora una volta rivelano le intenzioni del modello.

Tutto questo insieme poggia su pneumatici di misura 225/40 e su cerchi in lega opzionali da 18 pollici. Infine, la nostra Giulietta era dotata anche di tetto apribile panoramico, un extra che porta molta luminosità all’abitacolo.

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Design interno e abitabilità

Appena entriamo nell’abitacolo troviamo una posizione di guida comoda, con sedili dotati di buon sostegno laterale e una seduta piuttosto bassa rispetto alle altre compatte. Poi colpisce il design della plancia, articolata su diversi livelli e dominata nella parte superiore da un vano portaoggetti molto pratico (ed è lì che alloggia lo schermo del sistema di navigazione).

Ciò che non mi è piaciuto altrettanto della plancia è l’abbondanza di plastiche. La maggior parte è gradevole al tatto, ma dal punto di vista visivo, e secondo la mia valutazione personale, questo aspetto avrebbe potuto essere migliorato, soprattutto considerando la fascia di prezzo in cui si colloca la Giulietta.

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Al centro della plancia troviamo una serie di pulsanti che strizzano l’occhio allo stile retro/sportivo per la forma di azionamento, e con i quali si controllano i fendinebbia, il sistema Stop&Start, la chiusura centralizzata e le luci adattive. Inoltre, accanto al freno a mano (che è normale e non elettrico) ci sono il posacenere e il portabicchieri.

Infine, i sedili anteriori, pur non essendo elettrici, dispongono di regolazione lombare elettrica grazie a una sacca che si gonfia più o meno secondo le nostre esigenze, un bel dettaglio per il comfort.

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Passando ai posti posteriori, c’è spazio sufficiente per i piedi e i sedili hanno un’imbottitura comoda, soprattutto se viaggiano due adulti invece di tre, che starebbero un po’ stretti, e il posto centrale non è troppo comodo. Il punto debole è lo spazio per la testa, poiché una persona che superi 1,75 metri potrebbe trovarsi un po’ al limite sui sedili posteriori della Giulietta.

In generale, le finiture dell’abitacolo e la qualità dei materiali della Giulietta sono corrette, inoltre dispone di spazio interno abbondante e di posti anteriori adeguati al carattere sportivo del modello, che avvolgono bene il corpo, nonché di posti posteriori spaziosi, ma con poca altezza per la testa. Un aspetto penalizzato dal design è la visibilità posteriore, che, come ormai accade quasi su tutte le auto nuove, non è molto buona.

Vani portaoggetti e bagagliaio

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Per quanto riguarda gli spazi dove riporre le nostre cose, mi è sembrata un’auto completa sotto questo aspetto. Non avendo il navigatore, la nostra unità disponeva di un vano portaoggetti sopra la plancia di dimensioni considerevoli, molto pratico per lasciarvi il telefono o il portafoglio, e inoltre il vano portaoggetti del veicolo è piuttosto grande, dispone persino di un alloggiamento specifico per le nostre bottiglie da mezzo litro.

Poi c’è anche un piccolo vano accanto al DNA (ci entra a malapena un telefono), ma è sempre gradito, oltre al bracciolo che integra al suo interno un altro piccolo vano portaoggetti, dove entrano perfettamente un paio di occhiali da sole o le chiavi di casa. Il bagagliaio ha una capacità di 350 litri e un’apertura di carico regolare.

Nella terza parte della prova vedremo le dotazioni di serie della Alfa Romeo Giulietta, nel nostro caso l’allestimento Distinctive, così come la gamma di prezzi del modello e la nostra valutazione generale.

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Foto | Diego G. Moreira


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