Cos'è più preciso: il GPS o il tachimetro dell'auto?
Entrambi i sistemi hanno un modo di misurazione diverso, ma qual è più preciso?

Cos’è più preciso: il GPS o il tachimetro dell’auto? Questa domanda sicuramente frulla in testa a più di un automobilista e a più di due nel corso della giornata, e il motivo è che, anche se pensiamo il contrario, non misurano allo stesso modo. È vero che i navigatori GPS hanno reso la vita molto più facile agli automobilisti ma, a volte, possono anche cacciarci in qualche guaio.
I GPS sono davvero utili quando si parte per un viaggio e non si conosce il percorso. Inoltre, aiutano a conoscere la velocità o anche ad anticipare uscite o tratti più pericolosi. Anche se hanno i loro lati positivi, ne hanno anche di meno positivi. La differenza di velocità tra il GPS e il tachimetro è uno di questi.

Questa differenza può arrivare fino al 5%. A cosa è dovuta? Chi ha ragione, il tachimetro o il GPS? È importante sottolineare che entrambi hanno lo stesso obiettivo: calcolare la distanza percorsa in funzione del tempo impiegato, ma ciascuno utilizza un sistema diverso.
Il tachimetro, come funziona?
Il tachimetro funziona allo stesso modo sia che si tratti di un tachimetro analogico, digitale o persino virtuale, come quelli che Peugeot sta iniziando a montare sui suoi modelli: l’i-cockpit. Questi strumenti misurano la velocità istantanea del veicolo attraverso la rotazione delle ruote o del secondo albero del cambio, quello che trasmette la potenza al differenziale.
Attraverso un’equazione, questo valore viene convertito in chilometri orari. Se si considera la misurazione della rotazione delle ruote, si può dire che il calcolo può essere alterato, poiché la pressione degli pneumatici, il peso complessivo, il tipo di gomme o le dimensioni dei cerchi possono provocare variazioni.
Questo è uno dei motivi per cui gli autovelox hanno un piccolo margine di errore. Sulle strade con limiti superiori ai 100 km/h il margine è del 7%, mentre se il limite della strada è inferiore si considerano 7 km/h come margine. È importante sapere che l’Unione Europea obbliga i costruttori a far sì che i tachimetri abbiano un errore massimo pari alla velocità più il 10% della stessa e altri 4 km/h in più. In altre parole, a una velocità di 100 km/h, il limite di errore sarebbe di 14 km/h.

Inoltre, è importante sapere che, anche se il veicolo conosce la velocità reale alla quale percorre un’autostrada, indicherà sempre 10 km/h in più. Un Toyota Auris è stato sottoposto a questa prova in autostrada. Durante la marcia è stato azzerato il computer di bordo su alcuni chilometri di rettilineo e si è mantenuta una velocità costante di 120 km/h, con il controllo di velocità attivato. Al termine di quei chilometri, controllando il computer, si è constatato che la velocità media indicata era di 110 km/h. Dieci chilometri in meno rispetto a quanto indicato dal tachimetro.
Navigatori GPS, come funzionano?
I navigatori GPS utilizzano un sistema direttamente collegato ai satelliti. Questi determinano la posizione in cui ci troviamo e, sulla base di tale posizione, il GPS calcola il tempo che trascorre fino alla successiva sosta. In questo modo si calcola la velocità alla quale stiamo viaggiando con il veicolo.
Va sottolineato che non tutti i navigatori GPS offrono la stessa precisione. Ciò significa che la misurazione potrebbe essere influenzata dalla potenza con cui il segnale viene inviato e ricevuto dai satelliti.

Cos’è più preciso: il GPS o il tachimetro dell’auto?
Bisogna tenere presente che il tachimetro dell’auto è generalmente più preciso dei navigatori GPS, soprattutto se si viaggia a velocità elevate, superiori ai 100 chilometri orari.
Nel caso in cui si viaggi a velocità più ridotte, i risultati potrebbero coincidere, poiché anche il possibile errore dovuto ai giri del motore è molto minore.
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