Per la Corte di Giustizia dell'UE l'imposta sanitaria viola la legislazione comunitaria

Questa mattina l’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’UE, Nils Whal, ha stabilito che l’imposta sanitaria applicata da alcune comunità autonome spagnole viola la legislazione comunitaria. Questa sentenza potrebbe costringere la Spagna a restituire 13.000 milioni di euro.
Tutto è iniziato con una denuncia presentata da una società di trasporti con sede in Catalogna, che ha chiesto la restituzione di 45.000 euro versati a tale imposta. Il caso è passato dalle mani del Tribunale Superiore di Giustizia della Catalogna alla giustizia europea, che considera l’imposta sanitaria contraria alla direttiva sulle accise.
Ricordiamo che l’imposta sanitaria è un tipo di imposta indiretta applicata da alcune comunità autonome per finanziare la sanità pubblica. Le motivazioni dell’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’UE sono due. La prima riguarda il fatto che questa imposta persegue lo stesso obiettivo dell’accisa armonizzata sugli idrocarburi, ovvero ridurre i costi sociali sia in ambito sanitario sia ambientale. Inoltre, l’imposta sanitaria non è stata istituita con l’obiettivo di favorire il consumo di un’altra fonte energetica.
D’altra parte, si ritiene che non rispetti neanche il sistema generale delle accise o dell’IVA per la determinazione della maturazione dell’imposta , dato che viene applicata nel momento in cui il conducente acquista l’idrocarburo. Ora tocca alla Spagna, che ha comunicato al Tribunale la possibilità che ciò non venga applicato alle imposte già riscosse, poiché ciò obbligherebbe il Paese a restituire ben 13.000 milioni di euro. Tuttavia, la situazione si complica perché Whal e la Corte di Giustizia avevano già stabilito, al momento dell’introduzione dell’imposta sanitaria, una sentenza sulla non conformità dell’imposta. Pertanto, sembra che a suo tempo il Governo abbia deciso consapevolmente di assumersi il rischio di imporre questo tipo di imposte, che ora potrebbe comportare la restituzione di una somma considerevole.
Fonte | eleconomista
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