Prova: Renault Koleos 2.0 dCi 150 cv 4×4 (Parte II)

Diego G. Moreira     27 April 2009     3 min.
Prova: Renault Koleos 2.0 dCi 150 cv 4×4 (Parte II)

Renault_Koleos

Continuando la prova del Renault Koleos 2.0 dCi da 150 cv 4×4 (Parte I), ora tocca parlare dell’abitabilità interna della Koleos e delle finiture dei materiali. Per quanto riguarda l’abitabilità, è un veicolo spazioso e con molti vani pratici in diversi punti, con una vocazione da familiare.

Infatti, già il precedente modello 4×4 di Renault, lo Scenic RX4, derivava da una monovolume. E nel caso della Koleos l’aspirazione è molto simile, ampliando però le possibilità off-road del veicolo, come abbiamo visto nella parte precedente della prova.

Abitabilità interna, comfort e finiture dei materiali

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Come dicevo in precedenza, è un’auto spaziosa, con molti vani pratici in cui riporre le cose. Solo sui sedili anteriori, le portiere hanno piccoli vani (vedi immagine) oltre a quelli tipici nella parte inferiore delle portiere. I sedili anteriori offrono una posizione di guida molto comoda e rialzata, con una buona visibilità (tranne quella posteriore, che risulta un po’ insufficiente).

I sedili anteriori non offrono un buon sostegno laterale e, in curve un po’ impegnative, non trattengono il corpo come dovrebbero, ma è chiaro che la concezione della Koleos non è quella di affrontare le curve a gran velocità, bensì una guida tranquilla, godendosi il paesaggio e l’impianto audio Bose. Sui sedili posteriori c’è spazio sufficiente e si viaggia comodamente, con numerosi portaoggetti e un dettaglio che mi piace molto: le bocchette dell’aria posteriori con flusso d’aria regolabile direttamente da dietro.

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Per quanto riguarda il bagagliaio, la Koleos Renault ha una capacità di 450 litri ed è piuttosto pratico. Il portellone si apre in due parti e, in caso di carico, si ha una superficie piana. L’unica cosa che non mi è piaciuta del bagagliaio è il pannello interno (sopra la ruota di scorta e il subwoofer BOSE), in quanto è di plastica morbida; penso che avrebbero potuto realizzarlo in una plastica un po’ più rigida.

Per quanto riguarda la qualità dei materiali, non c’è nulla che stoni. I diversi materiali dell’abitacolo svolgono bene la loro funzione e presentano plastiche piacevoli al tatto. È anche vero che non ci si può aspettare di meno da un’auto da 30.000 euro. Inoltre, il sistema di navigazione si controlla tramite un joystick molto facile da usare e di bell’aspetto. I comandi audio sono gli stessi montati sulla nuova Mégane III, con comandi al volante per il controllo della radio e del sistema vivavoce Bluetooth (molto utile e perfettamente integrato).

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In definitiva è un’auto spaziosa, dal carattere familiare e senza rinunciare alle capacità off-road. Inoltre, il comfort di marcia è elevato e, nel modello provato, era dotata di una buona dotazione di serie che rende piacevole ogni viaggio. Nella prossima parte parleremo dell’equipaggiamento, dei costi e della valutazione generale del veicolo.

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