Auto con storia: il Benz Mercedes e il suo rapporto con i pick-up

Guillermo Arnal     28 March 2015     6 min.
Auto con storia: il Benz Mercedes e il suo rapporto con i pick-up

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Roland Zey deve aver fatto un grande sorriso ieri. Mercedes-Benz realizzerà finalmente il sogno che l’ex responsabile della divisione argentina, e attuale capo del suo dipartimento di Controllo e Sviluppo delle Vendite, aveva confessato nel maggio 2013: lanciare un nuovo pick-up che porti sulla calandra l’insegna della stella argentata a tre punte.

La notizia, che il Wall Street Journal e l’edizione nordamericana di Car and Driver, tra gli altri, hanno confermato non essere uno scherzo anticipato per il Pesce d’aprile anglosassone -il 1 aprile-, risulta impressionante, ma non costituisce una novità nella storia del marchio di Stoccarda. Come alcuni di voi sapranno, sia la casa madre sia piccoli carrozzieri hanno costruito in passato altri pick-up con l’autorizzazione di Daimler. In questo articolo raccogliamo i dati dei più noti.

Typ 170 V,  W 136Con un motore da 38 CV potevano caricare 750 kg. Furono costruite 1.098 unità tra il 1946 e il 1949.

Una natura laboriosa fin dalle origini

I pick-up W136 nacquero per facilitare il trasporto di materiali con cui ricostruire ciò che la Seconda Guerra Mondiale aveva distrutto.Il primo furgoncino a portare l’emblema della Mercedes-Benz fu costruito dalla stessa azienda. Si basava sul versatile 170 V W136, l’unico modello di cui dopo la Seconda Guerra Mondiale si era conservata una quantità sufficiente di documentazione, e fu creato in risposta alle restrizioni produttive imposte dal Governo degli Stati Uniti alla Germania e alla necessità di ricostruire tutto ciò che il conflitto bellico aveva devastato, comprese le fabbriche del marchio come quella di Sindelfingen -che, tra l’altro, celebra il suo centenario nel 2015-.

Tra il 1946 e il 1949 furono assemblate 1.098 unità di questi Pritschenwagen -termine tedesco per designare questo tipo di veicolo-. 440 di esse furono assegnate alla polizia tedesca. Erano alimentati dal motore M136 I a quattro cilindri e 1,7 litri che erogava 38 CV e al quale era abbinato un cambio manuale a sei marce. Questi furgoncini erano in grado di trasportare 750 kg e il loro peso massimo autorizzato ammontava a 2.100 kg.

mercedes-benz-170-sd-pick-upQueste varianti permisero di aumentare la presenza del marchio in alcuni paesi, perché consentivano di superare difficoltà doganali.

Superare gli ostacoli

I pick-up 170 D e SD ebbero maggiore diffusione in Argentina e Sudafrica per il ruolo che giocarono nell’ingresso in tali mercati.La stessa piattaforma del W136 servì a concepire nuovi furgoncini che permisero ad alcuni paesi di accedere alla gamma Mercedes-Benz attraverso questi pratici veicoli. Sebbene siano ricordati anche in Australia e Nuova Zelanda, l’Argentina e l’Unione Sudafricana, dove i pick-up venivano chiamati bakkies, furono i principali promotori della loro produzione a causa delle carenti reti stradali e ferroviarie, di un parco di veicoli industriali antiquato e delle peculiarità delle loro leggi sull’importazione di veicoli e sulla loro produzione.

Fondata nel 1951, Mercedes-Benz Argentina, SRL iniziò ad assemblare i pick-up basati sul 170 Da W136 nel 1952 nei suoi stabilimenti di San Martín, attività che proseguì fino poco prima della chiusura, quando fu espropriata nel 1955 dalla Revolución Libertadora. Erano spinti dal motore diesel OM 636 di identica cilindrata e potenza a quello sopra menzionato.

All’epoca, anche la presenza della Mercedes-Benz in Sudafrica era piuttosto esigua. La legislazione di quel paese imponeva dazi più elevati sulle autovetture che sui veicoli commerciali. La casa tedesca voleva aumentare le proprie vendite, così il suo principale distributore locale escogitò un modo per aggirare questa limitazione.

Secondo quanto racconta Fred Schnetler nella sua opera Progress, Passion and People, the Making of Daimler Chrysler South Africa (2002, Daimler Chrysler Sudafrica), la sede centrale di Johannesburg, con il sostegno del suo ingegnere Heinz Grossman, decise di importare esclusivamente la parte anteriore della carrozzeria del 170 D/SD, una strategia che aiutava a risparmiare sui costi.

Quando le unità arrivavano in Sudafrica, l’azienda locale Morewear Industries vi aggiungeva il cassone posteriore nel suo stabilimento di Germiston, una località alla periferia di Johannesburg. L’attività durò fino alla metà degli anni Cinquanta, un periodo simile a quello intrapreso dalla Mercedes-Benz Argentina.

I pick-up Ponton più famosi furono creati da un carrozziere tedesco e da importatori sudafricani.mercedes-benz-ponton-pick-up

I furgoncini Ponton

Quelli sudafricani si distinguevano da quelli di Binz per la separazione tra cabina e cassone e per la ruota di scorta nascosta dietro il sedile del conducente.I

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costruiti sui W136 lasciarono il posto a carrozzerie analoghe montate sui W120 e sui W121. Esistevano due varianti: una progettata dal carrozziere tedesco Binz di Lorch -nel cui catalogo figuravano, inoltre, altre trasformazioni della Ponton in station wagon, ambulanza, ecc.- e un’altra realizzata dagli importatori sudafricani di Daimler AG Cargo Motors, NMI, Stanley Porter, Haaks Garage, Ronnie’s Motors e John Williams. Si differenziavano per dettagli come la separazione tra cabina e zona di carico o la posizione in cui era collocata la ruota di scorta.

Gli archivi di Daimler affermano che furono prodotti 1.098 furgoncini 180 tra il 1955 e il 1962, 2.439 180 D nello stesso intervallo di tempo -le varianti diesel erano più popolari- e appena 136 esemplari di 190 D con questa carrozzeria tra il 1958 e il 1961. Il mercato sudafricano registrò circa 400 di questi veicoli, destinati non solo ai privati, ma anche ad altri servizi come l’aeroporto di Johannesburg.

Il motore OM 615 di serie sulla 220 D non veniva modificato in questa trasformazione.

La 220 D argentinamercedes-benz-220-d-pick-up

Il carrozziere di Santa Fe El Detalle si occupava di trasformare in pick-up

i telai del W115 importati dalla Germania.

Mercedes-Benz Argentina riconquistò all’inizio degli anni Settanta il protagonismo nel settore dei pick-up ornati dalla celebre statuetta. La politica tariffaria impediva di importare autovetture già completate, non così i componenti sciolti della carrozzeria e della meccanica che poi venivano utilizzati per assemblare modelli commerciali -mai autovetture-.

Con l’obiettivo di guadagnare quota nel mercato locale, la Mercedes-Benz Argentina importò 1.044 telai della 220 D W115 con porte e altri componenti separati, come un vero puzzle. Successivamente, il carrozziere della località argentina di Santa Fe El Detalle, noto per lavorare su autobus montati su telai di autobus Mercedes-Benz, trasformava quei 220 D in furgoncini con carrozzeria autoportante a cabina singola o doppia pronti per la distribuzione al pubblico.

Il motore non subiva alcuna modifica: si trattava sempre del diesel OM 615 da 2,2 litri che erogava 60 CV di potenza abbinato a una trasmissione manuale a quattro rapporti. Potevano trasportare fino a 650 kg, meno dei W136, sebbene rappresentassero naturalmente un prodotto molto più evoluto. Qualcuno apparve persino al cinema, in particolare nel film argentino Millonarios a la fuerza diretto da Enrique Dawi e uscito nel 1979.

Fonti | Coche Argentino, Cuyo Motor, Daimler AG, Foro TC Urbano, Mbzponton.org: dati di produzione e storia delle varianti, Oldtimer-Foren e prova di un 170 Da pick-up su Drive-MY.

Foto | Daimler AG, MB Oldtimer Bus/Trucks/Transporter su Pinterest e Zeke P. su Flickr

un comentario

  1. CocheArg says:

    Que tal, El Detalle NO ERA DE SANTA FE, sino que del norte del Gran BUENOS AIRES.
    MÁS INFO EN -> http://camionargentino.blogspot.com.ar/2012/05/el-detalle.html

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