Chevrolet Volt, prova (Design esterno, interni e finiture)

Jaime Arruz     2 November 2013     10 min.
Chevrolet Volt, prova (Design esterno, interni e finiture)

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Proseguiamo con la prova della Chevrolet Volt, questa elettrica ad autonomia estesa. Nella prima parte abbiamo trattato tutto ciò che riguarda il suo sistema di propulsione elettrico, la risposta allo sterzo e il processo di ricarica della batteria. In questa seconda parte valuteremo il design della sua carrozzeria e del suo abitacolo, così come la qualità delle finiture e dei materiali con cui è realizzata.

Design esterno

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La immagine poco convenzionale e in una certa misura futuristica è uno dei tratti più caratteristici della Volt. È una di quelle auto che attirano l’attenzione in strada sia per il design che per l’esclusività: difficilmente se ne vede una in circolazione. Visto da fuori, l’aspetto della Volt ricorda quello delle muscolose e aggressive berline americane. Personalmente mi fa pensare al film “Transformers”. Forse per il tocco futuristico dell’insieme, credo che la Volt non sfigurerebbe in un nuovo capitolo della saga dei robot alieni che assumono la forma di ogni tipo di automobile.

Sul frontale della Volt spicca la sua griglia chiusa, senza prese di raffreddamento, e le luci diurne e i fendinebbia a LED, che fanno parte di grandi gruppi di linee tagliate. La zona posteriore è chiaramente divisa in due dal portellone del bagagliaio, di colore nero e con moderni fanali a LED. Anche il tetto può essere nero, come nella nostra unità di prova. La luce di retromarcia e il fendinebbia posteriore sono collocati al centro del paraurti, una posizione più esposta rispetto al gruppo dei fanali.

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Nella parte alta del portellone c’è un spoiler integrato, che svolge funzioni sia estetiche che aerodinamiche. Tutta la carrozzeria è vicina al suolo, soprattutto il frontale e, in misura minore, le fiancate. Gli specchietti retrovisori esterni hanno indicatori di direzione a LED. I cerchi in lega sono a cinque razze e da 17 pollici. Montano pneumatici Michelin Energy Saver a bassa resistenza al rotolamento, di misura 215/55 R17.

La presa di ricarica elettrica si trova sul parafango anteriore sinistro, mentre il tappo del serbatoio del carburante è sul lato destro, tra il passaruota posteriore e il fanale. La carrozzeria è disponibile in sette colori: bianco (“Summit White”), argento (“Silver Ice”), grigio (“Cyber Grey”), nero (“Black”), rosso (“Crystal Red”), verde (“Viridian Joule”) e blu (“Blue Topaz”). Tutti, tranne il bianco e il nero, hanno un sovrapprezzo: 540 o 820 euro.

Design interno, abitabilità e finiture

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Il certo tocco futuristico dell’esterno della Volt si ritrova nell’abitacolo, soprattutto per quanto riguarda la console e i due schermi da sette pollici presenti sulla plancia e nel quadro strumenti. Quello della console centrale è touch.

Dal posto di guida della Volt si ha accesso a un numero elevato di pulsanti e comandi. Questa grande quantità può risultare un po’ opprimente al primo impatto, ma in pochi giorni ci si abitua. La posizione di guida è buona per una vasta gamma di conducenti grazie alle ampie regolazioni del sedile e del volante.

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Nell’abitacolo della Volt tutto è a portata di mano del conducente. Quest’ultimo riceve molte informazioni tramite i due schermi. Quello dietro il volante costituisce il quadro strumenti, molto diverso da uno convenzionale. Mostra il livello di carica della batteria o lo stato del serbatoio del carburante, l’autonomia in entrambi i casi e quella combinata, la velocità di marcia, i chilometri totali percorsi, la posizione della leva del cambio e le informazioni del computer di bordo: ci sono due parziali con chilometri percorsi, litri di benzina consumati e consumo medio.

Nella parte inferiore c’è un menu con diverse icone che, a seconda di quella selezionata, mostrano il computer (A e B), le informazioni di navigazione, lo stato dell’olio o la pressione dei pneumatici. Accanto, sul lato destro dello schermo, compare un indicatore che misura la dolcezza con cui si accelera e si frena. Ha forma circolare e si sposta verso gli estremi quanto più forte è la pressione sul pedale dell’acceleratore o del freno. Il consiglio è di tenerlo il più possibile vicino alla zona centrale della scala, perché ciò significa consumare poco in accelerazione e recuperare molta energia cinetica in decelerazione.

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Nello schermo della strumentazione compaiono anche le modalità di guida (“normal”, “sport”, “montagna” e “trattenere”), che si selezionano tramite una manopola posta appena sopra il pulsante di accensione sulla console, con la scritta “Drive mode”.

Dal canto suo, lo schermo touch al centro della plancia permette di gestire tutto, dall’impianto audio o di climatizzazione fino al navigatore. Una delle sue funzioni principali è consentire al conducente di gestire e consultare tutte le informazioni relative al sistema di propulsione elettrico. Così, premendo il pulsante con il disegno di una foglia, situato accanto a quello delle modalità di guida, si accede al menu “Flusso di energia”. Si possono raggiungere anche altri due menu, premendo sui rispettivi nomi: “In carica” e “Info energia”.

Nel menu “Flusso di energia” si vede un disegno che mostra quale motore è in funzione e muove le ruote, e come si ricarica la batteria in frenata. Indica anche lo stato di carica della batteria su una scala di dieci segmenti. Il menu “In carica” mostra informazioni sul tempo di ricarica a 230 V e consente di scegliere la modalità di ricarica tra le tre già illustrate nella prima parte della prova: “Immediata all’inserimento”, “Ritardata in base all’orario di partenza” e “Ritardata in base alle tariffe elettriche e all’orario di partenza”.

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Il menu “Info energia” ha tre opzioni: consumo di energia, efficienza energetica e consigli per l’efficienza. Nella prima informa sui chilometri percorsi in modalità 100% elettrica o con il motore a benzina in funzione, sui chilometri totali, sui kWh utilizzati, sui litri di benzina consumati e su una media di consumo. Nella seconda viene mostrata l’efficienza dello stile di guida e l’impostazione della climatizzazione, mentre nella terza vengono forniti consigli su stile di guida, posizione della climatizzazione e carica/manutenzione del veicolo.

Lasciando da parte le peculiarità del suo sistema di propulsione, e valutando unicamente l’abitabilità, la qualità degli interni e la capacità del bagagliaio, possiamo affermare che la Volt è una buona scelta perché ha un abitacolo ampio, realizzato con buoni materiali, e offre un bagagliaio corretto. Una possibile limitazione è che ha solo quattro posti: non è possibile, neppure in opzione, avere tre posti posteriori. Tra i due sedili posteriori c’è un vano portaoggetti.

Lo spazio disponibile nell’abitacolo è condizionato dalla silhouette della carrozzeria, che scende in modo pronunciato nella parte posteriore del tetto. Ciò significa che le persone alte 1,80 metri rischiano di sfiorare con la testa il rivestimento del tetto.

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I sedili della Volt sono comodi e sostengono bene il corpo in curva. Le loro buone caratteristiche permettono di affrontare viaggi lunghi senza che la stanchezza si faccia sentire troppo presto. L’accesso all’abitacolo è molto comodo, sia davanti che dietro, grazie alle portiere che si aprono ampiamente e allo spazio ampio per passare all’interno.

L’interno della Volt è realizzato con materiali di buona qualità. Gli accoppiamenti tra le diverse parti sono corretti. I comandi hanno un buon tatto. I pulsanti touch presenti in gran numero sulla console funzionano bene, perché non serve esercitare molta pressione per dare il comando. Alcuni pulsanti e comandi sono in comune con altri modelli Chevrolet. È il caso, per esempio, del volante e dei comandi dietro il piantone dello sterzo.

Tutto l’abitacolo della Volt è illuminato a LED, compresi i lampadari di lettura. Ci sono buoni dettagli, come il fatto che entrambi i parasole siano illuminati, e altri meno riusciti, come l’assenza della maniglia di appiglio sul lato del passeggero anteriore o il fatto che il tappo del serbatoio si apra tramite un pulsante all’interno. Inoltre, è un po’ nascosto nella parte interna della portiera del conducente.

Vani portaoggetti e bagagliaio

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Nella Volt ci sono molti spazi per riporre oggetti, dalle tasche delle portiere, di buone dimensioni, fino a quello sotto il bracciolo centrale anteriore o un vano con coperchio dietro lo schermo della plancia. Qui c’è una presa da 12 V per collegare dispositivi elettronici.

Dietro la leva del cambio c’è un altro vano, così come davanti ad essa. Quest’ultimo è simile a quello di alcuni modelli Volvo, perché vi si accede dai lati. Il vano portaoggetti anteriore non è molto grande. Sui sedili posteriori, oltre a un ripiano di buone dimensioni e ai due portabicchieri tra i sedili, ci sono due piccoli vani nelle portiere.

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Il bagagliaio della Volt ha una capacità di 310 litri. Sebbene sia una cifra chiaramente inferiore a quella di modelli simili, come una SEAT Toledo (550 litri) o una Volkswagen Jetta (510 litri), è molto sfruttabile grazie alle sue forme squadrate e alla possibilità di caricare i bagagli fino alla tendina elastica o fino a toccare il portellone. In parte non è un bagagliaio molto grande perché sotto il pavimento alloggiano la batteria, il caricatore portatile, il kit di riparazione delle forature, una piccola dotazione di attrezzi e i triangoli di emergenza.

Un inconveniente del design della Volt è che parte di ciò che si lascia nel bagagliaio resterà visibile, sia attraverso il portellone (la parte oscurata non è completamente opaca) sia attraverso i sedili posteriori, poiché c’è uno spazio tra gli schienali. Questo costituisce anche un pericolo: se si trasportano piccoli oggetti nel bagagliaio, qualcuno potrebbe muoversi e arrivare nell’abitacolo attraverso quello spazio tra i sedili.

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La tendina copribagagli è in materiale tessile; ci sono due ganci per borse e quattro occhielli per fissare una rete e assicurare così gli oggetti da trasportare. Il portellone, una volta aperto, si trova piuttosto in alto, quindi bisogna fare attenzione quando lo si manovra in garage bassi. Si chiude senza difficoltà, anche se è un po’ pesante.

Nella terza parte della prova della Chevrolet Volt vi daremo dettagli sulla sua dotazione, vi spiegheremo quali sistemi di sicurezza ha e vi informeremo sul prezzo di vendita in Spagna. Concluderemo la prova di questa elettrica ad autonomia estesa, gemella della Opel Ampera, con la nostra valutazione personale dell’insieme.

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Foto | Jaime Arruz y Equipo de pruebas

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