Dettagli del piano di sostenibilità di Chrysler presentato al Congresso statunitense

I 3 gruppi automobilistici di Detroit si sono presentati ieri al Congresso statunitense per illustrare i loro piani per l’utilizzo dell’aiuto economico richiesto, che è stato respinto il mese scorso, e le loro azioni più immediate per sopravvivere alla crisi del settore. Ecco il dettaglio dei piani messi in atto da Chrysler, uno dei gruppi la cui situazione è più critica.
Per cominciare, chiedono allo Stato la somma di 7.000 milioni di dollari (5.555 milioni di euro al cambio) da investire per rilanciare il gruppo e saldare i debiti, tra le altre cose. Affermano di averne bisogno con una certa urgenza, entro il 31 dicembre, perché senza di essa dispongono solo di 2.500 milioni di dollari di riserve, insufficienti per superare gennaio.
Le cause della scarsità di liquidità sono ormai note a tutti: la crisi finanziaria e quella del settore automobilistico, provocate dalle vendite in calo e dal cambiamento nelle abitudini dei consumatori.
Sono inclusi anche piani di collaborazione strategica con Nissan per condividere piattaforme e ridurre così i costi di struttura e di sviluppo. Bob Nardelli, amministratore delegato del gruppo, si unirà alla causa accettando uno stipendio di 1 dollaro all’anno. Non mancano inoltre ulteriori tagli al personale e meno bonus per i dirigenti.
Quanto ai piani per il futuro, il gruppo Chrysler lancerà fino a 24 nuovi modelli entro il 2012, che, a suo dire, risponderanno meglio ai gusti dei consumatori e includeranno versioni ibride, elettriche ed elettriche con autonomia estesa. Nel 2009, il 73% della gamma del gruppo vedrà ridotti i propri consumi ed emissioni, e si stima che entro il 2012 la metà di tutti i veicoli venduti sarà flex-fuel (motori in grado di funzionare con benzina o con altri carburanti più ecologici).
Non sono però state rese note le cifre dei licenziamenti né dei tagli, né se uno dei tre marchi del gruppo rischi di scomparire. I primi dettagli in merito emergeranno una volta conosciuta la decisione del Congresso statunitense.
Fonte | Autoblog en Español
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