Il Brabham BT62R è la versione stradale della selvaggia sportiva australiana di Brabham Automotive
Con più di 700 CV e un peso inferiore a 1.000 kg, i presunti 2 milioni di euro che potrebbe costare la Brabham BT62R ne fanno una delle vetture più esclusive

Il DNA della Brabham BT62R porta con sé una sequenza genetica legata alle corse automobilistiche d’élite, anzi, alla Formula 1, a partire da quando il pilota australiano Jack Brabham si impegnò a fondo alla fine degli anni ’50 del secolo scorso per portare in pista una vettura adatta al suo modo di guidare e, a tal fine, si affidò al progettista Ron Tauranac per realizzare un bolide capace di permettere a Brabham di fregiarsi di allori fino a 14 volte e di essere, fino a oggi, l’unico pilota ad aver vinto il campionato del mondo con una vettura che portava lo stesso nome del suo pilota.
Durante la sua storia, tra il 1960 e la sua dissoluzione per problemi economici nel 1992, illustri personaggi del mondo automobilistico, delle corse, della produzione o di entrambi, hanno avuto a che fare con Brabham, dal già capo della Formula 1, Bernie Ecclestone, che fece lo stesso in questa scuderia, fino a ingegneri come Ron Dennis, l’ex tutto di McLaren, o il mitico Gordon Murray che, oggi, con la sua GMA T50 condivide una certa somiglianza, almeno per concetto e fondamenti, con la stessa Brabham BT62R che ora presenta il suo massimo rappresentante attuale, Dan Marks.

Così, questa bestia omologata per circolare su strada è l’adattamento della Brabham BT62, il veicolo destinato all’uso esclusivo sui circuiti e che, grazie alle opportune modifiche, ha permesso di disporre di spazio per ospitare le targhe che le consentono di circolare su strada come qualsiasi altro veicolo di serie.
Per chi pensa che la Brabham BT62R sia la versione addomesticata di quella priva della lettera R, ricorderemo solo le specifiche di base del modello: una biposto lunga 4.460 millimetri, larga 1.950 e alta appena 1.200, con un passo di 2.695 mm che, sulla bilancia segna appena 972 kg.
Monta in posizione longitudinale centrale un propulsore V8 aspirato che a 7.400 giri produce 708 CV, il che porta a un rapporto peso-potenza di 0,73 CV per ogni kg e di 132 CV per ogni 1.000 cc. Allo stesso tempo, la coppia massima di 667 Nm viene raggiunta a 6.200 giri/min.
Per gestire la trazione, che agisce esclusivamente sulle ruote dell’asse posteriore, viene installato un cambio sequenziale a 6 rapporti firmato Holinger, azionato tramite le palette posizionate sul volante.
Inoltre, per poter circolare su strada con la Brabham BT62R, il team di sviluppo ha pensato agli occupanti e alle esigenze di legge e ha introdotto modifiche come l’installazione di pneumatici Goodyear Eagle F1 SuperSport ad alte prestazioni, un kit carrozzeria dedicato con nuovi paraurti anteriori e posteriori, sospensioni regolabili, impianto di scarico e comfort come il climatizzatore o il sistema multimediale.
Nonostante tutto, l’impianto frenante, firmato dallo specialista Brembo, prevede per frenate estremamente impegnative una serie di dischi carbo-ceramici da 380 mm con pinze a 6 pistoncini all’asse anteriore e da 355 mm, sempre con 6 pistoncini, all’asse posteriore.

E benché siano stati forniti tutti i dettagli della vettura, riguardo al prezzo della Brabham BT62R la casa non ha ancora confermato il costo, ma le voci di corridoio parlano di prime unità consegnate a fronte di circa 2 milioni di euro per esemplare.
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