Il Tribunale Supremo ordina l'annullamento di 600.000 multe imposte a Madrid

Victor Alós Yus    @sepelaci    15 July 2014     2 min.
Il Tribunale Supremo ordina l'annullamento di 600.000 multe imposte a Madrid

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Se vivi a Madrid saprai benissimo di cosa parliamo. Dal mese di novembre 2010 il comune di Madrid ha potuto emettere multe ai conducenti senza doverli fermare per comunicare loro l’infrazione. E lo diciamo al passato, perché il Tribunale Supremo ha stabilito che questo tipo di sanzione imposta in modo “differito” è totalmente illegale.

La modifica dell’Ordinanza sulla Mobilità approvata dal Comune di Madrid nel 2010 consentiva agli agenti di denunciare i conducenti senza fermarli né notificare le denunce “quando si trovassero a regolare il traffico o non disponessero dei mezzi per inseguire i veicoli infrattori”. Ora, la Sezione Terza del Tribunale Supremo dichiara che tale modifica non è conforme alla legge e per questo ha annullato le multe imposte in base ad essa.

Questa è la seconda sentenza emessa in merito, poiché in precedenza ce n’era stata una che il comune aveva impugnato in cassazione per impedire che diventasse definitiva. Tuttavia, due anni dopo è stata ratificata dal Tribunale Supremo, che ha privato di valore questa modifica, annullando le poco più di 600.000 denunce imposte in base a questa norma.

Il Supremo ritiene che la fattispecie già prevista nell’Ordinanza sulla Mobilità sia sufficiente. Essa stabilisce che ciò può avvenire quando il fermo del veicolo può causare un rischio per la circolazione: la multa può essere comminata senza fermarlo, ma l’agente deve spiegare, in via eccezionale, i motivi per cui non è stato possibile far fermare l’auto.

Gli infrattori che abbiano già pagato la multa hanno la possibilità di recuperare una somma pari a quella versata, grazie alla campagna promossa dall’AEA (Automovilistas Europeos Asociados) per avviare procedimenti di responsabilità patrimoniale dell’Amministrazione, che consentiranno anche di recuperare i punti della patente eventualmente persi.

In ogni caso, questa sentenza vale solo per i procedimenti sanzionatori avviati fino all’8 giugno, poiché la modifica della Legge sul Traffico e la Sicurezza Stradale introduce un paragrafo identico a quello che il Supremo ha ritenuto illegittimo. A partire da quella data, le sanzioni saranno legittime perché previste dal testo di legge.

Fonte | Automovilistas Europeos Asociados

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