Mercedes Clase C 220 CDI 170 CV BlueEfficiency, prova (Parte II)

Diego G. Moreira     20 January 2010     6 min.
Mercedes Clase C 220 CDI 170 CV BlueEfficiency, prova (Parte II)

Mercedes_Clase_C_BlueEfficiency

Eccoci alla seconda parte della prova della Mercedes Classe C, una berlina premium equipaggiata con il motore più noto della Classe C: si tratta del propulsore diesel 220 CDI da 170 CV che ora è diventato un po’ più ecologico e parsimonioso e riceve la denominazione BlueEfficiency. Del suo motore, del cambio automatico e del comportamento abbiamo parlato nella prima parte della prova e nella seconda parte ci resta da parlare del design esterno della Classe C, del design interno, della qualità dei materiali e dello spazio.

Uno degli aspetti in cui spicca la Mercedes Classe C è la qualità delle finiture e un abitacolo che, non appena ti siedi sulla Classe C, ha tutto a portata di mano, di buona qualità, e ti dà una sensazione di spazio una volta al volante. Inoltre, trattandosi di un modello BlueEfficiency , dispone anche di dettagli esterni che aiutano a ridurre i consumi e le emissioni, come i pneumatici speciali da 16″ per migliorare l’aerodinamica; in effetti la Classe C vanta uno dei migliori coefficienti aerodinamici del segmento (Cx di 0,25 nelle versioni BE).

Design esterno
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La linea esterna della Mercedes Classe C è piuttosto peculiare, soprattutto dopo il cambiamento subito con l’ultima generazione nel 2007, con un design che ha guadagnato linee più rette e meno tradizionali di quanto ci avesse abituato Mercedes. Esteriormente è un’auto muscolosa, con un disegno dalle linee più marcate e due finiture esterne che la differenziano soprattutto nella calandra e in qualche altro elemento: Elegance e Avantgarde (la finitura che equipaggia la nostra unità).

Le unità BlueEfficiency si riconoscono esteriormente dal logo posizionato sulle fiancate e da cerchi specifici per ottimizzare i consumi, dato che le unità BlueEfficiency montano di serie pneumatici 205/55 su cerchi da 16″, dotazione che la nostra unità di prova ha di serie con i cerchi in lega a 7 razze (vedi dettaglio). È curioso anche il discorso dei cerchi, perché consultando la documentazione che Mercedes ci invia sempre con le auto di prova (prezzo, equipaggiamento opzionale, gamma…) ho visto che tutte le Classe C 220 CDI BE, con o senza cambio automatico, pagano solo il 4,75 % dell’imposta di immatricolazione, tranne nel caso in cui non montino questi cerchi di serie e ne equipaggino altri (siano pneumatici 225/50 R16 o di misura superiore), nel qual caso pagano il 9,75% dell’imposta.

Del design esterno va anche segnalato che i fari della nostra unità di prova erano bi-xenon con funzione di illuminazione in curva e anche con assistenza dei fendinebbia in curva. È un optional, ma l’illuminazione che offrono compensa l’investimento (1.393 euro), e per quanto riguarda i fanali posteriori va sottolineata la presenza di luci LED.

Design interno

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Appena si entra nell’abitacolo si notano materiali di buona qualità su tutta la consolle centrale, le plastiche sono piacevoli al tatto e difficilmente si trova un materiale che stoni per qualità. La posizione di guida è molto comoda, si dispone di una buona visibilità sia posteriore che anteriore, e gli ampi specchietti retrovisori contribuiscono a tenere tutto sotto controllo (in caso contrario c’è sempre la telecamera di retromarcia -vedi dettaglio- disponibile come optional per vedere meglio quando si fa retromarcia).

La maggior parte dei comandi è a portata di mano e inoltre dal volante è possibile controllare la radio e il computer di bordo, che mostra informazioni su consumi, navigatore, impostazioni o anche sull’impianto audio. Il sistema di navigazione è un optional e lo si può avere in diverse versioni con schermi di dimensioni maggiori o minori, ma tutte hanno in comune un dettaglio molto pratico: non appena si spegne l’auto lo schermo si nasconde sotto un pratico coperchio, evitando tentazioni indesiderate.

Inoltre dal quadro strumenti è possibile controllare anche il consumo istantaneo, quello medio o la posizione del cambio automatico, su un quadro strumenti piuttosto semplice e con lo schermo del computer di bordo che raccoglie molte funzioni davvero utili per tenere tutto sotto controllo o avere le informazioni sul veicolo a colpo d’occhio.

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Un dettaglio che non ci piace molto è la combinazione di leve sul lato sinistro(vedi dettaglio) (marchio della casa tedesca) e che, soprattutto all’inizio, costa abituarsi al fatto che i tergicristalli e le frecce siano sulla stessa leva a sinistra, e sopra c’è quella del controllo di velocità e del limitatore.

Ma come commentavo all’inizio, la posizione di guida è molto buona: dispone di comodi sedili anteriori che apprezzeremo durante i viaggi con la Classe C; nel nostro caso con regolazione elettrica e supporto lombare. Inoltre un altro dettaglio che continua ad attirare la mia attenzione e che è un vero segno distintivo della Mercedes è il freno di stazionamento a pedale, che inoltre fa risparmiare spazio sulla consolle centrale e lascia spazio a un pratico vano portaoggetti.

Quanto ai posti posteriori, sono comodi per viaggiare, ma la comodità è un po’ ridotta dallo spazio per i piedi, sebbene all’interno del segmento premium, confrontandola con rivali come la BMW Serie 3 o l’Audi A4, tutte e tre si attestano più o meno sulle stesse misure. Inoltre il tetto panoramico (anch’esso optional) conferisce parecchia luminosità all’interno e i passeggeri dei posti posteriori viaggiano comodamente, soprattutto se sono solo due persone, e inoltre dispongono di climatizzatore indipendente (un optional) con regolazione della temperatura e della potenza.

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Per i viaggi lunghi lo spazio interno, i sedili comodi e la buona taratura delle sospensioni ne fanno un perfetto divoratore di chilometri, e si può viaggiare con l’auto senza affaticarsi tanto quanto con altri modelli del segmento (noi abbiamo percorso due tragitti da 600 km). Sedili che continuano a piacermi (e l’ho già commentato a suo tempo nella prova della GLK), dato che non sono completamente in pelle, ma una combinazione di tessuto e pelle artica, il che li rende comodi e non soffriamo i disagi della pelle con temperature basse o alte.

Quanto agli spazi portaoggetti sono anch’essi molto completi, con un vano portaoggetti di dimensioni normali, gli spazi della consolle centrale dove si possono riporre parecchie cose, così come i vani portaoggetti nelle portiere, di dimensioni adeguate. E ci sono dettagli che non possiamo lasciarci sfuggire, ad esempio che di notte si dispone di luci di cortesia sulle maniglie delle portiere per vederle meglio, oppure le due luci LED sotto lo specchietto retrovisore interno che emettono una luce bianca a mo’ di lampada da lettura e sono molto pratiche.

Infine ci resta il bagagliaio, che presenta forme piuttosto regolari, oltre a riservarci la piacevole sorpresa di una ruota di scorta sotto il pavimento del bagagliaio (vedi dettaglio), e la sua capacità di 475 litri è una misura nella norma per il segmento (A4 480 litri e Serie 3 460 litri). Nella prossima parte della prova parleremo del prezzo della Classe C, dell’equipaggiamento e, come sempre, della nostra valutazione generale del modello.

Foto | David Taboada

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