Prova MINI Countryman SD, gentiluomo inglese con stivali da campagna

Daniel Valdivielso    @valdi92    14 September 2017     9 min.
Prova MINI Countryman SD, gentiluomo inglese con stivali da campagna

La MINI meno mini di tutte, la Countryman, è stata recentemente rinnovata. Ora passa dalle nostre mani nella sua versione SD, la più potente della gamma diesel.

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La famiglia MINI non smette di crescere. La casa inglese di proprietà tedesca vive una vera giovinezza a livello di gamma, e la clientela lo sa.

Questa settimana passa dalle nostre mani “la MINI meno mini” di tutte, la Countryman. Animata da un motore diesel, questa Countryman SD vuole diventare la più stilosa dei SUV compatti.

La Countryman è nata nel 2010 con l’obiettivo di offrire un’alternativa con capacità offroad a tutti quei clienti che cercavano un modello dall’estetica molto distintiva e con lo spirito MINI intatto. Il suo successo di vendite fu, come tutti prevedevano, spettacolare. Tanto che, mentre altri modelli MINI come la Paceman non ebbero un sostituto, la Countryman è più viva che mai grazie a una nuova generazione.

Design esterno

La seconda generazione della Countryman punta a una continuità nelle linee generali, che osservate nel dettaglio si trasformano in una profonda evoluzione estetica. E infatti la Countryman ha smesso di essere una MINI gonfiata per uscire dall’asfalto e diventare un modello con personalità propria.

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La parte anteriore della Countryman presenta due gruppi ottici dalle forme arrotondate, come non poteva essere altrimenti su una MINI, anche se con un profilo ben marcato. La luce diurna, posizionata in precedenza accanto ai fendinebbia, si colloca ora intorno al gruppo ottico principale sotto forma di linea LED.

La calandra mantiene una forma simile a quella del suo predecessore, con una trama romboidale che enfatizza il carattere sportivo dell’insieme. Nella parte inferiore troviamo un paraurti molto ben integrato, con tre grandi modanature e due generose ottiche per le funzioni antinebbia.

La vista laterale della Countryman è quella di un veicolo di generose dimensioni, con forme più o meno dritte, che raccoglie tutto il DNA della famiglia MINI. E infatti la Countryman continua a contare su un parabrezza poco inclinato e su una superficie vetrata relativamente piatta, che sfocia in un lunotto posteriore di dimensioni minori.

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Non mancano una serie di dettagli come le modanature dei parafanghi, che ospitano anche un piccolo indicatore di direzione, dei retrovisori arrotondati, delle barre del tetto con finitura argento satinato o un profilo inferiore della carrozzeria/passaruota rifinito in plastica nera non verniciata. I cerchi in lega sono disponibili in numerose misure, anche se quelli della nostra unità, con un bel design a doppi raggi, hanno un diametro di 18″, calzati con pneumatici 225/50/R18.

La parte posteriore della MINI Countryman è probabilmente quella in cui riscontriamo la maggiore somiglianza con la sua sorella originale, la hatchback. La Countryman dispone di un portellone con apertura elettrica, di gruppi ottici di grandi dimensioni a forma di goccia e, in questa versione, un doppio scarico molto sportivo, in linea con il carattere “S” del suo motore.

Design interno

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Più maturo e più grande, la Countryman è cresciuta nell’impostazione
L’interno della MINI è, in questa nuova generazione di creazioni della casa britannica, l’ambito in cui si può apprezzare la maggiore evoluzione. Non solo sul piano estetico, dove i cambiamenti sono evidenti, ma anche nella qualità costruttiva, nettamente superiore a quella del modello precedente.

Appena si apre la portiera, che tra l’altro dispone di una simpatica illuminazione che proietta il logo del marchio sul suolo quando si aziona il telecomando, ci troviamo di fronte a un abitacolo in cui la personalità MINI non potrebbe essere più evidente ovunque posiamo lo sguardo.

Una plancia in cui le forme arrotondate sono la norma accoglie una grande sfera centrale che, in questa nuova generazione di MINI, è dedicata in esclusiva al sistema musicale/infotainment, spostando la strumentazione dietro al volante, solidale con il piantone dello sterzo, in una posizione molto più pratica e naturale nell’uso quotidiano.

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Sotto la strumentazione, i comandi del climatizzatore bizona e, sotto di essi, una fila di interruttori a bilico -in puro stile retrò, dai quali si può andare dall’avviamento fino a intervenire sul controllo di stabilità (DSC) o sul Head-Up Display che, tra l’altro, ricorre a una lamina di metacrilato per proiettare le informazioni, una soluzione più economica della proiezione sul vetro stesso, ma che comporta alcuni svantaggi, come il malfunzionamento del sistema se si indossano occhiali polarizzati.

La consolle centrale ospita un pratico vano portaoggetti, due portabicchieri, la -lunghissima- leva del cambio con anello centrale girevole per selezionare le diverse modalità di guida, i comandi del freno di stazionamento e di i-Drive e un pratico bracciolo.

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La qualità costruttiva è buona, con plastiche morbide nella parte superiore della plancia e un rivestimento originale sulle portiere che si estende verso la parte superiore, anche se si continuano a trovare plastiche dure nella parte inferiore sia della plancia che delle portiere, un materiale utilizzato anche sulla consolle centrale. Non si sentono rumori parassiti quando si circola su terreni sconnessi nonostante la rigidità della sospensione, anche se è vero che alcune modanature scricchiolano quando si esercita pressione con le dita.

Merita una menzione a parte la capacità della MINI di creare un’atmosfera divertente e visivamente attraente nell’abitacolo. Una delle sue armi migliori è l’utilizzo di un’abbondante quantità di illuminazione ambientale in più colori, illuminazione che troviamo nella zona dei piedi, nelle portiere, sul tetto, nell’anello centrale e, per la prima volta, nelle modanature della plancia, che presentano bei dettagli retroilluminati, visibili solo al buio.

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I sedili anteriori sono molto comodi, avvolgono molto bene il corpo. Inoltre, possono essere dotati di serie opzionale di regolazione elettrica, riscaldamento e persino memoria a due posizioni. Nella nostra unità disponevano inoltre di un bel rivestimento misto in pelle e tessuto, nonché riscaldamento su tre livelli e bracciolo ribaltabile.

Lo spazio interno è molto buono, con un’evoluzione positiva soprattutto nei posti posteriori, dove il miglioramento è stato davvero notevole. La fila posteriore dispone di spazio più che sufficiente sia per la testa che per le gambe, godendo inoltre di comodità come un sedile regolabile longitudinalmente, uno schienale con molteplici regolazioni dell’inclinazione o bocchette di ventilazione. Il tunnel centrale disturba leggermente quando si viaggia in tre passeggeri, ma il costruttore ha avuto la premura di lasciare due spazi ben definiti per i piedi.

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Il bagagliaio ha dimensioni sufficienti, con una capacità di 450 litri. Dotato di una buona illuminazione e di un sistema di apertura e chiusura a mani libere, il bagagliaio della Countryman nasconde un doppio fondo in cui è alloggiato un ingegnoso cuscino che copre la soglia del bagagliaio, consentendo a due persone di sedersi in modo tranquillo e comodo senza sporcarsi.

Dinamica di guida

La Countryman è disponibile con una vasta selezione di propulsori diesel, benzina e ibridi a tre e quattro cilindri. In questa occasione abbiamo provato la variante diesel più potente, denominata commercialmente “Cooper SD” e dotata di un motore 2.0 a quattro cilindri da 190 CV e 420 Nm, collocato in posizione anteriore trasversale.

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La sua guida è ancora molto dinamica
Questo propulsore è utilizzato da numerosi modelli di BMW, distinguendosi per rendimento e consumi contenuti. In questo caso è inoltre abbinato a un cambio automatico a 8 rapporti di eccellente funzionamento, che trasmette la potenza alle ruote anteriori e, optional, a entrambi gli assi.

I numeri parlano da soli: con questa combinazione la Countryman è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 8 secondi, superando i 210 km/h di velocità massima, il tutto con un consumo medio omologato di appena 4,6 litri. Nella vita reale ci troviamo di fronte a un propulsore capace di offrire consumi di 4/4,5 litri nei viaggi su strada statale, che salgono a 6,5 litri in autostrada e arrivano fino a 7,5 litri in città. Il risultato finale dopo oltre 1.500 km di utilizzo è di 7,2 litri/100 km.

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Dal punto di vista dinamico non c’è alcun dubbio: la Countryman può essere definita senza timore un vero MINI. Costruita sulla stessa piattaforma dell’attuale BMW X1, la Countryman offre una grande tenuta di strada in ogni momento, al prezzo di una rigidità della sospensione leggermente eccessiva in determinate situazioni. In un uso normale non costituisce alcun problema.

Uno sterzo diretto e un impianto frenante completano un insieme molto rispettabile in termini dinamici, appannato solo dalla eccessiva rumorosità del propulsore a freddo e da un rumore di rotolamento piuttosto alto, che si può tranquillamente attribuire ai pneumatici montati su questa unità in particolare.

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Questa unità disponeva inoltre del sistema MINI Driving Profile, che non è altro che il nome con cui la casa inglese indica il sistema delle modalità di guida, che su questo veicolo è composto da tre profili diversi: ECO, che attiva la modalità a vela della trasmissione, NORMAL e SPORT, che irrigidisce lo sterzo, rende più pronta la risposta dell’acceleratore e del cambio e attiva un sintetizzatore sonoro per mascherare il rumore del diesel.

Gamma e versioni, quanto costa l’unità che vedi?

La gamma della Countryman parte da 27.800€, corrispondenti alla Cooper Countryman, equipaggiata con un motore 1.5 a benzina da 136 CV. Le versioni più costose corrispondono alle Cooper SE e Cooper S John Cooper Works, con 223 e 235 CV rispettivamente.

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La nostra unità ha un prezzo base di 35.400€, anche se il suo equipaggiamento opzionale è abbondante. Spiccano elementi come i fari LED intelligenti, il portellone a mani libere, i sedili anteriori con memoria, regolazione e riscaldamento elettrici o il sistema Head-Up Display. In totale, oltre 44.000€ per rendere questa Countryman un costoso capriccio che, certo, soddisferà le famiglie più esigenti.

Scheda tecnica di questa auto


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