Si scopre che l'asteroide Bennu contiene acqua al suo interno

Redacción     13 December 2018     2 min.

La sonda OSIRIS-REx della NASA ha scoperto che l’asteroide chiamato Bennu contiene acqua. Pare che tale elemento potrebbe provenire da un pianeta da cui si è staccato.

Oltre a realizzare l’impresa straordinaria compiuta dalla sonda InSight con il suo riuscito atterraggio sul pianeta rosso, la NASA è riuscita anche a raggiungere il meteorite chiamato Bennu con la sua sonda “OSIRIS-REx”.

Battezzata sulla base di “Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security-Regolith Explorer”, la sonda ha compiuto una scoperta di grandissima importanza. Secondo i dati da essa inviati, il suddetto corpo roccioso spaziale contiene acqua al suo interno.

Meteorito Osiris con agua

Il diametro dell’asteroide è di 400 metri e, ironicamente, nonostante contenga uno degli elementi indispensabili alla vita, è il secondo meteorite più pericoloso per la Terra.

Il 3 dicembre scorso è la data in cui la sonda è entrata in contatto con l’asteroide Bennu. Per riuscirci, l’avanzato dispositivo elettronico e robotizzato ha percorso 3.200 chilometri in 2 anni. Ovvero, come si suol dire, “senza fretta ma senza pausa”.

L’obiettivo principale della missione consiste nell’ottenere campioni della superficie di Bennu. È importante studiare la composizione delle rocce, poiché alcune di esse non solo indicano la loro antichità, con la quale per inciso si può anche calcolare la distanza percorsa dalla stessa, ma permettono anche di scoprire nuovi elementi custoditi in questi solitari viaggiatori spaziali.

Meteorito Osiris con agua

La scoperta dell’acqua nella composizione dell’asteroide rafforza teorie esposte su, tra l’altro, la stessa formazione della Terra. In un momento di miliardi di anni fa, durante il processo di formazione del nostro pianeta azzurro, milioni di impatti di meteoriti colpivano costantemente il nostro pianeta roccioso e instabile, in un’epoca in cui il sistema solare era pieno di polvere spaziale, rocce e altri resti che si aggregavano per effetto della gravità.

Teoricamente sarebbero stati questi meteoriti carichi di ghiaccio per milioni di anni a riempire di acqua i nostri oceani, quindi lo sai: la prossima volta che farai un bagno in mare, pensa che potresti farlo in acque di almeno 3.000 milioni di anni di antichità…

Sembra che ogni giorno che passa la scienza si avvicini sempre di più a trovare le risposte che cerchiamo da tanto tempo…

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