Abbiamo provato il Juice Booster 3 air: la wallbox intelligente che puoi usare a casa... oppure portare sempre nel bagagliaio per ricaricare la tua auto elettrica

Antonio Roncero    @roncero_antonio    13 August 2024     8 min.
Abbiamo provato il Juice Booster 3 air: la wallbox intelligente che puoi usare a casa... oppure portare sempre nel bagagliaio per ricaricare la tua auto elettrica

Compatto, leggero, connesso e portatile… il Juice Booster 3 può essere al tempo stesso il cavo di ricarica e la wallbox di cui hai bisogno se stai pensando di passare alla mobilità elettrica.

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Passare alla mobilità elettrica non potrebbe essere più semplice con la proposta di Juice Technology, specialista in soluzioni di ricarica per auto elettriche. Ti parlo del Juice Booster 3 air, la stazione di ricarica portatile della società svizzera che, grazie al sistema Juice Connector con fino a 30 adattatori possibili e alle sue dimensioni compatte, puoi utilizzare come una wallbox per caricare la tua auto elettrica a casa, oppure come caricatore portatile per ricaricare praticamente ovunque tu disponga di una presa di corrente, sia domestica sia industriale.

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Di fatto, sul mercato non esiste una soluzione simile a quella proposta dal Juice Booster 3 air che, come ti dicevo, può funzionare come wallbox e come caricatore portatile, oltre a fare da cavo di ricarica, sebbene abbia molte altre funzioni che ti illustrerò a breve. Rispetto al Juice Booster 2, che resta nel catalogo della casa svizzera, il Booster 3 air limita la potenza massima di ricarica da 22 kW a 11 kW, più che sufficiente per la maggior parte degli utilizzi. In cambio è molto più leggero e compatto, il che si apprezza al momento del trasporto. E aggiunge connettività tramite Wi-Fi o Bluetooth con l’applicazione j+ pilot per dispositivi mobili, con un gran numero di funzioni. Vediamolo più nel dettaglio.

Le caratteristiche principali del Juice Booster 3 air

Come wallbox da utilizzare in casa o come stazione di ricarica mobile da portare ovunque, il Juice Booster 3 air permette di ricaricare con corrente monofase o trifase da 6 a 16 ampere, con una potenza massima di 11 kW. Sorprendente, soprattutto se si considerano le sue dimensioni: un cilindro di poco più di 5 cm di diametro e circa 22 cm di lunghezza, che pesa appena 700 grammi; certo, senza contare il cavo.

Utilizzando l’adattatore di tipo Schuko incluso nel kit base, il Juice Booster 3 permette di caricare un’auto elettrica da qualsiasi presa domestica. E con l’adattatore di tipo 2, anch’esso incluso nel kit, può essere usato come cavo di ricarica per caricare a qualsiasi colonnina pubblica. Questa spina presenta due caratteristiche particolari: un tasto che permette di regolare comodamente l’intensità della corrente nei 30 secondi successivi al collegamento al punto di ricarica -operazione che può essere effettuata anche tramite un pulsante sul caricatore stesso- e che allo stesso tempo serve per interrompere la ricarica e sbloccare la spina -sempre che l’auto lo consenta-, e un lettore RFID integrato che consente di sbloccare il processo di ricarica con due tessere incluse nel kit.

 

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La connettività è un’altra funzionalità interessante del Juice Booster 3 air: tramite Wi-Fi o Bluetooth può collegarsi all’applicazione gratuita j+ pilot, senza bisogno di ricorrere a una connessione GSM o a una scheda SIM. Questo non solo consente aggiornamenti wireless del dispositivo, ma rende anche possibile controllare il processo di ricarica a distanza dallo smartphone e consultare report sui consumi, ad esempio assegnando una tariffa a ogni processo di ricarica, che viene memorizzata nello storico dell’app.

Un’altra funzione dalla quale difficilmente trarrà vantaggio un utente privato, ma che può risultare interessante per condomini o aziende che utilizzano più caricatori, è la possibilità di configurare una gestione dinamica della ricarica basata sul cloud. Consente di collegare tra loro fino a 10 dispositivi, bilanciando la ricarica e ripartendo la potenza per non sovraccaricare la rete.

Una wallbox in casa senza installazione: collega e via

Se ti serve semplicemente un caricatore per ricaricare a casa la tua auto elettrica o ibrida plug-in con una potenza di ricarica bassa -intorno ai 3 kW- e non hai intenzione né di aumentare la potenza contrattuale né di installare una wallbox, sul mercato ci sono molti caricatori che possono svolgere questa funzione con una spesa molto inferiore: intorno ai 200 euro, o anche meno. Tuttavia, per utilizzarlo principalmente a casa come alternativa a una wallbox senza dover passare per un processo di installazione, e per usarlo anche come stazione di ricarica mobile da portare ovunque, il Juice Booster 3 air presenta molti vantaggi.

 

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Per cominciare, è totalmente “plug and play”; ossia arriva già completamente configurato e devi solo collegare il dispositivo alla presa di corrente con l’adattatore adeguato. La casa vende un supporto a parete -costa circa 75 euro- che permette di fissarlo per usarlo come wallbox “fissa”, oppure di staccarlo per portarlo direttamente nel bagagliaio quando lo utilizzi come caricatore mobile. Certo, devi tenere presente che la potenza massima di ricarica che otterrai sarà limitata dall’impianto elettrico stesso… e dalla potenza che hai contrattato.

In questo senso, un vantaggio del Juice Booster 3 air che considero fondamentale è la sicurezza che offre. Dispone di una funzione di protezione dai guasti integrata, quindi non è necessario installare un interruttore differenziale speciale, come invece accade di solito con le wallbox negli impianti domestici. Il dispositivo rileva fino a dieci tipi di possibili guasti diversi, come prese di corrente cablate male, un assorbimento di corrente eccessivo da parte del veicolo, guasti nella rete o nell’auto stessa… Il sistema mostra il tipo di guasto sul display e, se necessario, rifiuta o interrompe la ricarica.

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E in particolare per un uso domestico ritengo importante segnalare anche il sistema di protezione e controllo della temperatura, che grazie a un sensore integrato nell’adattatore Schuko rileva se la presa a cui colleghiamo il caricatore si surriscalda troppo. In quel caso, il dispositivo interrompe automaticamente la ricarica e la riprende fino a tre volte, lasciando tempo per il raffreddamento e riducendo progressivamente la potenza di ricarica.

Il Juice Booster 3 air alla prova: molti vantaggi e un inconveniente

Il kit standard Juice Booster 3 air viene fornito in una pratica custodia per trasportarlo comodamente in auto, che ha persino del velcro nella parte inferiore per fissarla al pavimento del bagagliaio. Ed ecco il principale inconveniente: il suo prezzo elevato. In questo kit sono inclusi il caricatore, un adattatore per prese Schuko domestiche, un adattatore CEE16 400V per la ricarica trifase e due tessere RFID, al prezzo di 1.320 euro. Per avere anche l’adattatore di tipo 2 devi passare al kit EU Traveller Set Plus, che aggiunge altri due adattatori (CEE32 e CEE16 230V e 400V) che non ti serviranno, e il prezzo sale a 1.625 euro. Puoi anche acquistare il kit base e aggiungere l’adattatore di tipo 2 come opzione singola, al prezzo di 172 euro. Sono inoltre disponibili prolunghe da 5 e 10 metri.

La qualità della custodia di trasporto, o meglio quella della sua cerniera, è migliorabile. Ma la sensazione che trasmette il caricatore è fantastica. Rispetta le specifiche IP67 di protezione da acqua e polvere, quindi può essere utilizzato in tutta sicurezza all’aperto. E secondo il produttore è pronto a sopportare persino il passaggio di un veicolo da 3 tonnellate. In effetti sembra indistruttibile. E il sistema di connessione degli adattatori al caricatore conferma che si tratta di un prodotto “premium”.

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Iniziare a usarlo è semplicissimo. Ho potuto verificarne il funzionamento con diverse auto elettriche, in particolare con una BYD Seal, con una Renault ZOE e con una Seres 5, oltre che con diverse ibride plug-in, sia come caricatore portatile sia come “wallbox” in casa, senza alcun problema. Certo, con una normale presa Schuko domestica, senza un impianto elettrico adeguato né una presa rinforzata, e con una potenza massima contrattata di 4,6 kW, non aspettarti di caricare più di 2 kWh… esattamente come con un caricatore “economico”. Se acquisti un Juice Booster 3 air da usare in casa come wallbox, il mio consiglio è di assicurarti di disporre di una presa di corrente con cablaggio di sezione adeguata, 2,5 mm, per poter caricare a 16 ampere. Ed è altamente consigliabile che la presa sia di tipo Green-up. Naturalmente, come accade con l’installazione di una wallbox, dovrai aumentare la potenza contrattata se nella tua tariffa è bassa, altrimenti non sfrutterai le prestazioni di ricarica del Juice Booster 3 air. Ricorda che arriva fino a 11 kW.

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L’associazione del dispositivo con uno smartphone tramite l’app, sia che avvenga via Wi-Fi sia via Bluetooth, è molto semplice, anche se un po’ lenta. Fornisce i dati della ricarica in corso e permette di modificare l’intensità della corrente che il sistema sceglie per impostazione predefinita. È possibile modificare l’intensità anche tramite un pulsante sul caricatore. Questo è utile, ad esempio, per ridurre l’intensità nel caso si utilizzi il caricatore su impianti vecchi. In nessun caso potrai aumentare l’intensità di ricarica oltre il valore stabilito dal Juice Booster 3 air. L’amperaggio del processo di ricarica viene visualizzato sul display, che può anche mostrare messaggi di allerta come sovraccarico, surriscaldamento eccessivo, possibile intervento del differenziale o persino un messaggio che indica che non è stata rilevata la messa a terra. In questo caso è possibile selezionare la modalità di funzionamento “Earth Check Off”, che disattiva il controllo del conduttore di terra interno del dispositivo.

Juice Booster 3 air – Galleria di immagini

 

 

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