Arrivano le auto Mild hybrid: ibride che non lo sono

Antonio Roncero    @roncero_antonio    24 April 2018     6 min.
Arrivano le auto Mild hybrid: ibride che non lo sono

Lo chiamano “mild-hybrid”, una tecnologia che sarà sempre più diffusa per ridurre i consumi delle auto con motore diesel e a benzina. Ma non confondere un’auto ibrida con una dotata di un sistema di ibridazione leggera.

Le auto ibride sono di moda. Ma come non è oro tutto ciò che luccica, non si può chiamare ibrida qualsiasi auto che si vanta di questa tecnologia. Beh, in realtà, si può, a seconda di cosa intendi per ibrido.

Per esempio. Seat chiama ibride le sue auto a gas naturale, e Fiat fa lo stesso con la sua gamma GPL. Possono funzionare a benzina o a gas, ma anche se utilizzano due serbatoi separati per ciascun carburante, hanno un solo motore. Il loro “cognome” ibrido risponde in questo caso più a ragioni commerciali, per chiarire che possono beneficiare degli stessi vantaggi delle auto ibride, avendo il contrassegno ambientale della DGT. Ma non sono ibride.

tecnologia mild hybrid

Ora arriva lo sbarco della tecnologia “mild-hybrid” (conosciuta anche come “ibrido leggero” o “semi-ibrido”), che non può essere considerata una vera ibrida. Ma attenzione, perché la tua prossima auto potrebbe montare questo sistema.

Auto ibrida vs ibrido leggero o mild-hybrid

Perché un’auto sia considerata ibrida al 100% non basta che abbia un motore elettrico, o più di uno, oltre al motore a combustione. È necessario che il motore elettrico sia in grado di muovere da solo il veicolo utilizzando l’energia elettrica immagazzinata in una batteria ad alta tensione, anche se per un periodo molto breve.

Quando quella batteria si ricarica esclusivamente tramite il sistema di recupero energetico del veicolo nelle fasi di decelerazione o frenata, in cui il motore elettrico funziona come generatore, parliamo di ibride convenzionali, note come HEV. È la configurazione, per esempio, delle note ibride di Toyota, come la Yaris Hybrid, la Auris Hybrid o la Rav4 Hybrid.

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Se inoltre la batteria può essere ricaricata tramite un caricatore collegato alla rete elettrica, siamo di fronte a un’ibrida plug-in (PHEV). In questi casi il motore elettrico è più potente e l’impianto elettrico più complesso, ma possono funzionare in modalità completamente elettrica per periodi più lunghi, normalmente intorno ai 50 km. Un esempio in questo caso è la Mitsubishi Outlander PHEV, l’auto ibrida plug-in più venduta sul mercato spagnolo.

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Quindi, cos’è un ibrido leggero? Sono auto ibride in cui il motore di avviamento può svolgere la funzione di un piccolo motore elettrico che funziona come generatore nel recupero di energia durante le frenate o la decelerazione, ma non può mai muovere da solo il veicolo. In un ibrido leggero o “mild-hybrid”, l’energia recuperata da questo motorino di avviamento/generatore viene utilizzata per i sistemi ausiliari del veicolo che funzionano con l’elettricità, come il climatizzatore, gli alzacristalli elettrici, l’impianto audio o le luci, per esempio, il che libera da questo lavoro l’impianto elettrico convenzionale con batteria e un alternatore azionato dal motore a combustione, riducendo così il consumo di carburante. Nell’immagine in alto possiamo vedere lo schema degli elementi del sistema ibrido leggero a 48 volt che Renault monta sulla Scénic.

La tecnologia di ibridazione a 48 volt

I ibridi leggeri possono basarsi sul tradizionale impianto elettrico dell’auto a 12 volt, oppure utilizzare i sempre più diffusi sistemi a 48 volt, più efficienti e con molte più possibilità. Verso questa seconda tecnologia si orienteranno tutti i costruttori, e non è azzardato pensare che nel breve o medio termine, praticamente tutte le auto che non siano ibride o elettriche saranno “mild-hybrid”, con sistemi a 12 o a 48 volt.

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La ragione si comprende subito: in termini di consumo omologato, un ibrido leggero può ottenere tra il 50 e il 60 per cento del vantaggio che presenta un ibrido completo, ma con un costo molto inferiore.

Audi, per esempio, ha puntato con decisione sulla tecnologia mild-hybrid, e tutti i motori al lancio della Audi A8, così come le nuove Audi A6 e Audi A7 Sportback, la includono di serie. Per i motori a 4 cilindri si utilizza con impianto elettrico a 12 volt, e per quelli a sei o più cilindri con tecnologia a 48 volt. Nel caso di Audi, l’alternatore che svolge la funzione di motorino di avviamento si chiama BAS ed è collegato al motore tramite una cinghia. Per farti un’idea, la sua potenza è di 12 kW, contro i 60 kW del motore elettrico di un’auto ibrida completa come la Toyota Auris.

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Qui il motore elettrico può assistere il motore a combustione, per esempio per dare una spinta di potenza in partenza o in accelerazione a fondo. Ma non muoverà mai il veicolo da solo. Nella sua versione più completa, con tecnologia a 48 volt, il suo maggior vantaggio è che consente al veicolo di marciare per inerzia con il motore completamente spento a velocità comprese tra 55 e 160 km/h per periodi fino a 60 secondi.

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L’alimentazione elettrica di tutti i sistemi del veicolo è garantita dal sistema “mild-hybrid” anche con il motore disinserito, e l’alternatore/motorino di avviamento è incaricato di riavviare rapidamente il motore quando necessario, compito che svolge anche quando funziona lo sistema start-stop in città. L’auto conserva un motorino di avviamento convenzionale con pignone, che viene utilizzato in situazioni specifiche, come quando l’olio motore è freddo e serve una coppia di avviamento più alta. Puoi vedere come funziona tutto nel video seguente.

https://www.youtube.com/watch?v=3GTdeh8Ekv8&feature=youtu.be

I sistemi a 48 volt si affermeranno per due ragioni rispetto a quelli a 12 volt. In primo luogo, perché consentono fasi di marcia per inerzia più lunghe, il che comporta un ulteriore risparmio di consumo. In secondo luogo, perché offrono una maggiore potenza erogata, necessaria nelle auto con sempre più sistemi elettrici a bordo, come le sospensioni pilotate, le barre stabilizzatrici attive azionate da motori elettrici, i compressori elettrici, ecc.

 


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