Opel Zafira Tourer 2.0 CDTi 165 CV, prova (Design esterno, interni e abitabilità)
Seconda parte della prova della Opel Zafira Tourer con motore diesel da due litri e 165 CV.

Continuiamo con la prova della Opel Zafira Tourer, il nuovo monovolume tedesco che non solo rinnova il nome, ma anche il design esterno, la gamma motori e soprattutto l’abitabilità interna. La nostra vettura di prova ospitava sotto il cofano un propulsore turbodiesel da due litri e 165 CV di potenza.
Questo motore è stato sviluppato in collaborazione con il Gruppo Fiat; tutto sul motore e sulle prestazioni della Zafira Tourer ve lo abbiamo raccontato nella prima parte della prova, con un comportamento complessivamente corretto e più dinamico del normale nel segmento dei monovolume.
Ora arriviamo alla seconda parte della prova, dove, come di consueto, analizziamo il design esterno e interno. All’interno non dimentichiamo di passare in rassegna l’abitabilità, la qualità dei materiali, i vani portaoggetti e il bagagliaio. Anticipiamo già che questo è il punto di forza della Opel Zafira Tourer.
Design esterno

Frontalmente la Zafira Tourer ricorda l’Ampera: quelle sorta di boomerang che uniscono i fari con i fendinebbia sono ereditati direttamente dall’Ampera e simboleggiano il nuovo linguaggio stilistico del marchio. In generale si notano linee più marcate e un frontale molto più profilato rispetto alla generazione precedente.
I fari bi-xenon sono orientabili e, per la prima volta sul marchio, dispongono di tecnologia automatica per l’accensione e lo spegnimento degli abbaglianti. Le luci diurne sono le stesse già viste sull’Insignia, Astra o Meriva, con la differenza che, scegliendo i fari bi-xenon, sono a tecnologia LED.


Lateralmente ci si è ispirati all’Insignia, con forme pulite e si nota nella parte inferiore delle portiere una linea di design già presentata sull’Insignia. Il resto del design laterale è semplice, lineare, elegante e privo di forzature. Dispone di un’ampia superficie vetrata laterale, che porta molta luce all’interno e ancor di più se si opta per il tetto panoramico.
Nella parte posteriore l’ispirazione arriva dal Meriva: pur con dimensioni maggiori, il design è molto simile. Protagonista è la superficie vetrata del lunotto termico, di colore scuro, seguita dal resto del portellone con forme semplici. Al centro, elementi cromati e il logo della Opel.
Design interno, spazio e qualità dei materiali

Quando ci mettiamo al volante, la prima cosa che colpisce è il design della plancia. È una conoscenza ormai nota, perché si basa su Insignia e Astra, con comandi molto simili e soprattutto una qualità impeccabile. Tutte le plastiche sono di buona qualità, con una superficie morbida e piacevole al tatto. Bisogna cercare un po’ per trovare qualche tipo di plastica rigida sulla plancia.
La posizione di guida è buona, leggermente rialzata e con una buona visibilità; inoltre il tatto dei sedili in pelle optional era molto buono, in linea con un veicolo di fascia alta, e la pelle microforata è apprezzabile in estate. La coscia estensibile completava il comfort di sedili anteriori comodi, anche se la pelle è optional.

Nella seconda e terza fila di sedili, invece, la cosa più degna di nota è lo spazio e la modularità. Il sedile centrale della seconda fila può trasformarsi in due bracciioli per i due sedili laterali (che a loro volta scorrono ulteriormente indietro), oppure ciascun sedile di questa seconda fila può essere spostato indipendentemente, per guadagnare spazio nella terza fila.
Anche gli schienali dei sedili della seconda fila sono regolabili, quindi si ha un’ampia gamma di configurazioni per ogni tipo di necessità. Ad esempio, se viaggiamo in sei si può farlo comodamente con il sedile centrale ripiegato, oppure, se servono i sette posti, lo si ripristina in pochi secondi.

L’accesso alla terza fila è corretto, si può accedere senza grandi difficoltà e in modo rapido. Lo spazio per i piedi è sufficiente e anche un adulto può viaggiare in terza fila se non supera 1,75 m; inoltre gli schienali dei sedili sono ampi.
In altre parole, la nuova Opel Zafira Tourer non si distingue solo per un interno ben rifinito, all’altezza di un Insignia, ma anche per modularità e spazio, sia per sette occupanti sia per meno, perché anche utilizzando tutti e sette i posti l’auto resta comoda e con spazio sufficiente.
Vani portaoggetti e bagagliaio

Il secondo aspetto in cui la Zafira Tourer si distingue è quello dei vani portaoggetti e delle soluzioni pratiche: eredita soluzioni già viste sulla Meriva, che aggiungono un valore in più di praticità all’interno e vani più che sufficienti in tutto l’abitacolo.
Nel tunnel centrale è presente il centre-rail, una soluzione già menzionata a proposito della Meriva: su una guida scorrevole si inserisce il bracciolo con vano portaoggetti incluso, sotto il quale c’è un vassoio con portabicchieri che può essere nascosto o meno e, sotto ancora, un vano più profondo per riporre le nostre cose. In sostanza, su tre livelli abbiamo un vano portaoggetti, un portabicchieri e il bracciolo.
Il bagagliaio ha una capacità di 710 litri con cinque posti, una cifra elevata, soprattutto se la confrontiamo con altri monovolume simili. Con i sette posti è in grado di offrire 152 litri di capacità.
Ci congediamo, ma non possiamo dimenticare la illuminazione d’ambiente: oggi è un aspetto a cui si presta sempre più cura e anche la Zafira Tourer sorprende in questo. Una serie di luci LED delinea i braccioli delle portiere e il tunnel centrale.

Nella terza parte ci concentreremo sulla dotazione di serie, senza dimenticare l’equipaggiamento di sicurezza, e chiuderemo la prova con la nostra valutazione generale e i prezzi.
Foto | Diego G. Moreira
Scheda tecnica di questa auto
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