Polestar 2: questi sono i dati sull'impatto ambientale del modello elettrico
Quando si sceglie un’auto è importante conoscere la sua impronta di carbonio fino al termine della sua vita utile, per questo Volvo ci informa sul Polestar 2.

A volte abbiamo sentito dire da chi si oppone ai veicoli elettrici che in realtà l’impronta ambientale di questi modelli non differisce molto da quella delle auto a combustione interna. Le batterie e gli altri componenti che fanno parte della struttura di queste auto elettriche hanno un effetto molto dannoso per l’ambiente.
Non hanno torto. La costruzione di un’auto elettrica provoca emissioni inquinanti considerevoli, e la fabbricazione di tutti gli elementi che compongono le auto inquina e rappresenta un serio problema al momento della loro rottamazione. Polestar, il marchio di auto ad alte prestazioni di Volvo ha reso pubbliche le informazioni sulla produzione della Polestar 2, il modello elettrico del marchio.

Maggiore impronta ambientale nel breve termine
I dati sono molto rivelatori. Secondo le informazioni fornite dall’azienda svedese, produrre una Polestar 2 comporta un totale di 26 tonnellate di impronta di carbonio. Una quantità che supera di gran lunga quella generata nella produzione di una Volvo XC40, un modello con motore a combustione interna.
Il motivo di questa considerevole quantità di residui dannosi per l’ambiente è in parte giustificato dalla produzione delle batterie che alimentano i motori elettrici che muovono il modello. Quindi, in effetti, l’impronta lasciata da ogni auto elettrica è superiore a quella di altri tipi di veicoli. Ma questo presenta dettagli da considerare.

Ed è che, anche se in partenza una Polestar 2 è più inquinante di un’auto con motore a combustione, le cose cambiano quando si verifica l’impronta di carbonio a partire da un determinato momento della vita utile di ciascun tipo di veicolo. Così, è a partire dai 50.000 chilometri che i risultati cambiano radicalmente.
A partire da quel numero di chilometri la Polestar 2 comincia a riequilibrare la bilancia e risulta molto meno inquinante della Volvo XC40 con cui l’azienda la confronta. Il motivo è che la somma dei gas inquinanti è superiore nell’auto con motore convenzionale. Da quel momento in poi, l’auto a combustione ha superato il totale dell’impronta ambientale dell’auto elettrica e continua a produrre emissioni.
L’azienda svedese vuole che la sua metodologia di valutazione di quell’impatto e della vita utile serva come standard per altre aziende e che la trasparenza nel settore sia maggiore. In questo modo saremo noi, gli utenti, a poter valutare in modo più efficace quale tipo di veicolo ci interessa di più in base al suo impatto ambientale. Puoi leggere l’intero rapporto sulla Polestar 2 (in inglese) seguendo questo link.
Scheda tecnica di questa auto
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