Espace Renault Monovolume Prove
Prova Renault Espace 1.6 dCi 160 EDC Initiale Paris, il monovolume rinato

Questa settimana nella sezione prove di Highmotor abbiamo un ospite molto speciale, di origine francese, che nel corso degli anni — decenni — ha conquistato i mercati di mezzo mondo.
Considerato dai più l’illustre creatore di un segmento che per anni ha goduto di una salute invidiabile, la quinta generazione della Renault Espace arriva con la difficile missione di far rivivere un segmento, quello dei monovolume in fase calante.
La Renault Espace è un monovolume la cui prima generazione è nata nel 1984, sebbene fosse stata progettata molti anni prima. Il progetto restò abbandonato in un cassetto finché, all’inizio degli anni ’80, Matra presentò l’idea a Renault dopo il rifiuto di PSA di costruire un veicolo così innovativo per l’epoca.
Con una fattibilità iniziale molto dubbia, come curiosità va segnalato che nel primo mese di commercializzazione furono consegnate appena 9 unità. Poco a poco le cifre sono salite, dando vita a un fenomeno che si è rinnovato nel corso degli anni, adattandosi alle esigenze dei clienti.
Design esterno, una Espace più innovativa che mai

L’attuale Espace è stata lanciata sul mercato nel 2015 dopo un rinnovamento totale rispetto alla sua antenata, la Espace IV, commercializzata dal 2003. Sì, è evidente che si tratta di una Espace… ma somiglia poco alla sua predecessora, grazie a linee disegnate da zero per offrire un’apparenza che, pur essendo inconfondibilmente familiare, presenta anche sfumature avventurose.
E così in Renault hanno scelto di fare della nuova Espace una sorta di “astronave” con un’altezza da terra sensibilmente superiore alle versioni precedenti, il che, unito a un’altezza del tetto anch’essa piuttosto inferiore a quella delle generazioni precedenti, fa sì che la nuova Espace, pur essendo un monovolume, sembri meno monovolume che mai, fondendo la sua impostazione familiare con quella di un SUV.
Il frontale attira fortemente l’attenzione grazie a un logo di dimensioni davvero considerevoli, che in questa versione Initiale è circondato da una griglia con finitura tridimensionale cromata. I fari anteriori contribuiscono a conferire personalità all’auto con una firma luminosa LED a forma di C, marchio distintivo della nuova Renault.

La modernizzazione della Espace è più che evidente
Nella parte inferiore del paraurti troviamo una modanatura in plastica verniciata nella parte centrale e nera sui lati, che rafforza l’immagine SUV dell’insieme. Colpisce l’inclinazione del parabrezza, che conferisce un aspetto più dinamico all’insieme, fondendosi con il tetto panoramico in vetro.
È guardando attentamente la fiancata della Espace che si prende davvero coscienza dell’approccio avventuroso dell’auto, notando la generosa altezza da terra. Le minigonne sono di nuovo rifinite in plastica a vista. I cerchi in lega di questa versione Initiale Paris sono verniciati in nero e metallo lucidato diamantato, sono da 19 pollici e montano pneumatici di misura 235/55/R19.
Gli specchietti retrovisori sono in nero lucido, lo stesso materiale utilizzato sul montante B. Parlando dei montanti, grazie a un montante A molto inclinato, a un montante B in nero lucido e a un montante C rifinito con una modanatura cromata, la sensazione visiva guardando il veicolo di lato è che il tetto “fluttui” sopra la carrozzeria. La superficie vetrata dell’auto, pur sufficiente, non è così generosa come nelle generazioni precedenti.

I tre quarti posteriori lasciano in vista fanali posteriori a forma di boomerang, che inoltre si prolungano leggermente verso i parafanghi. Il portellone del bagagliaio ha dimensioni inferiori a quelle delle generazioni precedenti, così come il lunotto. Ciò si ripercuote su una soglia di carico più alta rispetto alla precedente Espace, anche se resta molto comoda da caricare. Il paraurti, come il frontale, è rifinito con modanature in plastica nera e argento, con i fendinebbia integrati e le uscite di scarico nascoste.
Design interno, un’autentica astronave per 7 occupanti
Quando si accede all’interno di un monovolume, in genere la prima cosa che colpisce è la quantità di spazio a bordo rispetto a un’auto normale. Accade anche quando si aprono le portiere della Espace, sebbene, a dire il vero, rispetto alla generazione precedente abbia perso parecchio.
Uno dei pilastri della nuova Renault è il design e la qualità dell’abitacolo. Il disegno della plancia della Espace non fa eccezione e mostra linee fluide e accattivanti. La strumentazione, con una parte digitale molto simile a quella dei Kadjar, Megane IV o Talisman, torna dopo molti anni a trovarsi dietro al volante.

La parte centrale della plancia è composta da un’ampia modanatura a forma di “onda” che accoglie sia lo schermo verticale dell’R-Link 2 sia i comandi del climatizzatore, la leva del cambio — in stile manetta d’aereo —, i comandi del sistema Multisense e un piccolo vano portaoggetti che nasconde le connessioni multimediali.
La qualità costruttiva della Espace è sensibilmente superiore a quella della versione precedente, con molte plastiche morbide in diverse tonalità, finiture cromate per numerosi pulsanti e una selleria in pelle di ottima qualità su sedili, volante, pomello e portiere. Si apprezza l’imbottitura dei braccioli delle portiere, dal tatto molto piacevole. L’interno della Espace, almeno in questa versione Initiale Paris, profuma di buona pelle.
Lo spazio disponibile a bordo di questo monovolume è buono, anche se inferiore a quello della generazione precedente. Come abbiamo già detto, questa generazione ha guadagnato in altezza da terra e ha perso in altezza totale, il che implica che l’abitacolo è complessivamente meno alto.
È logico pensare che nella prima fila di sedili né il conducente né il passeggero abbiano alcun problema di spazio, ed effettivamente è così. In questo allestimento di vertice le due poltrone anteriori dispongono inoltre di regolazione elettrica, memoria per il conducente, riscaldamento e tre diversi tipi di massaggio.

I sedili anteriori sono particolarmente comodi e accoglienti
La seconda fila di sedili è composta da tre poltrone individuali, di identiche dimensioni, che consentono di ospitare con comodità persone relativamente alte. Questi sedili dispongono inoltre di regolazione longitudinale individuale, così come di riscaldamento sui lati. Per maggiore comodità, sono installate tendine manuali sui finestrini, oltre a un comando del climatizzatore e due prese USB per la ricarica.
La Espace è disponibile con 5 o 7 posti. La nostra unità aveva tutti e sette i sedili, il che implica l’installazione di altre due poltroncine individuali dietro la seconda fila. Questi posti offrono uno spazio un po’ ridotto, soprattutto per le gambe, poiché è necessario piegarle eccessivamente per accomodarsi. Tuttavia, si può viaggiare con una certa comodità purché il viaggio non sia troppo lungo o la persona sia molto alta.
I sedili della seconda e della terza fila dispongono di un sistema di ribaltamento molto pratico, azionabile tramite alcuni pulsanti posti su un pannello nel bagagliaio o dallo schermo della consolle centrale. È possibile ribaltare ciascuno dei cinque sedili singolarmente, oppure tutti insieme tramite il pulsante “ALL”.

Il bagagliaio offre una capacità di 614 litri con i sedili della terza fila abbassati e quelli della seconda nella posizione più arretrata, ampliabile a 719 litri se spostiamo in avanti i tre sedili della seconda fila. Se ribaltiamo tutti e cinque i sedili, la capacità arriva fino a 2035 litri, mentre con le sette posti in uso la Espace offre solo 247 litri di capacità.
Dinamica di guida, un telaio pensato per viaggiare
La Espace è disponibile con due motori diesel 1.6 dCi da 130 e 160 CV, oltre a un propulsore a benzina 1.6 TCe da 200 CV. La nostra unità montava la versione 1.6 dCi da 160 CV e 380 Nm, abbinata esclusivamente a un cambio automatico EDC a doppia frizione e 6 rapporti. Si tratta di un motore molto fluido che si distingue soprattutto per la sua progressività e i consumi contenuti.

Offre un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi, raggiungendo una velocità massima di 202 km/h. I consumi omologati sono di 5,1 l/100 km nel ciclo urbano, 4,4 l/100 km in quello extraurbano e 4,7 l/100 km nel ciclo misto, con emissioni di CO2 di 120 g/km. Nella nostra prova abbiamo registrato un consumo medio di 7,2 l/100 km, che, pur essendo buono, è molto distante dai valori ufficiali.
La nuova Espace è costruita sulla piattaforma modulare CMF C/D dell’alleanza Renault-Nissan, già utilizzata da altri modelli come il Talisman o la Megane. Condivide quindi numerosi componenti con questi due veicoli. Uno degli aspetti chiave di questa piattaforma è la riduzione di peso, che nel caso della Espace supera i 250 kg in meno rispetto alla generazione precedente.
Questa variante include inoltre il sistema a quattro ruote sterzanti 4Control, che prevede un sistema di ammortizzazione variabile. Grazie a questo sistema, la Espace è in grado di girare in spazi più ristretti, eseguendo i cambi di corsia e le traiettorie con maggiore agilità. Con questo sistema, a bassa velocità le ruote posteriori sterzano nello stesso senso di quelle anteriori (fino a 3°), mentre oltre gli 80 km/h (60 km/h con la modalità Sport attivata) sterzano nel senso opposto.

Il sistema 4Control fa la differenza rispetto ai rivali
È proprio l’agilità a colpire di più quando si guida la Espace. È impressionante vedere come un veicolo così voluminoso, pensato per la famiglia, riesca a girare così bene, mantenendo traiettoria e stabilità anche quando si aumenta sensibilmente il ritmo.
Va tuttavia precisato qualcosa sul comportamento in curva della Espace: se la modalità Sport non è attivata, l’ammortizzazione risulta troppo morbida su un percorso con molte curve.
Ciò diventa evidente quando, oltre alle curve, il fondo stradale presenta ondulazioni, perché l’ammortizzazione non riesce a sostenere correttamente la carrozzeria, che oscilla in modo evidente fino al punto che l’ESP interviene leggermente. Questo accade solo quando si spinge molto e non è selezionata la modalità Sport. Il fenomeno potrebbe dipendere dalla grande fiducia che offre il telaio, che ci fa dimenticare l’auto che stiamo guidando.

In autostrada la Espace si sente come a casa. La stabilità è superba, così come il comfort di bordo. L’insonorizzazione è molto ben curata grazie all’impiego massiccio di materiali isolanti e al doppio vetro su tutti i finestrini dell’auto. Il profilo generoso dei pneumatici contribuisce anch’esso a isolare le irregolarità del manto stradale.
Il cambio a doppia frizione risulta fluido in ogni momento, anche se non è particolarmente rapido nell’inserimento delle marce. Tuttavia, è sufficiente per l’impostazione del veicolo. Sia lo sterzo sia i pedali trasmettono quasi nessuna informazione, cosa a cui ormai cominciamo ad abituarci.
Il sistema Renault Multisense permette di scegliere tra 5 diverse modalità di guida: ECO, COMFORT, SPORT, NEUTRAL e PERSO, che modificano parametri come la risposta dell’acceleratore e dello sterzo, l’illuminazione interna, il massaggio dei sedili, la strumentazione e il suono simulato degli altoparlanti.
Quanto costa l’unità che vedi? Gamma e versioni
La versione “Initiale Paris Energy dCi Twin Turbo 160 CV EDC 7 posti” ha un prezzo di partenza di 44.500€, tasse e sconti inclusi. A questa cifra vanno aggiunti, nel nostro caso, il tetto panoramico elettrico (1.400€), il riscaldamento dei sedili posteriori (400€), il pacchetto City che comprende il parcheggio semiautomatico e il portellone del bagagliaio elettrico (750€), il pacchetto Cruising composto da cruise control adattivo e Head-Up Display (800€) e la vernice metallizzata, un optional dal costo di 700€.

In totale, 48.600€ per uno dei monovolume più completi del mercato, che già di serie offre un equipaggiamento, in questa variante Initiale Paris, davvero ampio, con elementi come la tappezzeria in pelle, la telecamera posteriore, i cerchi da 19 pollici o il climatizzatore posteriore.
Già dall’allestimento base sono disponibili elementi come l’illuminazione Full LED, la chiave con keyless, il sistema multimediale R-Link 2 o la strumentazione digitale.
La gamma Espace parte da 30.000€ con la Life Energy dCi 130, che con un supplemento di 900€ è disponibile con 7 posti. Più in alto si colloca come via di mezzo la Zen Energy dCi 130 7 posti, che a 33.700€ offre un buon equilibrio tra prezzo e dotazione. Come vertice di gamma, la Initiale Paris Energy TCe 200 EDC 7 posti, che a 44.535€ è l’alternativa più costosa dell’attuale gamma.
Fotografia | Daniel Valdivielso
Scheda tecnica di questa auto
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