Prova: Subaru Forester Eco Hybrid, l'evoluzione è il motore che migliora ogni specie
Abbiamo partecipato alla presentazione e alla prova della Subaru Forester Eco Hybrid, la prima ibrida della marca che ha come premessa quella di mantenere intatto il suo DNA
La Subaru Forester è un punto di riferimento tra i modelli della casa che prende la costellazione delle Pleiadi come logo. E se si trattasse della stella principale di questo ammasso, il crossover della marca è il veicolo più popolare, grazie al fatto di aver raggiunto i 4 milioni di unità prodotte.
Nel corso di ormai cinque generazioni, nei più di 20 anni di percorso su strade, concessionarie e officine dei suoi proprietari, questa vettura ha mostrato diverse carrozzerie e propulsori.

Ma è vero che, rispetto alla precedente, tra la quarta e la quinta, le differenze esterne sono sottili, tanto che si potrebbe pensare che si tratti di un “restyling” o di un semplice maquillage.
Niente di tutto ciò.
Innanzitutto, la nuova Subaru Forester nasce dalla nuova piattaforma della Subaru, la SGP, il che significa che le auto già disponibili in concessionaria sono completamente diverse da quelle che le hanno sostituite.
Anzi, una delle prime impressioni sulle sue differenze e pregi è stata all’inizio della prova della Subaru Forester Eco Hybrid, appena saliti a bordo.
L’abitabilità e il comfort della Subaru Forester ibrida
Questa vettura risulta più spaziosa e accogliente: grazie alla nuova architettura offre quasi 13 cm di larghezza in più per gli occupanti e inoltre, grazie alla generosa superficie vetrata, aumenta la luminosità interna, ancor più nell’allestimento Executive Plus, che include tetto solare, offrendo un’abitabilità basata sul comfort, sulla versatilità e su un design attraente ed elegante.
Ancora una volta, la posizione di guida è uno dei punti di forza per godersi l’auto. Con una regolazione completa di sedile e volante, la grande visuale panoramica che offre attraverso i vetri, gli specchi e le telecamere di supporto alle zone difficili, è difficile trovare punti ciechi critici.
Inoltre, in movimento, soprattutto su strada veloce, anche se più avanti ci occuperemo del comportamento durante la prova della Subaru Forester Eco Hybrid, la poltrona di chi guida questo polivalente veicolo gode tanto della sua comodità quanto della sua ergonomia e della sua efficacia nel sostegno laterale.
Come quella del passeggero, che dispone di maggiore libertà di movimento e di aria davanti a sé. I posti posteriori, per 3 occupanti, accolgono tre adulti di corporatura ridotta oppure due di statura media senza compromettere lo spazio; al contrario, se viaggiano due persone dietro, i montanti posteriori non compromettono l’abitabilità posteriore perché, dai poggiatesta di questi posti fino al portellone del bagagliaio, la caduta della cupola del tetto si orienta verso il suolo solo una volta che il tetto e il passaruota posteriore si collegano con una linea immaginaria perpendicolare al suolo.

Ancora una volta, grazie all’altezza della soglia di carico e alla sua forma, il bagagliaio offre un’ottima facilità di carico e scarico dei bagagli che, nonostante nasconda l’accumulatore elettrico del, ricordiamo, il primo Subaru ibrido commercializzato, non solo non compromette il suo volume rispetto alla generazione precedente, ma lo aumenta fino a 4 litri, per un totale di 509 L.
Subaru mantiene la sua scommessa sulla tecnologia dedicata alla protezione e alla sicurezza di chi è a bordo e di chi si trova nei pressi del veicolo; durante la prova della Subaru Forester Eco Hybrid abbiamo potuto verificare le novità in termini di sistemi di assistenza nelle situazioni critiche.
Spiccano il Reverse Automatic Braking, che arresta l’auto quando rileva un oggetto dietro mentre il veicolo procede in retromarcia, ad esempio durante una manovra di parcheggio, o il Driver Monitoring System, quello di riconoscimento facciale che, oltre a gestire l’identificazione fino a 5 utenti diversi dell’auto, configura la vettura in base ai gusti e alle impostazioni relative alla posizione del sedile, agli specchi, agli schermi informativi e al climatizzatore, consentendo una personalizzazione: quando una delle 5 persone riconosciute dal sistema si siede al posto di guida, si evita la regolazione manuale di questi aspetti.
Un sistema che agisce in modalità di vigilanza su determinati comportamenti, come la perdita di contatto visivo con chi guida se questi si gira o abbassa lo sguardo e la testa, avvisando che si potrebbe soffrire di affaticamento o distrazione alla guida.
Il sistema di informazione e intrattenimento continua a basarsi sui tre schermi abituali: un TFT dietro il volante, quello posto in alto sulla plancia, che ora include informazioni come quelle sul sistema elettrico di accumulo e motore e alcuni parametri in più come l’inclinazione dell’auto; quello principale, situato al centro della consolle, mantiene la scelta di rinunciare a un navigatore proprio ma, in compenso, consente la connettività con lo smartphone per i terminali con sistemi Android o iOS, colmando questa lacuna.
Ma andiamo là dove la prova della Subaru Forester Eco Hybrid acquista davvero senso.
Subaru Forester Eco Hybrid, un vero fuoristrada
E mi piace distinguere tra “fuoristrada” e “tutto terreno”.
Una cosa che, nel corso delle generazioni della Subaru Forester che ho avuto modo di guidare, mi ha sempre dimostrato questo veicolo è che è un’auto polivalente, adatta come familiare nei lunghi viaggi o come veicolo da strada fino a quando le condizioni non si complicano; allora è necessario ricorrere a qualcuno dei ancora sopravvissuti e re dell’off-road.
Cioè, ritengo che la Subaru Forester sia un’auto adatta a ogni tipo di terreno: asfalto, sterrato, fango e, persino, neve. Ma la nuova è ancora migliore di quella che abbiamo avuto modo di provare quest’anno, quella che monta, e sarà l’ultima volta per questo modello, il sistema bi-fuel a GPL come carburante alternativo.
Nonostante l’incorporazione di un impianto elettrico, ciò non comporta un’intrusione nel modo di lavorare del motore boxer abbinato a un cambio Lineartronic, che distribuisce il lavoro alle quattro ruote attraverso la trazione integrale Symmetrical AWD, supportata da un sensazionale controllo attivo della coppia, in base alle richieste di guida.
Il risultato complessivo è quello di un’auto che mantiene il carattere dei motori a cilindri contrapposti che mettono in ciascuna delle ruote l’energia necessaria in modo efficace, ma che ora risulta ancora più efficace e divertente da usare.
L’auto, grazie al motore elettrico, che apporta 16,7 CV di potenza e che è integrato nel cambio, convoglia in modo coordinato la sua potenza insieme al blocco termico 2.0 da 150 CV, il che migliora la risposta ai bassi regimi e fornisce supporto in momenti come le accelerazioni in movimento, bensì funge da propulsore attivo alla partenza.
Il risultato è un motore che, in oltre 100 km percorsi, principalmente su strada veloce con importanti dislivelli e cambi di ritmo, e strade extraurbane, è arrivato a registrare un consumo di 8 litri.
Ma, come se non bastasse, ciò che più mi ha divertito su asfalto è stato quando il tracciato si faceva più tortuoso, perché, nonostante l’impianto elettrico comporti 110 kg di peso aggiuntivo, la sua posizione consente una distribuzione dei pesi più equilibrata (60-40) e questo si traduce in una maggiore stabilità, tipica di altri tipi di carrozzeria.
Si guida molto bene e si appoggia con grande solidità sull’asse posteriore, che accompagna i movimenti di un avantreno la cui sterzata risulta un po’ più precisa e leggera, ma senza essere fiacca, il che favorisce il piacere di guida.
Un godimento che deriva anche dai pregi della nuova piattaforma costruttiva, che comportano un aumento della rigidità del telaio del 100%, del 70% per la rigidità torsionale e del 40% per l’assorbimento di energia, ma soprattutto, dove si nota davvero, è che riduce del 50% il rollio.
Ora l’auto è ancora più stabile in curve strette o brusche o quando si lotta contro le forze d’inerzia laterali, tallone d’Achille, insieme all’efficienza aerodinamica, di gran parte del catalogo dei SUV commercializzati oggi.
Il cambio automatico Lineartronic, nonostante sia uno degli elementi meno emozionanti per chi cerca una guida più dinamica, si comporta in modo più piacevole e meno stridente rispetto ad altri casi in cui non è abbinato a un sistema ibrido.
È vero che durante la prova della Subaru Forester ibrida ho individuato momenti in cui, ad esempio a 1.500 giri/min, il suono del motore era più stridente di quanto ci si potrebbe aspettare rispetto a quanto indicava l’ago del contagiri; tuttavia, a favore del nuovo cambio, l’uso delle palette dietro il volante alleggerisce, rende più agile la sequenza delle marce ed è apprezzabile quando si preferisce gestire la guida direttamente anziché lasciare il controllo al sistema intelligente.
Un’auto ibrida a cui piace godere della natura
E se l’auto si apprezza sull’asfalto, il luogo dove più vale la pena portarla e realizzare la prova della Subaru Forester Eco Hybrid è fuori dall’asfalto.
Date le condizioni ambientali che abbiamo vissuto, i sentieri sterrati che abbiamo percorso si presentavano fangosi, con solchi di considerevole profondità e con diverse pozzanghere d’acqua da attraversare.
In queste condizioni la nuova Subaru Forester ci ha dimostrato di avere e mostrare una grandissima capacità di comportarsi con più che dignità, superando situazioni in cui altre auto sarebbero incapaci di avanzare, in parte, come sempre, grazie alla combinazione tra motore boxer e trazione integrale.
Inoltre, va sottolineato che le unità utilizzate durante la prova della Subaru Forester Eco Hybrid montavano pneumatici estivi, per dimostrare che, sebbene sia il pneumatico scelto dalla maggior parte dei clienti, anche con uno pneumatico destinato a un uso ben diverso da quello per cui è stata concepita l’auto, questa non solo “esce dai guai” proposti, ma lo fa con disinvoltura e comfort, poiché la sospensione e il telaio assorbono con grande solidità le sollecitazioni dell’attività su terreni impervi.
Per chi fosse interessato a un altro tipo di pneumatici, destinati a un uso più avventuroso e firmati Yokohama, è possibile scegliere e richiedere altri modelli al momento dell’ordine d’acquisto.
Conclusione
La nuova Subaru Forester Eco Hybrid, che, come anticipavamo all’inizio del testo, è già disponibile in vendita nelle concessionarie del marchio, inizia la sua commercializzazione con un prezzo a partire da 34.350 euro per l’allestimento base, il Sport Plus, ma che, grazie alla campagna attuale, scende a 32.450 euro e include:
- Sicurezza preventiva EyeSight
- Symmetrical AWD permanente
- X MODE con controllo discesa VDC + TCS + controllo attivo della coppia
- 7 airbag
- Avviso di angolo cieco e traffico posteriore
- Cerchi in lega da 17”
- Climatizzatore bizona con bocchette posteriori
- Cambio automatico 7V con palette
- Fari Full LED adattivi
- Sedile anteriore del conducente elettrico
- Multimediale da 8” con telecamera posteriore
- Apple CarPlay + Android Auto
Scegliendo l’allestimento Executive, che, secondo le impressioni raccolte in questa prova della Subaru Forester Eco Hybrid è l’allestimento più equilibrato in termini di rapporto qualità-prezzo, il prezzo è di 35.150 euro, grazie allo sconto della campagna, e aggiunge
- Driver Monitoring System
- Frenata di emergenza in retromarcia
- Monitor di vista laterale
- Sistema di accesso e avviamento intelligente
- Portellone posteriore automatico
- Sedili anteriori elettrici con funzione memoria su quello del conducente
- Assistente per gli abbaglianti
- Sensore pioggia
- Memoria sul sedile del conducente
- Vetri posteriori oscurati
Infine, la dotazione dell’Executive Plus della Subaru Forester ibrida comporta una spesa di 36.650 euro, e include, rispetto all’Executive:
- Sedili in pelle
- Tetto solare automatico
- Accesso con codice PIN
In ogni caso, il prezzo della Subaru Forester ibrida rappresenta un vero incentivo all’acquisto di un’auto polivalente ed efficace, ovunque la si utilizzi.
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