Prova: Volkswagen T-Cross Sport 1.0 TSI, un'auto che rispetta i canoni
La moda dei SUV è sempre più diffusa. Nella prova, la Volkswagen T-Cross è una delle auto più popolari del momento
Non c’è dubbio: i fuoristrada sono di moda. In senso lato, i SUV, i crossover o come preferiscono definire le case i loro veicoli urbani dall’aspetto da fuoristrada, sono un filone da sfruttare che non sembra avere fine.
Per questo, la dimostrazione teorica la troviamo ogni mese nell’elenco delle vendite e delle immatricolazioni di auto nuove, dove le uniche carrozzerie che non subiscono cali clamorosi ma registrano una crescita rispetto agli anni precedenti sono le compatte e i SUV, soprattutto quelli di piccole e medie dimensioni.
Per questo, dopo il successo ottenuto con i SUV, la casa tedesca si è avventurata a progettare una nuova auto allungando la piattaforma MQB, che condivide con la Polo, e a portare sul mercato un nuovo fuoristrada con cui dimostrare che la T-Cross aveva ragione d’essere.
Ciò nonostante, tra la T-Cross e la T-Roc c’è solo una differenza di 12 cm in termini di lunghezza, e questa auto in prova rappresenta quindi il gradino d’accesso alla gamma “T” dei fuoristrada di Volkswagen, prima della T-Roc, della Tiguan e della Touareg.
Fatta l’introduzione, per questa prova della Volkswagen T-Cross disponiamo di un esemplare con motore a tre cilindri, 1.0 TSI da 115 CV, abbinato a un cambio automatico DSG a 7 rapporti con allestimento Sport.
Fin dall’inizio, e il detto non potrebbe essere più appropriato, l’interno di questa vettura non mostra un fascino travolgente; anzi, forse pecca per un eccesso di freddezza per un’auto destinata a un pubblico giovane. Anche la qualità dei materiali non entusiasma, e solo il disegno della elaborata modanatura della plancia gli conferisce un tocco di psichedelia contenuta, gradito di fronte a tanta sobrietà; il resto risulta neutro.
I sedili anteriori sono comodi ma non avvolgenti: sono semplicemente ben fatti, rifiniti, e offrono un sostegno e un comfort corretti. Per quanto riguarda quelli posteriori, lo spazio tra la seduta anteriore e le ginocchia per una persona della mia statura, 1,80 m di altezza e taglia tra M e L, è ampio grazie allo spostamento longitudinale fino a 14 cm del sedile posteriore.
D’altra parte, le spalle restano molto costrette e il supporto lombare preme nella zona corrispondente, costringendo a cercare una postura di 90 gradi rispetto alle cosce, altrimenti si finisce con la schiena leggermente curva in avanti, sempre che si viaggi su ciascuno dei sedili dietro a quelli anteriori.
Una menzione va allo spazio centrale del sedile posteriore, quasi simbolico o adatto solo a una persona di corporatura piuttosto ridotta.
Il bagagliaio, con una capacità di 385 litri, è adeguato all’uso quotidiano per fare la spesa e trasportare zaini o borse di dimensioni moderate, ma, come nella maggior parte dei SUV del segmento C, risulta limitato e compromesso quando si devono portare i bagagli di, per esempio, più di due persone con due valigie medie. Sollevando il piano di carico e sfruttando lo spazio lasciato dalla ruota di scorta, assente, si potrebbe ricavare posto per qualche borsa in più.
Il dinamismo della Volkswagen T-Cross
In movimento, è dove questa vettura trasmette le sensazioni migliori.
Le sue dimensioni e il suo peso fanno sì che, con il blocco a tre cilindri e appena un litro di cilindrata, i 115 CV risultino adeguati per un’auto di questo tipo e che il buon lavoro svolto dai reparti di ingegneria non mostri inerzie significative né fastidiosi beccheggi.
Non offre alcuna sensazione sportiva, nemmeno quando si attiva la modalità Sport, uno dei quattro set-up disponibili insieme a Eco, Normal e alla già citata Individual. È vero che allora risulta un po’ più reattiva e immediata, il che aiuta nei sorpassi su strade tradizionali o negli inserimenti in superstrada, ma non va oltre.
Nemmeno la modalità Eco modifica in modo sostanziale la risposta dell’auto rispetto alla configurazione standard, Normal.
Anche se la guida a vela favorisce la riduzione dei consumi, nella prova della Volkswagen T-Cross Sport 1.0 TSI, il consumo medio di benzina è stato di 6,2 litri ogni 100 km, sempre con prudenza nell’uso dell’acceleratore e cercando di spendere il carburante nel modo più efficiente possibile in situazioni di traffico reale, come la circolazione nelle prime ore del mattino in città, sulle strade di accesso alle grandi città e negli spostamenti extraurbani su strada veloce.
Il funzionamento del cambio automatico DSG a 7 rapporti è eccezionale e la sua risposta soddisfa qualsiasi esigenza. È molto piacevole nelle scalate, usando le piccole palette fisse dietro il volante, che permettono di gestire il regime in base alle necessità con un semplice tocco.
Conclusione
Con un prezzo a partire da 23.710 euro per la Volkswagen T-Cross 1.0 TSI Sport, la conclusione è che questa auto offre un rapporto qualità-prezzo equilibrato, e che, quanto al comportamento su strada, migliora e giustifica la spesa.
Vorrei anche aggiungere che, dopo aver guidato e provato questa vettura e la sua sorella maggiore, la Volkswagen T-Roc con lo stesso motore, quest’ultima risulta più agile, più dinamica e perfino più divertente, con un consumo medio simile e, nonostante la differenza di prezzo tra le configurazioni confrontate, il SUV di dimensioni minori
Scheda tecnica di questa auto
Comentarios cerrados


Peugeot E-208 GTi: un giocattolo a batteria che recupera lo spirito delle sportive degli anni Ottanta
Nuovo Lexus ES: il lusso cresce e diventa elettrico
Primo contatto con la Dacia Sandero Hybrid 155: potenza ed efficienza a partire da 19.890 euro