SsangYong registra i nomi Luvent e Tivoli presso l'Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti.

Guillermo Arnal     30 December 2014     2 min.
SsangYong registra i nomi Luvent e Tivoli presso l'Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti.

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La settimana scorsa abbiamo visto le prime fotografie della SsangYong Tivoli, il prossimo SUV del segmento B del marchio coreano. Tuttavia, in questi giorni il modello ha guadagnato attenzione anche per un’altra questione ancora più interessante, sebbene meno diffusa. SsangYong ha registrato il proprio nome e quello di Lucent presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Consumer Reports.

La pubblicazione statunitense ha confermato, tramite fonti del produttore coreano, che la Tivoli, oltre a essere destinata a mercati come Africa, Europa, Cina o India, è stata anche progettata per rispettare le severe normative di sicurezza e di emissioni inquinanti degli Stati Uniti.

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Per quanto riguarda il nome Lucent, Consumer Reports ha appreso da un’altra fonte che si tratterebbe della denominazione che SsangYong assegnerà a una presunta berlina o compatta che condividerà la stessa piattaforma su cui si basa la Tivoli. Tuttavia, questa fonte non è identificata, quindi è opportuno accogliere queste informazioni con molta cautela.

La rivista interpreta queste mosse come una possibile intenzione di SsangYong di entrare nel mercato statunitense entro un arco di due anni. Ma ricorda anche che non garantiscono nulla, poiché il produttore ha già registrato in passato presso lo stesso ufficio i nomi Actyon, Chairman, Korando, Musso e Rexton, nessuno dei quali è stato commercializzato negli Stati Uniti.

L’attuale proprietaria di SsangYong, l’indiana Mahindra & Mahindra, non è riuscita nel precedente tentativo di inserirsi negli Stati Uniti, che si è concluso in tribunale più volte a causa di cause intentate sia dal distributore che aveva investito nel progetto sia da diversi concessionari che avevano accettato di vendere i suoi modelli.

SsangYong potrebbe fornirle risorse più adeguate per riprovarci come nuova fase della sua espansione globale, anche se finora non è trapelata alcuna informazione ufficiale.

Via | Consumer Reports

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