Alpina: questa è la storia dei suoi mitici cerchi a 20 raggi

Mónica Redondo    @MonicaRedondoD    9 April 2020     3 min.
Alpina: questa è la storia dei suoi mitici cerchi a 20 raggi

Alpina, preparatore di BMW, ci racconta la storia dei suoi mitici cerchi a 20 raggi. Ti va di scoprirla?

Bmw Alpina B7 Xdrive (3)

L’estetica di un’automobile è spesso caratterizzata dai cerchi, e in questo ambito Alpina ha saputo conquistare il pubblico. Oggi raccontiamo la storia dei mitici cerchi a 20 raggi di Alpina. Questi cerchi sono diventati un oggetto del desiderio oscuro per gli automobilisti appassionati di BMW.

Come sono stati concepiti? Perché sono diventati famosi in tutto il mondo? C’è chi, anche solo guardando questi celebri cerchi, capisce subito che si tratta di un modello Alpina.

2020 Alpina B3 Sedan 47

L’obiettivo di Alpina era creare un design che li rendesse facilmente riconoscibili per le strade. Questa ricerca iniziò negli anni ’60. Questi cerchi in lega leggera conquistarono il mercato tedesco e arrivarono a rivaleggiare con i celebri Fuchs del 1966 lanciati da Porsche.

Non era la prima volta che Alpina montava cerchi in lega leggera, poiché BMW li montava già sulla famosa E9, meglio conosciuta come Batmobile, ma anche sulla 2800 CS Coupé.

Bmw Alpina B7 Turbo 04

Dei cerchi destinati a entrare nella storia

I cerchi a venti raggi di Alpina diventarono un vero successo grazie al loro design eccezionale e visionario. Inoltre, dopo un’approfondita ricerca, gli ingegneri giunsero alla conclusione che i cerchi più efficienti per raggiungere l’obiettivo della leggerezza erano quelli con molti raggi.

Oltre ad avere più raggi, era fondamentale che la forza si distribuisse in modo uniforme su cinque raggi principali. In questo modo la forza sarebbe passata dall’esterno fino al centro del cerchio. In un primo momento, i modelli di BMW montavano mozzi a quattro bulloni, il che rendeva difficile disporre i cinque raggi, ma Burkhard Bovensiepen trovò la soluzione e applicò il principio dei cinque raggi all’architettura a quattro dadi, raggruppandoli in un totale di 20. Cinque raggi principali per quattro mozzi, 20 raggi.

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La fama dei cerchi a 20 raggi di Alpina iniziò nel 1970. Per rafforzare il nucleo, il preparatore fece in modo che i cerchi in lega di magnesio fossero colati in sabbia, “rimuovendo una piccola quantità di sabbia dallo stampo tra ogni secondo raggio, creando così un accumulo di materiale o un collegamento tra due raggi. Questo accumulo di materiale garantiva la rigidità necessaria affinché il cerchio potesse sopportare anche le forze di frenata più elevate, che altrimenti lo avrebbero distrutto”.

Qual è stato il primo modello a montare questi nuovi cerchi? La BMW Alpina 3.0 CSL del 1971. Da quel momento, ogni modello li montò fino a diventare un elemento distintivo.

Questa tipica disposizione dei raggi è ancora in uso oggi, soprattutto nei modelli più leggeri. Qual è il modello più recente? La Alpina B3 della generazione della Serie 3 G20 / G21. In definitiva, i cerchi a 20 raggi di Alpina hanno rivoluzionato alcuni dei modelli più iconici della casa bavarese e, per alcuni, sono diventati la prova perfetta che “i design classici non passano mai di moda”.

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