Auto con storia: Maserati Ghibli

David Taboada     21 October 2013     3 min.
Auto con storia: Maserati Ghibli

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Una delle novità automobilistiche che abbiamo potuto vedere quest’anno è la nuova Maserati Ghibli, un modello che si colloca sotto la Quattroporte e con cui la casa di lusso del Gruppo Fiat intende offrire ai propri clienti una berlina d’ingresso al marchio.

Ma oggi, in Auto con Storia, vogliamo riscoprire la Maserati Ghibli originale, quella che debuttò al Salone dell’Automobile di Torino nel lontano 1966. Un vero modello sportivo che unisce l’eleganza del design di Giugiaro a un autentico motore V8 da 4,7 litri.

La prima volta che la Maserati Ghibli fu esposta fu al Salone dell’Automobile di Torino nell’edizione del 1966, condividendo la scena con altri modelli presentati in quell’occasione come la Fiat 124 o il prototipo della Ferrari Dino. Questa coupé si distingueva per le sue ampie dimensioni, tanto da essere una delle auto stradali più grandi di Maserati, con una lunghezza di 4,590 metri, una larghezza di 1,798 e un’altezza di 1,158 metri. Sebbene fosse presentata nel 1966, la produzione in serie iniziò solo l’anno seguente e proseguì fino al 1974 nello stabilimento italiano di Modena.

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Il design esterno che Giorgetto Giugiaro ha impresso sulla Ghibli la rende un modello che ancora oggi risulta affascinante. Il cofano basso e un frontale allungato, sormontato dall’emblema del tridente, rendono la Ghibli incredibilmente appariscente fin dal primo sguardo, impressione che di notte si completa con i fari retrattili. Sebbene inizialmente fosse concepita come una due posti, le sue dimensioni generose e un passo superiore ai 2,5 metri ne favorirono la trasformazione in un modello 2+2. All’interno, quindi, vi erano materiali di alta qualità, dove non poteva mancare la pelle. Tra le opzioni di equipaggiamento era già previsto il montaggio dell’aria condizionata. La meccanica era affidata a un V8 a carter secco, con 4 alberi a camme e 4,7 litri di cilindrata, che offriva al conducente una potenza di ben 320 CV e la possibilità di raggiungere i 257 km/h con uno scatto da 0 a 100 km/h in poco più di 6 secondi. Il cambio di serie era un manuale ZF a 5 marce, anche se fu commercializzato pure con un cambio automatico. Per controllare questa meccanica Maserati montava freni anteriori autoventilanti con pinze a doppio pistoncino.

L’anno successivo Maserati aggiunge una meccanica alternativa con un V8 portato a 4,9 litri, con una potenza inferiore ma una coppia maggiorata. In quello stesso anno alla versione coupé si affianca una versione spider per gli amanti della guida a cielo aperto. Uno degli aspetti per cui la Maserati Ghibli fu criticata all’epoca fu l’utilizzo di un telaio tubolare con tubi in acciaio simile a quello di altri modelli di marchi più generalisti dell’epoca. Il principale svantaggio di questa struttura era il peso aggiuntivo che comportava. Un altro aspetto negativo era l’impiego di una tradizionale sospensione posteriore a balestra. Nonostante ciò, la Ghibli divenne un modello molto importante per la sua epoca, con un design molto elegante e una meccanica potente, qualità con cui cercò di competere con modelli come la Ferrari Daytona o la Lamborghini Miura. Il risultato finale fu che, durante i sette anni di vita della Maserati Ghibli, si vendettero circa 1.150 esemplari coupé e circa 125 della versione spider.

Foto | autowp.ur

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