BMW M3, forgiata nel calore della pista
L’arrivo della BMW M3 E30 in pista ha rivoluzionato il panorama automobilistico dell’epoca. Ripercorriamo la sua eredità?

Il lancio della BMW M3 E30 nel 1986 diede inizio alla storia di uno dei modelli forgiati tanto su strada quanto in pista, ma il successo del marchio nelle corse era già cominciato nel 1929 con la vittoria nel Alpine Rally. L’esperienza ingegneristica maturata sui tracciati più impegnativi del mondo, nelle gare più estenuanti e nelle rivalità più serrate del motorsport ha contribuito a far diventare BMW ciò che è oggi.
Grazie a tutta questa esperienza, oggi possiamo guidare automobili più attraenti, precise ed emozionanti. L’arrivo della lettera più potente del mondo, la M, sulla BMW M1 del 1978 rese possibile la prosecuzione della saga dei modelli ad alte prestazioni. La BMW che ha rafforzato maggiormente la filosofia dalla pista alla strada è stata la BMW M3 E30 che, guarda caso, nacque come modello di omologazione.

BMW M3 E30, 35 anni di puro piacere di guida
La BMW M3 nacque in collaborazione con il reparto BMW Motorsport e fin dal suo concepimento è un’automobile progettata per i guidatori più appassionati. Questo modello riuscì a conquistare i campionati mondiali, europei, tedeschi e persino italiani delle vetture turismo, senza dimenticare il Silverstone Tourist Trophy e la 24 Ore di Spa del 1987.
Piloti come Roberto Ravaglia, Johnny Cecotto ed Emanuele Pirro hanno fatto la storia e si sono battuti in pista nelle battaglie più dure. Le BMW M3 si sono confrontate con modelli emblematici come le Ford Sierra Cosworth. Le M3 gareggiarono anche nel Campionato Mondiale Rally del 1987 e nel Campionato Britannico Turismo.

L’esperienza della pista arrivò su strada e nel 1989 nacque la BMW M3 E30 Evo, che aveva 20 CV in più, un diffusore anteriore più pronunciato e un alettone posteriore più voluminoso. Inoltre, i pannelli delle portiere erano più leggeri, il che rendeva possibile prestazioni molto superiori. Successivamente nacque la BMW M3 E30 Sport Evolution, che aveva 374 CV, 78 CV in più delle M3 che gareggiarono nel 1987. Nel 1992, la mitica E30 si evolse nella carrozzeria E36. La casa bavarese sviluppò la BMW M3 E36 GTR, che aveva un asse posteriore più largo e un alettone che faceva la differenza. Come il suo predecessore, conquistò la Coppa ADAC GT di Germania nel 1993.
Nel 2010 arrivò la BMW M3 E46 e con essa la sua versione da corsa denominata BMW M3 E46 GTR, equipaggiata con un motore V8 da 4,0 litri.

Nürburgring, il suo habitat naturale
Il Nürburgring è uno dei circuiti più impegnativi del mondo e le BMW M3 lo sanno bene: sono riuscite a vincere la 24 Ore del Nürburgring in dieci occasioni. L’ultima? Nel 2020. La casa bavarese ha puntato anche alla 24 Ore di Le Mans, conquistando la vittoria nel 1999 con la BMW V12 LMR. Ha inoltre gareggiato nella classe GT2; una di queste unità è diventata una Art Car.

Dopo 20 anni, la BMW tornò al Deutsche Tourenwagen Meisterschaft con Bruno Spengler al volante. Da quel momento, la BMW iniziò a gareggiare con la BMW M4. Marco Wittmann divenne campione nel 2014 e nel 2016. Attualmente, la BMW M4 ha trovato il suo posto nella categoria GT4. La nuova BMW M4 GT3 Endurance Racer arriverà in pista nel 2022 e verrà sviluppata, insieme alla BMW M3 Competition e alla BMW M4 Competition.
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