Bugatti Bolide, l'automobile definitiva
Signore e signori, con tutti voi la Bugatti Bolide
C’è un solo marchio che oggi può dare vita a un’auto come questa e una sola persona capace di guidare un progetto del genere portandolo a buon fine in un momento così complicato della storia recente, e questa persona è Bugatti Bolide di Stephan Winkelmann.
https://youtu.be/a5t0PLqMy74
La casa di lusso integrata nel Gruppo Volkswagen ha affidato al genio dal cappello inesauribile la guida dei destini di il marchio più esclusivo del consorzio, per ottenere ciò che sembrava impossibile.
Perché, superata l’epoca della rinascita di Bugatti con la Veyron, la Chiron, con le sue evoluzioni sotto forma di Divo, Pure Sport, La Voiture Noire… il dirigente al vertice della casa fondata da Ettore Bugatti si è chiesto “What if?“, ovvero “e se?”.
E se spremessimo al massimo il blocco W16, e se riducessimo al minimo il peso di un’auto, e se ci basassimo sull’eredità delle corse… e se volessimo realizzare l’hypercar definitiva? La risposta ha un nome: Bugatti Bolide.
Bugatti Bolide: quando i limiti li pone la tecnica
Il video, che merita di essere goduto più e più volte, come ha già fatto chi scrive, dura quasi un quarto d’ora e mostra un Stephan Winkelmann raggiante mentre presenta la sua ultima proposta estrema offerta alla clientela di Bugatti.
In questo filmato si ripercorre la creazione, dalla messa in discussione da parte del dirigente fino alla messa in pista di una delle unità già realizzate, di una macchina senza eguali perché, né nell’automobilismo di serie né in quello da competizione la Bugatti Bolide ha rivali.
Si tratta di una vettura da circuito che non può gareggiare in nessun regolamento. Questa concezione, basata su uno sviluppo del tutto estraneo alle norme e ai regolamenti che permettono l’omologazione di un’auto per circolare su strada o per partecipare a un determinato campionato, fa sì che questa ibrida di Bugatti, da intendersi ibrida per la sua natura concepita dalla fusione dell’automobilismo di serie e di quello da corsa, sia una bestia scatenata che risponde solo ai dettami di un team di ingegneri il cui unico limite è stata la tecnica stessa.

Per questo, sul piano strutturale, la Bugatti Bolide si configura come una vettura da competizione, con un’architettura basata sulla costruzione con i materiali più estremi disponibili, sia per composizione sia per costi.
Ad esempio, la barra stabilizzatrice della sospensione anteriore ‘push-rod’ è realizzata in titanio, pesa 100 grammi e sopporta fino a 3,7 tonnellate. La posizione e l’inclinazione del sedile del pilota, perché chiamarlo conducente sarebbe ingiusto, è inserita in uno telaio monoscocca in fibra di carbonio, praticamente come quelli di una Formula 1; i pneumatici utilizzati sono slick, con una larghezza di impronta di 400 millimetri per quelli dell’asse posteriore.

Con tutto questo, la carrozzeria è un esempio di evoluzione e adattamento dell’immagine a C inaugurata dalla Bugatti Chiron, mantenuta nella Divo e che si riduce all’essenziale nella Bugatti Bolide. Inoltre, ne fonda le linee di base e mostra incroci o croci perché si ispira, in omaggio, all’impresa aeronautica del pilota militare ‘Chuck’ Yeager che, nel 1947, superò la barriera del suono con il suo aereo sperimentale X-1, raggiungendo Mach 1, ovvero la velocità del suono.
Una macchina capace di abbattere barriere fisiche e virtuali
In ogni caso, la Bugatti Bolide non può superare la barriera del suono, ma sì quella della logica umana, e decifriamo il messaggio enigmatico legato alla cifra 0,67.
Perché, con un peso di appena 1.240 kg e una potenza di 1.850 CV, si ottiene un rapporto peso-potenza e peso-coppia che si traduce nella stessa cifra, ma con grandezze diverse: 0,67. 0,67 kg/CV; 0,67 kg/Nm.
Questo si traduce in altri valori altrettanto affascinanti, se non di più, come lo scatto da 0 a 100 km/h in appena 2,17 secondi, il raggiungimento dei 200 in 4,36; lo stesso fino a 300 in 7,37; i 400 in 12,08 e, quando sembra aver raggiunto il limite, la Bugatti Bolide raggiunge i 500 chilometri orari impiegando 20,16 secondi.
In pista questo dovrebbe concretizzarsi con il abbattimento dei record sul giro sull’asfalto su cui sfrecciano sia le auto da competizione sia quelle di serie, in gare come nelle sessioni di track day.
Al di là del test sul Circuito Paul Ricard, dove il leggendario Andy Wallace, pilota da corsa e collaudatore della casa francese, ha girato il video che abbiamo incluso e dove, in parallelo ma in modo non ufficiale, altri appassionati hanno anticipato ciò che oggi conosciamo, per il momento soltanto attraverso simulazioni effettuate su i tracciati più mitici mai progettati possiamo farci un’idea di quanto sia veloce questo veicolo.
Gli ingegneri della Bugatti hanno realizzato emulazioni della Bugatti Bolide sul tracciato che ospita la 24 Ore di Le Mans, quello della Sarthe, ottenendo un tempo incredibile: 3 minuti, 7 secondi e 1 decimo, ovvero circa 8 secondi in meno rispetto al tempo della Hyperpole della Toyota TS050 Hybrid, partita dalla prima posizione nell’ultima edizione della gara di durata per antonomasia.

Ma non meno impressionante è il tempo ottenuto nella simulazione sul tracciato lungo del Circuito del Nürburgring, la Nordschleife: 5 minuti, 23 secondi e 1 decimo, il che, secondo questa ricostruzione informatica, non le permetterebbe di conquistare il miglior giro fatto registrare dalla Porsche 919 Hybrid, una volta liberata dai vincoli competitivi, ma suona come una sfida ambiziosa quella di scendere sotto quei poco meno di 4 secondi anche nella vita reale, con una Bugatti Bolide pronta a laurearsi ‘re del Ring’.
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