Prova BMW Serie 4 Coupé 420i: alla ricerca dell'eccellenza

Javier López    @jlopezbryan96    17 February 2020     10 min.
Prova BMW Serie 4 Coupé 420i: alla ricerca dell'eccellenza

Questa volta ci siamo messi al volante della BMW Serie 4 Coupé nella sua variante 420i per rispondere a una domanda: vale la pena rispetto alla sua erede?

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Sì, lo sappiamo, e capiamo perché vi state chiedendo che diavolo ci facciamo a provare la BMW Serie 4 se si trova alla fine del suo ciclo di vita. La risposta è semplice e, a nostro parere, molto logica. Volevamo verificare quanto valga la pena acquistare, anche se siamo ancora in tempo, questa generazione di una delle coupé sportive più carismatiche di BMW; oppure, al contrario, dimenticarla e attendere la nuova con le sue innovazioni.

Per rispondere a questa domanda e toglierci ogni dubbio, abbiamo deciso di convivere per una settimana con la BMW Serie 4 nella sua variante 420i con cambio automatico ZF a otto rapporti e allestimento Luxury. Questi sono stati gli argomenti della coupé tedesca per convincerci che lanciarsi su di essa è un’buona idea, ma ci sarà riuscita? Scopriamolo.

Sobria, elegante e accattivante

Ogni volta che vado a ritirare un’auto per la prova, una curiosità famelica comincia a percorrere il mio essere e può essere saziata solo dopo aver conosciuto le caratteristiche della vettura che mi accompagnerà. Mentre aspettavo nelle strutture di BMW Spagna che mi consegnassero la Serie 4, avevo il presentimento che l’allestimento M sarebbe stato quello incaricato di vestirla; ma, con mia sorpresa e piacere, a questo compito ha provveduto l’allestimento Luxury.

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Indipendentemente dal livello di equipaggiamento della coupé bavarese, nel complesso ci troviamo di fronte a un’auto slanciata ed elegante. Il frontale rimane fedele ai suoi principi, governato dai caratteristici rene BMW, che vengono enfatizzati da due fari sottili ma imponenti con tecnologia LED.

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La fiancata della Serie 4 mostra muscoli con un’estetica molto slanciata e linee che conferiscono fluidità al disegno senza mai risultare brusche. I cerchi da 19 pollici -1.361 euro- continuano a infondere eleganza all’insieme, ma è il posteriore a mettere il tocco finale con due gruppi ottici -anch’essi a LED- allungati e affusolati e con una doppia uscita di scarico davvero di qualità.

Qualità, qualità e ancora qualità nell’abitacolo

È vero che l’estetica della Serie 4 è in continuità con il passato e rimane entro gli standard di design del marchio -che seguono alla lettera i modelli attuali-, il che aiuta a evitare che il passare del tempo la penalizzi troppo. Tuttavia, non avevo la stessa sensazione con gli interni, zona che mi aspettavo un po’ superata e antiquata. Niente di più lontano dalla realtà.

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BMW ha lavorato sui restyling di una delle sue coupé di riferimento per evitare che gli anni la penalizzino troppo. Appena entrati ci accoglie un volante inizialmente un po’ grande -ci si abitua in fretta- ma con un tatto molto piacevole che anticipa già il livello di finiture del resto dell’interno della Serie 4.

Dietro di esso si trova un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici -296 euro- che, pur non offrendo tante informazioni né tanta personalizzazione come quello della concorrenza, presenta grafiche fluide e un design capace di offrire un connubio raffinato tra classico e moderno. La plancia è dominata da uno schermo opzionale da 8,8 pollici con il quale non faremo fatica a prendere confidenza grazie a una disposizione dei menu molto intuitiva e a un funzionamento rapido.

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Il suo utilizzo può avvenire in modalità touch oppure tramite un comando satellite situato sulla console centrale. Data la distanza dello schermo dai sedili anteriori, sarà più semplice usare quest’ultimo, perché altrimenti dovremo allungarci troppo per effettuare diverse funzioni.

D’altra parte, e questo lo apprezzo personalmente, BMW ha mantenuto intatti i comandi fisici sulla Serie 4. La casa tedesca non ha voluto essere eccessivamente minimalista né con questo modello né con nessuno dei più recenti, che continuano a essere fedeli alle rotelline e ai pulsanti di sempre, strada che molto probabilmente seguirà anche la prossima Serie 4.

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Grazie a questa fedeltà da parte dei membri della casa tedesca, l’attuale Serie 4 non appare arretrata rispetto a loro; al contrario, la sua sobrietà è un segno distintivo e la mancanza di elementi superflui e di una decorazione eccessiva rende molto più semplice sentirsi a proprio agio al volante della coupé di BMW. Così come il suo livello di finiture, all’altezza di un’auto il cui prezzo di partenza -nel caso della nostra unità di prova- è di 48.000 euro.

Ogni zona a contatto con le mani è rivestita di materiali morbidi e di prima qualità, come la pelle o inserti in legno, lasciando le plastiche rigide per i punti più nascosti e che non toccheremo troppo spesso. A quest’aura di lusso ed esclusività si aggiungono due comodi sedili che avvolgono bene il corpo. Non altrettanto comodi, però, sono le sue lunghe e pesanti portiere -che dovremo aprire con cautela- né l’accesso ai posti posteriori.

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Superato l’intricato procedimento di sistemare le nostre terga sulla seconda fila di sedili -tipico difetto delle coupé-, troveremo uno spazio per le gambe sorprendente. Attenzione però a sollevare la testa troppo in fretta, perché ben presto incontreremo il lunotto posteriore a causa della marcata inclinazione dell’elegante tetto della Serie 4 Coupé, che offre uno spazio libero un po’ più ridotto.

Per ultimo, ma non per importanza, parliamo del bagagliaio, che dichiara 445 litri in questa variante della BMW Serie 4. È uno spazio di carico più che sufficiente per il bagaglio di due o persino tre persone, con l’unico inconveniente di un’apertura di carico dalle dimensioni un po’ complesse, anche se compensate da una profondità generosa.

Un comportamento dal carattere deciso

Ma basta con le ovvietà. È arrivato il momento di premere il pulsante “Engine Start” e concentrarmi su uno dei punti più interessanti di questa prova: com’è guidare la BMW Serie 4 Coupé. Prima di entrare nel merito, devo presentarvi colui che ha dato vita a questa coupé tedesca, contraddistinta dalla denominazione 420i: un quattro cilindri di 2.0 litri twinturbo capace di erogare 184 CV e 290 Nm di coppia, valori che vengono inviati al retrotreno.

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Si tratta di un motore di carattere nobile e molto predisposto a portarci da A a B nel modo più confortevole possibile. I 290 Nm di coppia sono disponibili già a sole 1.350 giri e restano in piena espressione fino a 4.600 giri abbondanti. Grazie a ciò, sentiremo una spinta imponente nei primi tratti del contagiri, ma a metà corsa avvertiremo un comportamento molto lineare da parte del motore che toglie sportività a un insieme che, per il resto, promette molto da questo punto di vista.

Non vorrei però che mi fraintendeste: il 420i ha forza più che sufficiente per muoversi con disinvoltura, ma non aspettatevi un comportamento sportivo da parte sua, tanto più con l’allestimento Luxury, livello di equipaggiamento che mira a esaltare il lato più borghese della Serie 4. Tuttavia, la casa tedesca ha lasciato trasparire il proprio DNA anche in questa variante più morigerata, il che ci permette di sperimentare come altri elementi meccanici abbiano un carattere più ribelle.

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In autostrada e a ritmi tranquilli, la BMW Serie 4 si sente come un pesce nell’acqua grazie a quella innegabile vocazione GT -più presente nel fratello maggiore, la Serie 8-. Nonostante la taratura della sospensione sia rigida e un po’ secca, nelle modalità di guida più morbide le imperfezioni dell’asfalto vengono assorbite con diligenza, e un eccellente isolamento acustico contribuisce ad avvolgere ancor più i passeggeri in quell’atmosfera di comfort. In questo contesto è facile rilevare un consumo di 6,9/7 litri ogni 100 km.

In città, le dimensioni piuttosto ingombranti -4,64 metri di lunghezza, 1,82 di larghezza e 1,37 di altezza- della Serie 4 faranno sì che passare in alcuni punti stretti non sia la scelta migliore. A ciò non aiuta nemmeno lo sterzo, che risulta pesante e con non molti giri tra un fine corsa e l’altro, il che rende difficili le manovre in parcheggi o zone strette. Ad ogni modo, una sorprendentemente buona visibilità posteriore e i vari ausili al parcheggio -e alla guida- facilitano un po’ le cose. In ambito urbano la media di consumo è salita a 10,5 litri ogni 100 km.

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Ma cosa succede quando lasciamo andare un’auto con certe pretese sportive? Certo, questa variante non è la compagna ideale per una guida allegra, ma troviamo una serie di elementi che ci invitano a farla. Sì, lo sterzo è duro anche in modalità Comfort, ma è comunicativo e preciso come pochi, il che si traduce in un’ottima connessione con quanto accade sull’asfalto.

La sospensione rigida e secca, che a volte trasmette con troppa intensità le asperità e i dossi della strada, aiuta a ridurre notevolmente i beccheggi della carrozzeria nelle curve. Tuttavia, i valori offerti dalla variante 420i e il suo peso -che si fa sentire nelle curve molto strette- non faranno sì che il retrotreno si muova a piacimento come accade in altri modelli a trazione più potente, ma le sue prestazioni sono più che sufficienti per aiutarci a giocare con essa e rifinire un po’ di più la traiettoria.

Infine, parliamo del cambio automatico, un cambio ZF a otto rapporti di tipo convertitore di coppia. Si tratta di una trasmissione morbida e veloce nei cambi di marcia anche quando la sollecitiamo, ma un po’ brusca in partenza e nelle transizioni tra una marcia e l’altra a bassa velocità. In modalità sequenziale troviamo un comportamento molto simile, con una risposta praticamente immediata dopo aver azionato la leva.

Conclusione

BMW ha lasciato un’eredità molto importante con questa Serie 4, un modello che, nonostante gli anni sul mercato, riesce a mantenere stile e compostezza nelle avversità. Si tratta di un’auto dall’estetica piuttosto senza tempo grazie a un linguaggio di design moderno ma in continuità, che si ritrova ancora nei modelli attuali; e, pur non disponendo della tecnologia presente nell’attuale Serie 3, offre soluzioni sufficienti per evitare che venga considerata obsoleta.

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Allora, qual è la risposta alla domanda iniziale? BMW intende rivoluzionare il segmento delle coupé con la nuova Serie 4, un veicolo che resterà fedele alla filosofia di questa generazione ma con alcune sfumature pronte a segnare un prima e un dopo. Se sei un fedele amante del marchio, vuoi acquistare un’auto moderna nonostante il chiaro progresso del resto della gamma, capace di resistere al passare del tempo con diligenza e con un marcato carattere sportivo indipendentemente dal motore che porta sotto il cofano, la Serie 4 attuale è la tua auto.

È vero che l’unità che mi ha accompagnato per una settimana portava il conto finale fino a 67.000 euro, ma stiamo parlando di un’auto alla fine del suo ciclo di vita, e sarà facile trovare esemplari in stock a un prezzo molto più competitivo. Con questa premessa, vi consiglio di non esitare troppo se state valutando la Serie 4 come vostra prossima auto, e di approfittare del passaggio tra le generazioni per ottenere un’ottima offerta.

Scheda tecnica di questa auto


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