Prova della Hyundai Kona EV: è la migliore elettrica del mercato?

Alvaro Avilés     30 October 2019     11 min.
Prova della Hyundai Kona EV: è la migliore elettrica del mercato?

Abbiamo sottoposto a una prova approfondita la Hyundai Kona EV, la nuova elettrica coreana che promette un’autonomia di oltre 450 chilometri

L’era elettrica è arrivata, e lo ha fatto con forza. Non siamo più davanti a laboratori su ruote, ma i veicoli elettrici hanno compiuto passi da gigante e ormai sono opzioni più che ragionevoli sotto ogni aspetto, con autonomie che permettono di affrontare la vita quotidiana senza complicazioni.

La Hyundai Kona EV è arrivata nel 2018 per dimostrare che avere un’elettrica è già possibile. Il suo biglietto da visita è, quantomeno, interessante: buona abitabilità, design diverso, un propulsore elettrico da fino a 204 CV e un’autonomia superiore a 450 chilometri.

Abbiamo già messo alla prova la Hyundai Kona EV, un’auto che ci è sembrata molto ragionevole sotto molti aspetti. Ha un buon comportamento ed è perfettamente utilizzabile in praticamente tutte le situazioni.

Tuttavia, ciò che ci è piaciuto meno non è colpa sua: l’infrastruttura di ricarica nel nostro Paese deve ancora svilupparsi in gran misura perché avere un’elettrica non significhi complicarsi la vita.

Un’immagine simile a quella del resto della gamma Kona

La Hyundai Kona EV condivide il design con il resto della gamma Kona, anche se è vero che troviamo alcune differenze rispetto alla variante convenzionale. A prima vista, la variante elettrica si riconosce soprattutto dalla parte anteriore, poiché tutto il muso è carenato per offrire una migliore efficienza aerodinamica.

Inoltre, la generosa griglia dei modelli con motore termico è scomparsa per lasciare spazio a una calandra chiusa nella quale Hyundai ha installato l’ingresso del punto di ricarica di tipo CCS. Se continuiamo a cercare differenze, vediamo che anche i cerchi da 17 pollici hanno un disegno specifico, pensato appositamente per ridurne la resistenza all’aria.

Anche la parte posteriore si differenzia dal resto delle versioni, con un paraurti con diverse nervature nella parte più bassa e, soprattutto, per l’assenza dell’uscita di scarico. Per rivelarlo del tutto, la scritta “electric” è collocata sul lato destro del portellone posteriore.

Un abitacolo sobrio incentrato sul comfort di marcia

All’interno, a prima vista, troviamo un design molto simile a quello delle altre versioni. Tuttavia, ciò che è cambiato completamente è la consolle centrale, che ha una nuova configurazione: la disposizione verticale delle versioni standard è stata sostituita da una consolle continua che collega direttamente al vano portaoggetti posto tra i sedili.

In questo largo tunnel che divide lo spazio dei posti anteriori notiamo l’assenza di una leva del cambio convenzionale, sostituita da quattro pulsanti (P, N, R e D). Qui si trovano i comandi per cambiare le modalità di guida o elementi di comfort come il volante e i sedili riscaldati. Inoltre, questa configurazione lascia nella parte bassa un ampio spazio in cui svuotare tutte le tasche.

Tutti i materiali dell’abitacolo hanno un buon aspetto e le finiture sono eccellenti, un aspetto in cui Hyundai ha superato molti marchi del mercato. Inoltre, la nostra unità di prova era dotata di rivestimento in pelle nera, un elemento di serie sull’allestimento Style.

I sedili posteriori offrono spazio sufficiente perché due persone viaggino comode, e il bagagliaio è riuscito in un’impresa impossibile: non perdere spazio rispetto alle versioni convenzionali. Di conseguenza, il bagagliaio della Hyundai Kona EV ha una capacità di 332 litri.

204 CV più che sufficienti

La Hyundai Kona EV è arrivata sul mercato con due gruppi motopropulsori elettrici disponibili: 100 kW o 136 CV e 150 kW o 204 CV. Nel primo caso, il pacco batterie è da 39,2 kWh, mentre nella variante più potente ne troviamo uno da 64 kWh.

Ci siamo messi alla guida della Hyundai Kona EV nella variante più prestazionale, cioè con il motore da 150 kW e il pacco batterie da 64 kWh. Con questa combinazione, la Hyundai Kona EV ha un peso a vuoto di 1.729 chili e raggiunge un’autonomia di ben 456 chilometri, il che la colloca tra le migliori del mercato su questo fronte.

Prueba Hyundai Kona Ev (4)Con questo motore la risposta è istantanea appena si preme il pedale destro, e i suoi 395 Nm di coppia massima possono risultare persino eccessivi in alcuni momenti. Se si preme a fondo, si sente come i pneumatici Nexen faticano a gestire la coppia e slittano fino a raggiungere i 60 km/h, una situazione che trasmette poca sicurezza e che ci fa chiedere cosa succederebbe se facessimo questa prova sul fondo scivoloso.

Le prestazioni con questo propulsore sono piuttosto buone: la Hyundai Kona EV accelera da 0 a 100 km/h in 7,34 secondi e raggiunge una velocità massima di 167 km/h. Inoltre, anche le riprese sono eccellenti, quindi si può affrontare un sorpasso con totale tranquillità.

Nonostante le prestazioni siano in generale buone, viene da chiedersi perché Hyundai abbia deciso di abbinare la batteria da 64 kWh al motore da 100 kW. I 136 cavalli di questo motore sono già più che sufficienti per muovere la Hyundai Kona EV, e l’autonomia aumenterebbe ulteriormente grazie alle batterie abbinate a un motore meno potente.

Prueba Hyundai Kona Ev (19)La Hyundai Kona EV ha un buon comportamento, anche se un po’ artificiale

Il comportamento della Hyundai Kona EV ci è piaciuto molto: una volta che ci si abitua, può diventare persino divertente. Guidare un’auto elettrica richiede un cambio di mentalità, perché la filosofia e le reazioni sono piuttosto diverse.

In particolare, nella Hyundai Kona EV la potenza è istantanea e molto lineare, dando la sensazione che non perda mai forza. Per questo bisogna avere maggiore delicatezza nella gestione dell’acceleratore, perché la potente erogazione di forza sull’avantreno fa sì che l’auto “sottosterzi” troppo se si esagera con l’acceleratore all’uscita di una curva.

Le sue batterie sono disposte lungo il fondo dell’auto, quindi la Hyundai Kona EV ha un baricentro basso, il che le conferisce ottima stabilità. Tuttavia, una delle peculiarità delle auto elettriche, già notata nella nostra prova della Mercedes-Benz EQC, è che forniscono pochissime informazioni al conducente.

La Hyundai Kona EV va molto forte e la carrozzeria quasi non si inclina, quindi accorgersi dei limiti dinamici dell’auto diventa responsabilità dei pneumatici. Solo quando sentiamo stridere le gomme capiamo di averla spinta troppo. Inoltre, contribuisce a questa sensazione una sospensione eccessivamente rigida che ci obbliga ad aumentare la prudenza in caso di dossi o simili per evitare di danneggiare i rivestimenti.

Un sistema rigenerativo completamente modulabile

Dietro il volante troviamo delle palette, ma non sono come quelle a cui siamo abituati nelle auto automatiche. Nella Hyundai Kona EV servono per gestire la rigenerazione delle batterie, che percepiamo come l’intensità del freno motore. Ci sono fino a tre livelli di rigenerazione: premendo la paletta sinistra si possono abbassare fino a disattivare completamente il sistema, mentre con quella destra si fa l’opposto.

Una volta presa confidenza, la guida della Hyundai Kona EV può diventare un’attività divertente, perché si può gestire la rigenerazione con le palette in base alle esigenze di ogni momento. Ad esempio, in autostrada è molto consigliabile disattivare il sistema in modo che l’auto scorra per inerzia e non consumi batteria. Al contrario, sulle strade dove bisogna frenare spesso, conviene impostare la rigenerazione al livello 3, così si può guidare con un solo pedale.

Prueba Hyundai Kona Ev (2)3+1 modalità di guida

La versione elettrica della Hyundai Kona dispone di tre modalità di guida visibili e una nascosta: Comfort, Sport, Eco ed Eco+:

  • La modalità Comfort è quella predefinita per la maggior parte delle occasioni: bilancia la risposta del motore con l’efficienza energetica e il sistema di frenata rigenerativa si imposta automaticamente al livello 1.
  • In modalità Sport, la risposta del motore è più aggressiva, la sospensione si irrigidisce e lo sterzo guadagna durezza e precisione. In questo caso la frenata rigenerativa resta impostata sul primo livello.
  • La modalità Eco è pensata per ottimizzare l’autonomia: il sistema di climatizzazione passa in modalità Eco e la frenata rigenerativa aumenta automaticamente al livello 2.
  • Il programma ECO+ è pensato per i momenti in cui si ha poca autonomia: disattiva il sistema di climatizzazione, non consente di superare i 90 km/h e la frenata rigenerativa resta al livello 2. Si attiva tenendo premuto per alcuni secondi il pulsante dei programmi di guida.

Prueba Hyundai Kona Ev (11)Autonomia e ricarica della Hyundai Kona EV

Una delle caratteristiche più interessanti della Hyundai Kona EV è che le sue batterie sono agli ioni di litio con elettrolita solido, il che significa che caricando l’auto all’80% si hanno già quasi 400 dei 456 chilometri di autonomia dichiarati secondo il ciclo WLTP.

Possiamo dire che l’autonomia è piuttosto realistica: a seconda dell’utilizzo può anche essere prolungata, e infatti è difficile vedere calare i chilometri quando si guida in città. Al contrario di ciò che accade con le auto a motore termico, l’elettrica coreana consuma di più in autostrada.

Prueba Hyundai Kona EvPer quanto riguarda i tempi di ricarica della Hyundai Kona EV, dipendono dalla potenza della fonte di alimentazione a cui la si collega: se la si collega a una presa domestica, con una potenza di 2,1 kW, impiega 8 ore per ogni 100 chilometri di autonomia.

Di conseguenza, per l’utente è quasi obbligatorio installare una Wallbox in casa, che di solito è da 3 kW o da 7 kW. Nel primo caso, le batterie possono essere caricate al massimo in 9 ore e, nel secondo, in 4.

Inoltre la Hyundai Kona EV è dotata del connettore CCS necessario per collegarsi a punti di ricarica ultraveloce, quindi occorre mezz’ora per ricaricarla fino all’80%. Non è tuttavia consigliabile abusarne, poiché la vita utile delle batterie può ridursi.

Prueba Hyundai Kona Ev (10)Quanto costa la Hyundai Kona EV?

L’unità di prova che abbiamo avuto era dotata del livello di allestimento Style. È il più alto della gamma, anche se sopra c’è lo Style 2C, che ha la stessa dotazione ma con la possibilità di verniciare la carrozzeria in due toni pagando 450 euro in più.

Il prezzo della Hyundai Kona EV Style parte da 46.300 euro, cifra decisamente elevata. Va tenuto presente che la dotazione di serie è già molto completa: includono fari full LED, caricatore wireless per smartphone, sistema di infotainment con schermo touch da 7,2 pollici, impianto audio Krell a 8 altoparlanti, telecamera di parcheggio e Head Up Display.

Prueba Hyundai Kona Ev (14)Conclusione

Le elettriche sono ormai arrivate e la Hyundai Kona EV ne è la prova evidente: la casa coreana è riuscita a portare sul mercato uno dei veicoli elettrici più completi disponibili.

Tuttavia, ciò che sembra non essere ancora pronto sono le infrastrutture spagnole: molto spesso caricare l’auto fuori casa diventa frustrante.

Nel nostro caso abbiamo fatto diverse uscite verso centri commerciali della periferia madrilena, dove lo stesso sistema di navigazione della Hyundai Kona EV segnalava la presenza di punti di ricarica. Effettivamente erano lì, ma altro è che funzionassero: in uno di questi centri commerciali c’erano quattro colonnine, di cui funzionava solo una, e per giunta era occupata tutto il giorno da una Nissan Leaf come quella che avevamo provato in precedenza.

Per questo c’è ancora molto da imparare e da evolvere se vogliamo che l’elettrificazione sia davvero fattibile. È chiaro che i costruttori hanno già fatto la loro parte, ma ora tocca alle istituzioni pubbliche promuovere lo sviluppo di un’infrastruttura migliore con iniziative come Ionity per rendere possibile ciò che tanto incentivano: la mobilità elettrica.

Scheda tecnica di questa auto


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