Prova: DS 4 BlueHDI 130 EAT8, la migliore alternativa alle compatte premium tedesche

Antonio Roncero    @roncero_antonio    4 January 2023     11 min.
Prova: DS 4 BlueHDI 130 EAT8, la migliore alternativa alle compatte premium tedesche

Abbiamo provato la versione turbodiesel della DS 4, un modello che per qualità di finitura, comfort e possibilità di allestimento è una seria alternativa alle compatte premium tedesche.

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La seconda generazione della DS 4 è stata presentata all’inizio del 2021 ed è in vendita sul nostro mercato da metà dello stesso anno. Si tratta di una compatta che si distingue per il design, un’altissima qualità di finitura e un grande comfort di marcia, configurandosi come una alternativa molto seria ai modelli dei costruttori premium. Qui si confronta, senza complessi, con rivali del calibro della BMW Serie 1, dell’Audi A3 o della Mercedes Classe A.

Un po’ di storia sulla prima DS 4: l'”anatroccolo brutto”

In realtà, la prima DS 4, che vide la luce dieci anni prima e ricevette un restyling nel 2015, era nata con questa vocazione. Ma la prima DS 4 nacque “storta”. Ricordo ancora, anni prima del lancio sul mercato del primo modello della gamma DS di Citroën, la DS 3, una presentazione alla stampa in cui i dirigenti del marchio francese ci mostrarono quella che doveva essere la loro “offensiva” premium: la DS 3, la DS 4 e la DS 5.

L’idea era organizzare una sorta di “clinic”, in cui noi giornalisti avremmo espresso la nostra opinione sulla strategia di Citroën di puntare al segmento premium con la sua linea DS. E ricordo perfettamente la mia conversazione con un gruppo di designer e ingegneri, cercando di convincerli di qualcosa che credo avessero già assimilato, ma che non potevano riconoscere: a differenza della DS 3 e della DS 5, più che un modello con una propria identità la prima DS 4 sembrava una Citroën C4 “truccata”. Fuori… e dentro, perché anche la plancia era la stessa, con modifiche solo in alcuni materiali per giustificare quel presunto carattere premium e un prezzo molto più elevato di quello del fratello di marchio.

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Il fatto è che nel 2014 la linea DS smise di essere legata a Citroën, per commercializzarsi come marchio indipendente. La DS 4 subì un “maquillage”, ma fino all’arrivo di questa seconda generazione, la verità è che non rispose mai alle aspettative.

Seconda generazione della DS 4: quello che avrebbe dovuto essere e non è stato

Con la seconda generazione della DS 4, invece, DS ha centrato il bersaglio. Per me, questa nuova DS 4, o almeno lo stesso concetto, è ciò che avrebbe dovuto essere la prima: un’auto diversa da tutte, ma soprattutto molto diversa da qualsiasi altro modello compatto dei marchi del Gruppo Stellantis con cui condivide la piattaforma modulare EMP2, come la Citroën C4, la Peugeot 308 o la Opel Astra. A proposito, la DS 4 viene prodotta a Rüsselsheim, nello stabilimento tedesco di Opel.

Ed entriamo subito nel merito per concentrarci su ciò che offre la DS 4, e più concretamente sulla versione che abbiamo scelto per la nostra prova, equipaggiata con il motore BlueHDI turbodiesel da 130 CV e cambio automatico.

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La sua carrozzeria ha un formato compatto convenzionale, con 4,40 metri di lunghezza, 1,49 metri di altezza e una larghezza di 1,83 metri. E bisogna riconoscere che il design risulta molto appariscente da qualsiasi angolazione. Ha quattro porte, ma quelle posteriori sono molto ben camuffate, e potrebbe passare per una carrozzeria a 3 porte. A questo contribuiscono le maniglie delle porte a scomparsa, che risultano a filo della carrozzeria.

Attualmente, la gamma DS 4 consente di scegliere tra il motore a benzina PureTech a 3 cilindri da 130 CV, il 1.5 BlueHDI a quattro cilindri anch’esso da 130 CV e la DS 4 E-TENSE, con propulsione ibrida plug-in da 224 CV.

Allestimenti e prezzi della DS 4

Esistono ben sei versioni di allestimento: Bastille, Performance Line, Performance Line +, Trocadero, Rivoli e Opera, anche se non tutte sono disponibili con tutti i motori.

I prezzi della DS 4 BlueHDI partono da 32.650 euro con la finitura Bastille, 35.700 euro per le Performance Line, 37.350 euro la versione Trocadero, 39.600 euro la Rivoli e 44.600 euro la finitura Opera. Quanto ai motori, il sovrapprezzo del turbodiesel rispetto alla benzina a parità di allestimento si attesta intorno ai 1.300 euro.

Inoltre, è possibile scegliere la linea Cross, che conferisce alla DS 4 un aspetto da crossover grazie a dettagli come la calandra o le cornici dei finestrini in nero e le barre sul tetto. Queste versioni Cross, che non aumentano l’altezza da terra, integrano anche un sistema di controllo della trazione che consente di scegliere tra i programmi di guida sabbia, fango o neve, oltre a un controllo della discesa. Nel caso della DS 4 Blue HDI è possibile scegliere la linea Cross nelle finiture Trocadero, Rivoli e Opera, con un sovrapprezzo di circa 800 euro.

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La differenza di prezzo tra benzina e diesel a parità di allestimento è di circa 1.300 euro, mentre la DS 4 E-TENSE è su un altro livello, poiché la versione ibrida plug-in più economica supera già i 41.000 euro. Tutti questi prezzi sono quelli che DS offre attualmente sul proprio sito web, includendo lo sconto per l’acquisto online (tra 2.000 e 3.000 euro) e il finanziamento, che dà la possibilità di provare l’auto prima dell’acquisto, restituirla entro 14 giorni e persino la consegna a domicilio, anche se conviene leggere molto bene le “clausole in piccolo”.

Scegliere l’allestimento non è facile, tra tante opzioni disponibili. E ancor meno sul sito della marca, molto poco intuitivo, dove è difficile persino trovare le versioni disponibili. L’equipaggiamento di serie è completo, ma per godere di quei dettagli che collocano la DS 4 a un livello superiore, bisogna come minimo optare per la finitura Trocadero. In ogni caso, è anche possibile partire dalla versione base e personalizzarla a piacimento. Le possibilità sono enormi, non solo negli elementi di sicurezza, multimedia e comfort, ma anche nei rivestimenti, negli inserti, nei colori, ecc.

Tra gli elementi di equipaggiamento insoliti nel segmento, la DS 4 può montare fari a LED matrix, un sofisticato sistema di informazioni proiettate sul parabrezza HUD, un sistema di visione notturna o un impianto audio Focal con 14 altoparlanti.

L’interno della DS 4: forma prima della funzione

Se esternamente la DS 4 trasmette sportività, l’interno è più raffinatezza ed eleganza. Siamo di fronte a un’auto che sorprende per la presentazione, la qualità dei materiali, l’assemblaggio e la sensazione al tatto di tutti i comandi. Ma bisogna anche tenere presente che il design prevale in molti aspetti sulla versatilità o sulla praticità.

Quest’ultimo punto risulta particolarmente evidente per quanto riguarda lo spazio interno disponibile: l’abitabilità della DS 4 è inferiore a quella della maggior parte delle compatte di pari dimensioni. Se lo si tiene ben presente, non ci saranno sorprese. Perché, sebbene i posti anteriori siano fantastici, i passeggeri dei sedili posteriori non apprezzeranno affatto il passare dei chilometri. Lo spazio che lasciano le porte per salire o scendere non è ampio, e lo spazio per le gambe piuttosto ridotto; per fortuna c’è abbastanza posto per infilare i piedi sotto i sedili anteriori e non manca l’altezza. Non è affatto un 2+2. I posti posteriori sono utilizzabili, ma se viaggi spesso con adulti dietro, la DS 4 non è la scelta migliore.

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Il bagagliaio, secondo i dati ufficiali, ha una capacità di quasi 440 litri. E questo è decisamente più di quanto offrono le sue principali alternative. Tuttavia, se si carica lo stesso bagaglio, non sembra che ci sia più spazio che in una Mercedes Classe A, che ha un bagagliaio in teoria più piccolo. In ogni caso, le sue forme sono regolari e sfruttabili.

La postazione di guida mi è piaciuta molto, soprattutto per il comfort e il sostegno offerti dai sedili e per quella già citata sensazione di raffinatezza che trasmettono design e materiali. L’unico elemento stonato è la strumentazione, con un display piccolo rispetto a quanto si usa oggi, poche possibilità di personalizzazione e una presentazione delle informazioni che sembra poco curata. In compenso, però, pagando un extra, puoi installare una strumentazione HUD proiettata sul parabrezza con una grande quantità di informazioni e un’elevata qualità grafica.

Sistema multimediale DS Iris System

Anche il sistema multimediale potrebbe migliorare in questo senso, sebbene il suo display da 10 pollici offra una grande nitidezza e la navigazione tra i vari menu, senza spiccare in questo aspetto, sia facile e intuitiva, nonostante le numerose funzioni. Ad esempio, da qui si regola anche il sistema di climatizzazione, che non dispone di pulsanti separati.

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Questo display fa parte del sistema che DS chiama Iris System, che consente di gestire le funzioni multimediali in altri due modi oltre allo schermo touch. Il primo è un sistema di controllo vocale che non mi convince del tutto. Il secondo è un piccolo display touch aggiuntivo più piccolo tra i sedili anteriori, che però è molto sottoutilizzato. Fondamentalmente serve per attivare il menu principale, dove compaiono le varie icone sullo schermo grande, e sceglierne una, senza possibilità di interagire oltre allo zoom. Oppure per inserire caratteri scrivendo con il dito, ad esempio per cercare un indirizzo.

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Altri dettagli interessanti dell’abitacolo della DS 4 sono il modo in cui si integrano le bocchette della climatizzazione, in modo che quelle centrali si distinguano a malapena, e quelle laterali sono collocate sulle porte, come prolungamento del modulo di comando dei alzacristalli elettrici, che sono posizionati molto in alto e in avanti, quindi non è comodo raggiungerli. Quanto alla pulsantiera sotto il display multimediale, con alcuni comandi diretti per attivare, ad esempio, lo sbrinamento del lunotto termico, sono molto belli con un aspetto metallizzato, ma di giorno l’incisione che indica la loro funzione si vede appena; di notte, però, sono retroilluminati.

In marcia con la DS 4 BlueHDI: massimo comfort

La parte dinamica è una delle cose che più mi ha sorpreso della DS 4, con un comfort di marcia impressionante, persino migliore di quello di alcune berline di lusso. A questo contribuisce soprattutto il buon lavoro delle sospensioni nel filtrare le buche. Ma anche l’ottimo isolamento acustico dell’abitacolo. Tanto che il motore 1.5 BlueHDI mi è sembrato più morbido in questa auto che in qualsiasi altra in cui l’ho provato.

Eppure la nostra unità di prova non disponeva dell’ammortizzazione adattiva DS Active Scan, che ha la particolarità di “leggere” la strada grazie a una videocamera e regolare gli ammortizzatori con la taratura migliore possibile prima di incontrare un’irregolarità dell’asfalto. Ma con l’ammortizzazione di serie la DS 4 mostra già una straordinaria capacità di assorbire le buche senza ricorrere a una taratura eccessivamente morbida, e lo sterzo contribuisce con una sensazione molto precisa. Aiuta anche il buon funzionamento degli assistenti alla guida. In particolare, il cruise control adattivo misura molto bene le distanze e frena e riprende velocità con grande dolcezza.

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Mi ha colpito che la nostra unità di prova montasse pneumatici Michelin ePrimacy, progettati pensando alle esigenze delle auto elettriche e delle ibride plug-in, come la DS 4 E-TENSE. Ma la verità è che, dopo averli sottoposti a chilometri di ogni tipo, anche sotto la pioggia, mi sono piaciuti molto. Senza dubbio, i pneumatici stessi e dimensioni molto ragionevoli -205/55-19, senza bisogno di gomme molto larghe e con spalla molto bassa- contribuiscono al comfort di marcia per il loro basso rumore di rotolamento, e molto al basso consumo della DS 4 BlueHDI.

Quanto al motore, inizialmente pensavo che un’auto di impostazione così raffinata potesse adattarsi meglio al tre cilindri a benzina. Ma il BlueHDI è molto morbido appena si parte, e si avverte solo a freddo o a bassa velocità. L’abbinamento con il cambio automatico a convertitore di coppia a 8 rapporti, che puoi gestire in modalità sequenziale dalle palette al volante se in un dato momento vuoi guidare con più “allegria”, è una garanzia.

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Anche lo start-stop funziona molto bene. E i consumi, persino migliori del previsto: in modalità ECO (puoi anche scegliere i programmi “normal” e “Sport”, con una leggera differenza nella risposta all’acceleratore) non è difficile viaggiare con medie intorno ai 6,5 l/100 km. Peccato che, come con il motore a benzina, il BlueHDI non disponga nemmeno di un sistema di ibridazione leggera che permetta di accedere all’etichetta ECO della DGT. Ma non si può avere tutto…

DS 4 BlueHDI 130 EAT8 – Galleria di immagini

 


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