Ti piacciono le auto d'epoca? Visitiamo il capannone A122 di Seat
Il capannone A122 di Seat custodisce autentici tesori e non solo auto d’epoca: ci sono anche concept car, veicoli da competizione ed edizioni speciali.

Come in un sogno, ho potuto recarmi nella Zona Franca di Barcellona per conoscere di persona una delle gemme dell’automobilismo spagnolo. Mi riferisco al capannone A122 di Seat. Nel caso tu sia tra i pochi che ancora non sanno cos’è, si tratta del luogo in cui la casa di Martorell custodisce autentici tesori e non solo auto d’epoca: ci sono anche concept car e persino veicoli da competizione.
Anche se potresti pensarlo, non si tratta di un museo segreto, perché in realtà tutti i veicoli funzionano e possono avviarsi e circolare in qualsiasi momento. Per ottenere questo risultato, il team di Isidre López, responsabile del dipartimento Seat Storici, esegue manutenzioni periodiche su tutte le unità, in modo da non perdere mai modelli così importanti per il Paese come la Seat 600.
Il capannone dispone di 4.000 metri quadrati, dove ho potuto apprezzare la storia di Seat attraverso i suoi 356 modelli, di cui 170 sono esposti. L’idea del capannone A122 nacque il 9 maggio 1950, quando si costituì Seat (Sociedad Española de Automóviles de Turismo), in seguito all’accordo tra Fiat e l’INI, l’Istituto Nazionale dell’Industria.
Il percorso inizia con uno dei modelli più speciali per la casa di Martorell: la Seat 1400. Fu commercializzata a partire dal novembre 1953 come vettura elegante e restò sul mercato fino al 1964, con 99.043 unità prodotte. Ebbe versioni celebri come la Seat 1400 C del 1960. Nel 1957, precisamente il 27 giugno, nacque la Seat 600, il modello che motorizzò la società spagnola, poiché costava 65.000 pesetas. La 600 ebbe cinque versioni denominate N, D, E, L e L Especial e fu commercializzata fino al 3 agosto 1973, con quasi 800.000 unità vendute.

Nel 1963 nacque la Seat 1500, ma fu solo nel 1966 che arrivò la Seat 850, un modello più grande, con abitabilità, bagagliaio e prestazioni migliorati. Seat ha affermato che fu “la prima utilitaria spagnola a offrire ai clienti molteplici versioni di carrozzeria”. Era disponibile in versione coupé, chiamata Sport Coupé, in versione cabrio, chiamata Spyder, e in berlina a quattro porte.

Un viaggio attraverso la storia di Seat
Arriviamo al 1968 e nasce la Seat 124, un’auto richiesta dalla classe media di sentimento europeista, che migliorava la qualità di marcia e il comfort di guida. Ebbe grande successo, tanto da sovrapporsi alla Seat 1430, modello famoso per le sue apparizioni televisive. Successivamente, nel 1972, arrivò sul mercato la Seat 127 per sostituire la Seat 850, con una novità: motore e trazione anteriore. Ne furono prodotte 1,3 milioni di unità, diventando il modello più venduto della casa fino all’arrivo della Seat Ibiza.
Nel 1973 nacque la Seat 132 e un anno dopo la Seat 133, mentre nel 1975 conoscemmo la Seat 131. Solo nel 1976 arrivò la Seat 1200 Sport, conosciuta come Bocanegra per i paraurti neri. Inoltre, questo modello fu il primo sviluppato interamente nel Centro Tecnico di Seat a Martorell. Nello stesso anno fu lanciata anche la Seat 128. La Ritmo arrivò nel 1979, mentre la Seat Panda fece la sua comparsa nel 1980. Nel 1982 nacque la Seat Ronda, un’auto speciale perché montava il motore System Porsche, con testata monoalbero e compensatori idraulici che eliminano la necessità di regolare i bilancieri.

Vale la pena ricordare che questo modello visse uno dei momenti più significativi della storia della casa in seguito all’uscita di Fiat che, dopo 30 anni di collaborazione, non partecipò all’aumento di capitale dell’azienda, destinato a un ambizioso piano di ristrutturazione. Così, tutti i nuovi modelli di Seat furono rivisti per intraprendere un nuovo cammino come marchio indipendente e la Ronda dovette dimostrare davanti al Tribunale Europeo di Arbitrato, a Parigi, tutte le modifiche che la distinguono dal modello della casa italiana. A tal fine, il marchio utilizzò un esemplare con tutti i pezzi verniciati in giallo e nero per mostrare le novità proprie, e il Tribunale diede ragione all’azienda spagnola. Tale esemplare si conserva nella Collezione di Auto Storiche dell’azienda e segnò chiaramente un prima e un dopo nella sua storia.
Fino agli anni ’90, quando Seat lanciò la prima generazione della Seat León, abbiamo conosciuto la Seat Fura, la Seat Ibiza, la Seat Málaga, la Seat Marbella e la Seat Toledo, tra gli altri.
Dei concept car molto speciali
Se sei vicino ai 33 anni, come me, potresti ricordare nomi così particolari come Bolero, Salsa, Tribu, IBZ, IBE, IBX, IBL o persino 20V20. Tutti questi concept li ho potuti vedere e perfino toccare nel capannone A122. Sono davvero modelli impressionanti, perché permettono di vedere, a colpo d’occhio, come si è evoluto il design di Seat.
Non è l’unica cosa speciale che ho potuto vedere: ci sono anche versioni particolari come il Papamobile sviluppato a partire da una Seat Panda, la Seat Ibiza di Felipe VI, la Seat 1400 Visitas e persino la Seat Toledo Elettrica delle Olimpiadi di Barcellona 1992. Inoltre, la competizione è molto importante anche per Seat, come dimostrano i modelli esposti, tra cui la Fórmula 1430, la replica della Seat 124 Especial 1800 Gruppo 4 che ottenne il terzo e quarto posto al Rally di Montecarlo del 1977, la Seat Panda 45 Gruppo 2 del 1982, la prima auto ufficiale del doppio campione del mondo Carlos Sainz, la Ibiza bimotore del 1986, la Toledo Marathon, le Ibiza Kit Car del ’96, ’97 e ’98, la Córdoba WRC o la León TDI WTCC del 2007.
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