Citroën C5 3.0 HDi V6 240 CV aut., prova (Parte II)

Diego G. Moreira     23 April 2010     5 min.
Citroën C5 3.0 HDi V6 240 CV aut., prova (Parte II)

Citroën_c5

Continuiamo con la prova della Citroën C5 equipaggiata con il motore 3.0 HDi V6 da 240 CV e cambio automatico a sei rapporti. In linea di principio, riguardo al design e allo spazio interno, temi che avevamo affrontato nella seconda parte della prova, non avevo intenzione di parlarne, dato che abbiamo già trattato l’abitabilità e il design della Citroën C5 nella prova che abbiamo effettuato qualche mese fa.

Ma dobbiamo segnalare alcune modifiche sia negli allestimenti che nel design esterno, poiché la nostra unità non è una C5 convenzionale, spiccando i cerchi da 19″ o la finitura interna in pelle integrale. Pertanto, in modo un po’ più breve del solito, ci concentreremo sul design di questa C5 e per chi volesse vedere nel dettaglio l’interno di questa berlina può sempre leggere la prova della precedente C5.

Design esterno

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Una delle cose che attirano maggiormente l’attenzione dall’esterno di questa C5 da 240 CV sono i cerchi che, per questo modello, montano quelli da 19 pollici, una misura a mio parere eccessiva (con quelli da 18″ sarebbe sufficiente), ma che attirano l’attenzione per il design, per nulla convenzionale e con tocchi sportivi.

Un altro elemento caratteristico di questa versione da 240 CV sono le due uscite dello scarico di forma rettangolare che conferiscono molto carattere all’immagine esterna della C5. D’altra parte, troviamo anche le cromature tipiche dell’allestimento Exclusive, della cornice dei finestrini, della parte inferiore delle portiere e delle maniglie.

In definitiva, il design muscoloso e con personalità della C5 viene accentuato dai piccoli ritocchi che le danno un tocco più sportivo o addirittura diverso, distinguendola dalle altre C5 che possiamo vedere per strada.

Design interno

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Se esternamente presenta piccoli dettagli che la distinguono, all’interno, in pratica, non ci sono molti particolari che la differenzino dalla C5 che abbiamo già provato. Ma il caso ha voluto che la nostra unità avesse come optional il pacchetto pelle integrale, che include un ricco gruppo di elementi di dotazione e finiture.

I sedili sono in pelle microforata (nulla a che vedere con la pelle normale), elettrici con regolazione per qualsiasi posizione, (vedi dettaglio) perché credo che sia una delle auto con più regolazioni per il sedile: possiamo spostarlo in avanti e indietro, in altezza, lo schienale e persino la sola parte superiore dello schienale (dispone di due zone con regolazione elettrica) e infine abbiamo il supporto lombare, elettrico e regolabile; in conclusione, è impossibile non trovare la propria posizione in una C5 con sedili elettrici.

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Oltre ai sedili in pelle, di tonalità piuttosto marrone e con una qualità all’altezza di qualsiasi marchio premium, l’auto dispone anche del cruscotto interamente rivestito in pelle, insieme alle portiere che presentano anche zone rivestite in pelle. Ciò si traduce nel fatto che è praticamente impossibile trovare una zona con plastica dura e di cattivo tatto, dato che la pelle di grande qualità invade tutto l’abitacolo e, sebbene i sedili non siano ventilati (ma sì riscaldabili), essendo microforati non diventano pesanti con il caldo.

Inoltre, se il nostro viaggio a bordo di questa berlina inizia a diventare fastidioso per la schiena, questa C5 incorporava un sistema annunciato al lancio di questa generazione, ma che non mi era ancora capitato di provare, ovvero il massaggio sul sedile del conducente (vedi dettaglio). Certo, non dobbiamo prendere alla lettera la parola massaggio, poiché in pratica utilizza il supporto lombare per far scorrere lungo la schiena e regolarne la profondità in maniera maggiore o minore. Molti si chiederanno a cosa serva: è un extra utile quando si viaggia molto, perché dopo un po’ con la schiena appoggiata al sedile, attivandolo per un tempo si riposa un po’ di più la schiena, ma non è un sistema che mi piaccia tenere attivo troppo a lungo, perché finisce per stancare.

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Al di là di queste curiosità della nostra unità di prova, lo spazio interno della C5 continua a distinguersi per lo spazio, soprattutto nei sedili anteriori, che sono più simili a poltrone, e per una posizione di guida molto comoda. Nei posti posteriori, invece, lo spazio è un po’ più limitato, soprattutto in altezza (comunque viaggiare dietro resta un vero piacere se non si è molto alti) e anche la visibilità risulta un po’ compromessa a causa del design. Vi invitiamo di nuovo a leggere la prova della C5 2.0 HDI da 138 CV Aut. che abbiamo pubblicato qualche mese fa, dove abbiamo parlato in modo più dettagliato dell’interno di questa berlina e della sua abitabilità con un bagagliaio da 439 litri.

Per concludere l’analisi del design, sia esterno che interno, della C5, va detto che l’equipaggiamento in più che include questo pacchetto pelle integrale, di cui daremo conto nella terza parte, cambia notevolmente l’interno della C5, trasformandola in una vera berlina premium con 240 CV sotto il cofano e materiali di primissima qualità.

Foto | David Taboada

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