DS 4: Abbiamo provato la nuova compatta premium francese

Rafa Guitart    @GuitartRafa    21 September 2021     11 min.
DS 4: Abbiamo provato la nuova compatta premium francese

Dopo il suo debutto nel segmento dei SUV con DS7 Crossback e DS3 Crossback, il marchio inizia a farsi notare tra le berline con la DS 9 e ora con la DS 4

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Si tratta della seconda generazione della DS 4, ma in realtà non ha nulla a che vedere con la precedente. Innanzitutto, perché il modello originale era una variante della Citroën C4 di generazione precedente, lanciata in un momento in cui il marchio non aveva ancora un’identità propria rilevante. Inoltre, il posizionamento del modello non puntava alla fascia alta del segmento, né per raffinatezza né per qualità di finiture o dotazioni.

Ora, sebbene mantenga lo stesso nome della generazione precedente, la nuova DS 4 è un modello completamente diverso che punta al cuore del segmento C Premium, disponibile in tre configurazioni molto simili: DS 4, DS 4 Cross, con un aspetto più da crossover, e DS 4 Performance, più orientata allo spirito sportivo.

Costruita sulla più recente piattaforma EMP2 sviluppata per veicoli elettrificati del gruppo Stellantis, misura 4,40 metri di lunghezza, 1,83 m di larghezza e 1,47 metri di altezza, con proporzioni molto equilibrate. Monta grandi cerchi da 720 millimetri (fino a 20 pollici, di serie da 19 pollici nelle versioni Trocadero e Performance Line) e offre un volume di 430 litri di bagagliaio nelle varianti con motore termico, mentre la versione ibrida plug-in E-Tense arriva a 390 litri, avendo perso 40 litri per via dell’ubicazione delle batterie, e dispone di sistema di apertura mani libere con portellone elettrico. Sarà disponibile alla fine del 2021, con un’offerta completa di motori e allestimenti che va da 28.800 euro della versione da 130 CV PureTech Bastille, fino a 51.150 euro della variante La Premiere E-Tense da 225 CV, allestita con tutti gli optional.

Originale e vistosa

Il frontale, dominato da una grande e vistosa calandra, presenta una nuova firma luminosa con fari affusolati dotati del sistema Matrix LED, che combina illuminazione matriciale e direzionale, e si adatta alle condizioni del traffico, all’angolo dello sterzo, alla velocità e alle condizioni meteorologiche con cinque modalità: città, campagna, autostrada, maltempo e nebbia, oltre alle luci diurne formate da due linee LED verticali alle estremità.

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Il profilo si distingue per la combinazione di superfici pulite e linee marcate all’altezza della vita, dove sorprendono le maniglie delle porte a scomparsa, mentre il tetto a forma di cuneo, che può avere finitura nera lucida, dà la sensazione di “fluttuare” sopra la carrozzeria (nelle varianti Cross è presente una barra longitudinale sul tetto). Da parte loro, i passaruota, che ospitano cerchi di grandi dimensioni, sono sottolineati con discrezione da una piega della lamiera invece di un rivestimento in plastica.

Nella parte posteriore le linee del tetto convergono verso l’interno del portellone, a comando elettrico, e si concludono con gruppi ottici dalla forma di squame incise al laser. I paraurti hanno un disegno diverso a seconda della finitura, verniciati del colore della carrozzeria o neri, con scarichi trapezoidali alle estremità.

Anche l’interno non passa inosservato, anche se l’originalità non è sempre sinonimo di efficacia, poiché la nuova disposizione dei comandi – decisamente migliore rispetto a quella dei precedenti modelli del marchio – non risulta ancora intuitiva e semplice da usare come quella di altri concorrenti. In parte per il loro design, con cromature e tasti lavorati a rilievo, che non permettono un’identificazione facile quando il sole li colpisce, ma anche per la loro posizione (i comandi dei finestrini sono stati spostati sul montante delle porte, ma in una posizione poco naturale). Nemmeno la gestione dei menu, che può avvenire su due schermi touch, è particolarmente semplice, anche se è possibile dare priorità alle funzioni più comuni affinché compaiano nel menu principale.

Le bocchette di aerazione della plancia sono integrate in modo da risultare quasi invisibili e consentono di dirigere bene il flusso dell’aria con facilità. È dotato di un sistema di purificazione dell’aria che filtra le particelle e rileva l’inquinamento esterno. Materiali buoni e finiture di alta qualità completano un abitacolo in cui il dettaglio è stato curato in modo particolare, mentre i sedili, che possono essere dotati di ventilazione e massaggio nella versione con rivestimento in pelle, offrono un’ottima comodità e un buon sostegno laterale.

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Sono disponibili diversi livelli di allestimento interno, come l’Opera, con pelle Nappa Marrone Criollo e rivestimento confezionato a forma di cinturino da orologio, per sedili elettrici con regolazione lombare, ventilati, riscaldati e dotati di funzione massaggio. Anche la plancia e il volante sono rivestiti con lo stesso materiale, con cuciture eseguite a mano. Altre finiture interne sono il Marrone Criollo e il Grigio Galet, optional per gli allestimenti Rivoli e Trocadero per DS 4 e DS 4 Cross, mentre gli allestimenti Performance Line e Performance Line+ dispongono di rivestimento del tetto e dei pannelli in Alcantara nera.

Include inoltre un’illuminazione ambientale indiretta personalizzabile, vetri ad alto isolamento acustico e un impianto audio da 690 watt con 14 altoparlanti.

Diverse opzioni

La DS 4 Cross si avvicina visivamente a una variante con un approccio più SUV, caratterizzata da una protezione nera speciale nella parte bassa dei paraurti, cornici dei finestrini laccate in nero, calandra lucida, cerchi in lega da 19 pollici, barre longitudinali sul tetto e tetto verniciato dello stesso colore della carrozzeria. Opzionalmente può essere equipaggiata con controllo di trazione, con modalità sabbia, neve e fango, e sistema di controllo della discesa.

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Nel caso della Performance Line, dall’aspetto più sportivo, offre una finitura esterna con dettagli specifici (barra tra i fanali posteriori, calandra e cornici dei finestrini laterali neri) e cerchi specifici anch’essi verniciati di nero.

La dotazione è una delle chiavi del modello, che dispone di dettagli di lusso, numerosi elementi di sicurezza e molti sistemi di assistenza alla guida. La connettività è stata una delle principali linee di azione, poiché è stata sviluppata una nuova interfaccia in grado di collegarsi ai sistemi operativi degli smartphone senza bisogno di cavo. È stato integrato anche il sistema Head-up display, che proietta le informazioni più rilevanti sul parabrezza anteriore: velocità, segnali stradali, navigazione, messaggi di avviso, la musica che si sta ascoltando o la chiamata telefonica ricevuta.

Tutto ciò fa parte del sistema di infotainment DS Iris System, che funziona in modo simile a uno smartphone moderno, con profili personalizzabili tramite widget, e può essere controllato con la voce e i gesti tramite il sistema DS Smart Touch, un touchscreen posto sulla consolle centrale che permette di memorizzare le funzioni preferite, riconoscere i movimenti abituali e riconoscere la scrittura a mano.

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Tra i dispositivi di assistenza spicca il monitoraggio dell’angolo cieco a lunga distanza (con una portata di 75 m), l’avviso di traffico trasversale posteriore e il sistema di controllo della velocità di crociera con capacità di arresto e ripartenza, riconoscimento e centraggio della corsia. Dal prossimo anno sarà disponibile anche il sistema di sorpasso semiautomatico, la regolazione della velocità in curva, la regolazione della velocità consigliata e un sensore di attenzione alla guida tramite la pressione sul volante.

Dispone inoltre di DS Night Vision con telecamera a infrarossi, in grado di rilevare pedoni e animali a una distanza fino a 150 metri di notte, e di un sistema di visione a 360° con quattro telecamere.

Nel capitolo di telaio e sospensioni non si è badato a spese per migliorare il comportamento e il comfort, dotando la DS 4 di un sistema di ammortizzazione regolabile DS Active Scan Suspension, che utilizza una telecamera nella parte superiore del parabrezza per rilevare e anticipare le irregolarità del manto stradale e trasmettere i dati a una centralina elettronica. Grazie a quattro sensori e tre accelerometri, il sistema agisce su ciascun ammortizzatore regolandone la rigidità in modo istantaneo.

Benzina, ibrido plug-in e diesel

L’intera gamma è offerta esclusivamente con cambio automatico a otto rapporti con palette dietro al volante. Sono disponibili tre motori a benzina: PureTech 130, PureTech 180 e PureTech 225, oltre a un BlueHDi 130 diesel, che dichiara consumi di 4,8 l/100 km nel ciclo misto WLTP ed emissioni di CO2 di 125 g/km.

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È disponibile un’interessante motorizzazione E-Tense da 225 CV, che combina un motore PureTech 1.6 a 4 cilindri da 180 CV con un motore elettrico da 110 CV abbinato a una batteria da 12,4 kWh, che consente un’autonomia in modalità elettrica fino a 55 km e una possibile ricarica alla massima potenza (7,4 kW) in un’ora e 40 minuti. In termini di prestazioni, promette una coppia massima di 360 Nm e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi; omologa un consumo di carburante di 1,3 l/100 km ed emissioni a partire da 29 g/km di CO2 nel ciclo misto WLTP.

Per il 2024 sarà offerta anche una variante esclusivamente elettrica, con un nuovo motore e una batteria di maggiore capacità rispetto a quelle attuali del gruppo, anche se il marchio non ha ancora comunicato dati su potenza e capacità.

Molto morbida e piacevole da guidare

Abbiamo avuto l’opportunità di provare le due varianti benzina da 225 CV, la prima E-Tense ibrida plug-in, che offre quattro diverse modalità di funzionamento: Electric, Hybrid, Comfort e Sport. Durante la prima parte del percorso su strade provinciali abbiamo potuto godere della guida al cento per cento elettrica per circa 30 km (senza esaurire la capacità della batteria) e il funzionamento dell’auto è assolutamente piacevole, morbido, privo di vibrazioni o rumori. Va sottolineato il lavoro svolto sull’isolamento acustico, con finestrini laterali più spessi e l’eccellente filtraggio delle sospensioni attive, che riescono a filtrare gran parte delle perturbazioni provenienti dall’esterno. In modalità ibrida, logicamente, il livello di rumore e vibrazioni è superiore, ma non risulta mai fastidioso.

Si mostra molto agile, con una capacità di accelerazione particolarmente brillante e offre un tatto molto piacevole al volante. Lo sterzo, piuttosto diretto, ha una buona sensibilità, anche se non raggiunge la precisione di alcuni concorrenti tedeschi (anche questa vettura proviene dalla Germania, dato che viene prodotta nello stabilimento del gruppo a Rüsselsheim, nei dintorni di Francoforte). Il funzionamento dei freni richiede una certa attenzione e un periodo di adattamento, poiché, come spesso accade in questo tipo di veicoli che combinano frenata elettrica e meccanica, la risposta del pedale risulta un po’ confusa. Non è che le distanze di arresto si allunghino, ma il comportamento varia a seconda della pressione esercitata sul pedale. Nella prima parte della corsa del pedale non c’è molta progressività, mentre nella seconda è più facile dosare la pressione.

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Merita una menzione speciale la sospensione, che riesce a risolvere in modo eccellente il compromesso tra stabilità e comfort. Offre un equilibrio straordinario in compressione ed estensione, riuscendo a sostenere la carrozzeria in modo molto dolce. Su pavimentazioni irregolari si percepisce perfettamente il lavoro dell’insieme, e sulle strade veloci offre sufficiente stabilità senza penalizzare il comfort.

La variante esclusivamente a benzina di pari potenza non mostra un comportamento molto diverso, anche se si avverte una maggiore leggerezza grazie all’assenza dei componenti dell’ibrido (motore elettrico, batterie e inverter), che rappresentano un peso non trascurabile per l’insieme. Certo, non dispone della coppia extra che fornisce il motore elettrico né della morbidezza di funzionamento dell’E-Tense, ma offre un comportamento brillante e sportivo.

In nessuno dei due casi il consumo ci è sembrato eccessivo: nel primo percorso, con l’E-Tense partito con la batteria completamente carica, il computer di bordo ha registrato una media di 6,9 l/100 km, e nel secondo, con il motore PureTech da 225 CV, 7,8 l/100 km, guidando in entrambi i casi a un ritmo simile. Non si tratta di un dato di consumo che permetta di scegliere con chiarezza tra una versione e l’altra, dato che la differenza di prezzo a parità di dotazione è di 3.000 euro, ma senza dubbio l’ibrida plug-in risulta decisamente più piacevole e raffinata.

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