Ford utilizza i big data e la connessione tra auto per ridurre i punti neri

Miguel Lorente     5 September 2019     3 min.
Ford utilizza i big data e la connessione tra auto per ridurre i punti neri

L’uso generalizzato di internet può avere la sua applicazione nel miglioramento della sicurezza stradale e Ford lavora già con l’analisi dei dati per ridurre il rischio di incidente

L’introduzione della connettività tramite 5G sembra essere la chiave per potenziare i servizi in rete e l’interazione in tempo reale tra veicoli. Tanto che i costruttori di automobili lavorano fianco a fianco con le aziende di telecomunicazione per equipaggiare le auto di domani con questa tecnologia.

Ma, al di là del futuro, il monitoraggio dell’attività umana, sia in internet che fuori, sembra restare registrato, senza alcun dubbio, ed è in quel forziere di informazioni digitalizzate chiamato “big data” che Ford Mobility ha trovato la materia di studio.

Dal suo dipartimento specializzato in mobilità, Ford ha realizzato uno studio per individuare i punti in cui la sinistrosità nella città di Londra concentra il maggior numero di incidenti.

Ford chiama questo tipo di lavoro sicurezza stradale preventiva.

La sicurezza stradale preventiva potrebbe ridurre la sinistrosità

Dopo l’analisi dei big data relativi alla sinistrosità, insieme allo studio dei dati ottenuti ed estratti da un gruppo di veicoli già connessi, si potrebbero individuare nuovi luoghi non ancora identificati come punti neri.

Ora, con le informazioni raccolte, si procederà a studiare il motivo per cui circolare in questi luoghi comporta una probabilità maggiore di subire un incidente stradale.

Inoltre, grazie al monitoraggio dell’attività di chi guida i veicoli connessi, sarà possibile individuare comportamenti e contesti di guida che possano contribuire all’aumento della sinistrosità in questi punti ad alto rischio.

Sul campo, gli specialisti in mobilità e sicurezza stradale di Ford hanno constatato, in loco, che in questi luoghi si possono osservare segni di frenate brusche, vegetazione che ostacola la visibilità della segnaletica, ma anche che vengono effettuate manovre vietate o non si rispettano i segnali stradali.

La raccolta di informazioni può suggerire cambiamenti nei luoghi critici, siano essi misure dissuasive o correttive, come telecamere di sorveglianza e controllo ai semafori che segnalino e sanzionino con multe i trasgressori, oppure correttive come la potatura della vegetazione o la sostituzione o modifica della segnaletica già presente, senza dimenticare la progettazione stessa di questi luoghi, ad esempio trasformando gli incroci in rotatorie.
Ford studia anche la sinistrosità in Spagna
Una volta validato il modello di prova londinese, il

passo successivo è l’espansione ad altri paesi

e città.

Quindi, oltre a studiare la sinistrosità di città chiave per Ford, come Colonia, in Spagna, in collaborazione con City Insights, si sta già lavorando con la località di Valencia.

 

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