Miti, mezze verità e bugie sui veicoli elettrici
I veicoli elettrici suscitano molti dubbi tra gli utenti e possono far sì che alcune persone ci pensino due volte prima di acquistare uno dei modelli elettrici presenti sul mercato

I veicoli elettrici si stanno facendo strada nei cataloghi delle principali case automobilistiche. Stanno inoltre comparendo aziende che si concentrano sulla produzione e la commercializzazione di veicoli elettrici, quindi è sempre più comune imbattersi in questo tipo di veicoli. Oppure, in alternativa, in ibride plug-in (PHEV), che hanno anche la possibilità di funzionare utilizzando il motore elettrico.
Eppure, intorno ai veicoli elettrici esistono ancora vari miti, mezze verità e bugie, che continuano a circolare di bocca in bocca e che possono far sì che non abbiamo le idee chiare su ciò che possiamo aspettarci da queste auto così pratiche e attraenti alla guida. Vediamo alcune cose vere e altre false sui veicoli elettrici.

Un veicolo elettrico ha davvero zero emissioni?
Si dice che i veicoli elettrici abbiano zero emissioni ed è vero. Qualsiasi modello elettrico non emette alcun tipo di gas inquinante, il che consente di circolare con esso anche in luoghi soggetti a restrizioni del traffico. Ma si dice che le auto producano emissioni in modo indiretto, e anche questo è vero.
La produzione di elettricità può avvenire nella stessa centrale elettrica che alimenta le abitazioni. Inoltre, genera rifiuti come le batterie, che sono anche costose e difficili da riciclare. Ma nel primo caso la ricarica delle batterie non genera emissioni aggiuntive, perché si utilizza l’elettricità che già circola nella rete. Se l’energia della rete proviene da una fonte rinnovabile, come il solare o l’eolico, questo problema non esiste.
Per quanto riguarda i rifiuti come le batterie, sono in corso piani per facilitarne il ritiro e il riciclaggio, quindi anche questo non rappresenta un problema molto grande. È vero, sulle brevi distanze il veicolo elettrico è molto più vantaggioso per l’ambiente e la salute, perché non genera emissioni inquinanti.
Ricaricare un veicolo elettrico è caro?

Ricaricare la batteria di un veicolo elettrico non ha un prezzo fisso. La variazione della tariffa elettrica oraria può far sì che la ricarica della stessa batteria costi di più nelle ore centrali della giornata che di notte. Una batteria da circa 30 kWh potrebbe costare tra 2,5 e 3 euro con la tariffa attuale più economica e circa 5 euro con quella più cara.
Questa batteria è quella che si trova su una Renault Zoe o su una Nissan LEAF, con la quale si possono percorrere circa 200 chilometri. Più capacità ha la batteria, più costa ricaricarla. Il peso dell’auto e le sue dimensioni influiscono sui chilometri che il veicolo elettrico potrà percorrere con la carica della batteria.
Si risparmia sulla manutenzione di un veicolo elettrico?
Nel caso di un veicolo elettrico scompaiono i problemi al motore e le operazioni di manutenzione legate al motore a combustione. Non ci sono cambi d’olio, né di cinghia o catena di distribuzione, candele e il resto degli elementi del motore. Ma bisogna comunque effettuare controlli periodici di altri componenti come i filtri dell’abitacolo e, naturalmente, il sistema di trazione elettrica, che in molti casi è doppio perché incorpora due motori elettrici, o triplo nel caso ne incorpori tre.
Ci sono abbastanza stazioni di ricarica?

Qui bisogna dire che, per il momento, no. Sebbene negli ultimi due anni i punti di ricarica pubblici si siano moltiplicati, ci sono ancora ampi centri urbani che non dispongono di un numero sufficiente di colonnine di ricarica. Si prevede che presto ci sarà una buona quantità di punti di ricarica in modo che i veicoli elettrici possano usufruire di ricariche complete.
In Spagna i punti di ricarica si concentrano a Madrid e Barcellona, sebbene in altre città se ne stiano realizzando di più. In Europa la situazione è la stessa e c’è un piano per realizzare più impianti di questo tipo, il che consentirà di effettuare lunghi viaggi in tutto il continente nel giro di pochi anni. Sul sito Electromaps è possibile trovare un elenco di tutte le stazioni di ricarica di Spagna ed Europa.
Ci vuole molto tempo per ricaricare la batteria di un veicolo elettrico?
La ricarica della batteria di un veicolo elettrico dipende dal caricatore utilizzato e dalla sua potenza. Una ricarica della batteria da 52 kWh di una Renault Zoe con una presa domestica può durare un’eternità, ma si può installare una Wallbox, un caricatore standard che consente la ricarica in circa 9 ore.
Le colonnine pubbliche di solito hanno una potenza di 11 kW, con la quale si ottiene un’autonomia di circa 120 km in due ore. Per caricare completamente la batteria servirebbero 6 ore. Con un caricatore rapido da 50 kW si può ottenere un’autonomia di 150 km in appena 30 minuti. È vero però che utilizzare un caricatore rapido di questo tipo può ridurre la vita utile della batteria.
Quanto dura la batteria di un veicolo elettrico?

Le batterie dei veicoli elettrici si usurano come tutte le altre. Ma i costruttori le garantiscono per 10 anni, il che non significa che smetteranno di funzionare, bensì che avranno perso circa il 30% di efficienza, per cui, pur con un’autonomia ridotta, potrebbero continuare a funzionare per diversi anni.
Succede qualcosa se un veicolo elettrico si bagna?
Una cosa che si diceva parecchio, soprattutto ai primordi dei veicoli elettrici, è che la presenza di acqua poteva mettere a rischio il conducente e gli occupanti del veicolo elettrico. Ma in realtà tutto il veicolo elettrico è ben protetto e non succede nulla se piove, anche se la batteria è in fase di ricarica. Non c’è problema neanche se si attraversa un fiume con un SUV elettrico, purché si seguano le indicazioni del costruttore.
Un veicolo elettrico può essere omologato per trainare un rimorchio?
Fino a qualche tempo fa, le auto ibride plug-in e le auto 100% elettriche non erano omologate per poter trainare un rimorchio, come una roulotte. Attualmente sono sempre di più i veicoli elettrici e le ibride plug-in in grado di trainare un rimorchio. È vero però che il limite di peso che possono trainare, salvo casi molto specifici, è decisamente inferiore a quello dei veicoli con motore a combustione.
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