Prova: Mazda CX-30 Skyactiv-G, la migliore alternativa SUV a una compatta

Antonio Roncero    @roncero_antonio    12 March 2020     8 min.
Prova: Mazda CX-30 Skyactiv-G, la migliore alternativa SUV a una compatta

La Mazda CX-30 non potrebbe rappresentare meglio l’equilibrio tra ciò che deve offrire un’auto compatta e le qualità che chiederesti a un SUV. In termini di efficienza o di sensazioni al volante somiglia a una Mazda3, con la quale condivide la piattaforma. E esteticamente offre quella ricercata linea SUV che, nel caso della Mazda, unisce eleganza, sportività ed esclusività in parti uguali.

È disponibile con due motori a benzina, lo Skyactiv-G con il 2.0 aspirato da 122 CV che protagonizza la nostra prova, e con il rivoluzionario Skyactiv-X da 180 CV, che non abbiamo ancora provato, ma che promette un rapporto tra prestazioni e consumi molto interessante. La Mazda continua a offrire una versione diesel, lo Skyactiv-D, con un motore 1.8 da 116 CV.

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I due benzina dispongono di un sistema di ibridazione leggera Mild Hybrid e, quindi, dei vantaggi della etichetta ECO della DGT. Questo, insieme a un prezzo 2.000 euro inferiore al diesel –la si ha da meno di 24.800 euro, inclusi gli sconti, che possono essere meno se finanzi l’acquisto–, ci ha portato a scegliere questa versione Skyactiv-G per il primo test del SUV compatto della Mazda.

E ti anticipo già che ci ha lasciato ottime impressioni.

Mazda CX-30: carrozzeria e design esterno

La Mazda CX-30 ha una lunghezza di 4,40 metri, misura 1,80 metri di larghezza e ha un’altezza di 1,54 metri. Per molti può sembrare più una compatta in cui siedi un po’ più alto, anche se la posizione di guida è più vicina a quella di una berlina convenzionale che a quella di un SUV tradizionale. Il passo è di 2,65 metri.

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Infatti, se la confrontiamo con una Mazda 3, risulta circa 6 cm più corta e 10 più alta. E quella posizione di guida più elevata, insieme all’estetica SUV, può essere un argomento d’acquisto. L’accesso all’abitacolo è più facile rispetto a una compatta, e la postura al volante più comoda, perché si sta più “seduti”.

Senza arrivare ad avere un design molto coupé, la CX-30 è comunque tra i SUV che trasmettono sportività, con una silhouette molto fluida e minimalista. Non dà la sensazione di un’auto pensata per uscire dall’asfalto; né è il suo obiettivo. La zona anteriore ha molto carattere, con una calandra che svolge un ruolo da protagonista in un frontale in cui il paraurti è così ben dissimulato da sembrare inesistente.

Interni: qualità e praticità

Nell’abitacolo, la sensazione di qualità che trasmette la Mazda MX-30 ha ben poco da invidiare a quella offerta da altri SUV più costosi e lussuosi. Ed è questo un altro dei punti di forza di quest’auto. Ci si sente bene ai suoi comandi, con la sensazione di essere “come a casa”.

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In questa fascia di prezzo non c’è nessun’altra auto così ben rifinita e con tanta attenzione per il dettaglio. Lo si percepisce al tatto dei materiali, con la consistenza solida e precisa dei comandi, per la qualità delle immagini del sistema di telecamere, o per quanto sia facile trovare i comandi di cui hai bisogno e quanto siano comodi i sedili. Inoltre, offre diverse possibilità di personalizzazione, inclusi gli allestimenti bicolore.

A proposito, il design della plancia non ricorda la Mazda3: è praticamente identico.

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Il vantaggio della MX-30 rispetto alla compatta dovrebbe emergere metro alla mano. Ma nei sedili posteriori, gli occupanti della MX-30 non viaggeranno più comodi per qualche centimetro in più rispetto alla Mazda 3, che non compaiono, ma per una posizione più alta, dato che i sedili sono collocati un po’ più lontano dal pavimento. Sarebbe stata una buona misura offrire qui una qualche regolazione longitudinale della panca o dell’inclinazione dello schienale, di cui questa Mazda non dispone.

La capacità del bagagliaio è effettivamente maggiore che nella Mazda3. Dichiara 430 litri, circa 70 in più della compatta del marchio giapponese, anche se resta al di sotto della media tra i SUV di pari dimensioni, che facilmente si avvicinano ai 500 litri. Le forme sono molto squadrate e sfruttabili. E sotto il piano di carico c’è un vano per oggetti che, in caso di equipaggiamento multimediale di fascia alta –del marchio Bose, con 12 altoparlanti–, ospita anche il subwoofer.

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Negli allestimenti superiori il portellone dispone di apertura elettrica, mentre l’altezza di carico, grazie alla forma dello stesso, si attesta a soli 730 mm, il che facilita il compito di caricare o scaricare i bagagli.

Sistema multimediale e assistenti alla guida

Altre cose che mi sono piaciute della CX-30, e che in altre auto sono ormai in disuso. Da un lato, la strumentazione, con una configurazione classica di quadranti analogici molto chiara e facile da consultare, anche se sono un sostenitore delle nuove strumentazioni digitali configurabili.

Dall’altro, un sistema multimediale che conserva un pratico comando di controllo tra la consolle centrale, il che rende superfluo che lo schermo sia touch, e consente di collocarlo in una posizione alta ed elevata, dove è più facile da consultare senza distogliere lo sguardo dalla strada né le mani dal volante. Inoltre, esiste il controllo vocale per le funzioni principali. Per liberare la plancia, alcuni pulsanti sono raggruppati sotto la bocchetta di ventilazione posta a sinistra della plancia.

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Lo schermo del sistema multimediale misura 8,8 pollici, è compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, offre una buona risoluzione e una logica di funzionamento che rende facile spostarsi tra i menu e trovare ciò che ti serve.

Per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida, la MX-30 può includere un controllo di crociera attivo in grado di adattarsi e seguire il veicolo che precede in situazioni di traffico intenso, un rilevatore di affaticamento tramite telecamera che segue il movimento degli occhi del conducente, e un sistema di frenata d’emergenza.

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Con uno sconto sul prezzo di listino di 2.800 euro, la CX-30 è disponibile da 24.775 euro con allestimento Origin, un prezzo 2.000 euro inferiore al diesel 1.8 con la stessa potenza. La versione Evolution costa 26.425 euro, e l’allestimento Zenith arriva fino a 27.675 euro. È possibile optare per un cambio automatico, ma a partire dall’allestimento Evolution, con un sovrapprezzo di 2.800 euro. È anche possibile scegliere un sistema di trazione integrale, con un sovrapprezzo di 2.000 euro.

Motore aspirato a benzina e Mild Hybrid

Trovare un’auto in questa categoria con motore a benzina che non ricorra al turbocompressore, e che inoltre abbia l’etichetta ECO della DGT grazie all’ibridazione leggera, non è affatto comune.

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Questo 2.0 Skyactiv-G non è un motore spettacolare per quanto riguarda le sue cifre prestazionali, ma lo è per la morbidezza con cui funziona. Per questo, se accetti di dover usare spesso il cambio in situazioni in cui hai bisogno che il motore spinga, questa versione è assolutamente consigliabile. Quindi lo sai: qui non vale l’idea di tirare in marce lunghe, bisogna muovere la mano destra e il piede sinistro in situazioni come i sorpassi o le forti pendenze.

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Il bello, in questo caso, è che il motore è altrettanto fluido ai bassi regimi quanto quando l’ago cerca la zona rossa, e che la leva del cambio ha un tatto magnifico. La risposta immediata all’acceleratore lo rende molto piacevole da usare in città.

In marcia con la Mazda CX-30

Grazie a soluzioni come il sistema di disattivazione temporanea di due dei quattro cilindri quando si viaggia in piano a velocità costante (il conducente non se ne accorge nemmeno) e al sistema M HYBRID, la Mazda CX-30 Skyactiv-G è uno dei SUV con potenze intorno ai 120-130 CV che consuma meno. La media del nostro percorso di prova è stata di 7,5 l/100 km, con percorsi a velocità costante in cui la media si avvicinava ai 6 l/100 km, e senza impennate in città, dove abbiamo sfiorato i 9 l/100 km.

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Il sistema M HYBRID funziona come di consueto nelle auto Mild Hybrid: un motore elettrico che può funzionare da alternatore e da motore di avviamento azionato da una cinghia attraverso l’albero motore fornisce assistenza alla guida e aiuta il motore a riavviarsi più rapidamente dopo essersi fermato a un semaforo. Il presunto supporto al motore termico non si percepisce molto, ma lo start-stop è tra i più rapidi e fluidi che abbiamo provato. La batteria agli ioni di litio da 24 volt accumula l’energia recuperata nelle fasi di decelerazione e frenata.

Non è stata una sorpresa la sensazione al volante che offre la Mazda CX-30, uno dei SUV che offre sensazioni più simili a quelle di un’auto compatta. Per questo è più agile nelle reazioni e si sente più preciso della grande maggioranza delle sue principali alternative, come una Seat Ateca, una Skoda Karoq o una Nissan Qashqai. Ciò che più si avvicina per comportamento dinamico sarebbe una BMW X2, chiaramente di un’altra fascia di prezzo.

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La sospensione con ammortizzatori convenzionali offre un magnifico equilibrio tra comfort ed efficacia, e i movimenti della carrozzeria sono molto ben contenuti. Il sistema GVC Plus dà il suo contributo all’efficacia della MX-30. Funziona applicando un leggero intervento sui freni delle ruote esterne all’uscita di una curva e riportando il volante in posizione neutra, rendendo più morbide le transizioni nei cambi di carico.

Galleria di immagini della Mazda CX-30

Scheda tecnica di questa auto


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