Prova Skoda Karoq 2.0 TDI 4x4: l'equilibrio per eccellenza
Ci mettiamo al volante della Skoda Karoq 2.0 TDI 4×4 con allestimento Style e motore da 150 CV, una combinazione che rende il SUV ceco una scelta interessante.

Il segmento dei SUV è in pieno boom, come dimostrano tutti i marchi con le rispettive gamme di modelli. Tuttavia, in Highmotor abbiamo voluto scoprire in prima persona il motivo di questo clamoroso successo e, per farlo, ci siamo messi al volante di uno dei SUV del momento, la Skoda Karoq. Questo SUV di medie dimensioni si presenta come il secondo esponente della casa ceca in questo segmento e, dopo averci convissuto per una settimana, siamo riusciti a capire meglio il furore che sta suscitando sul mercato attuale.
Skoda ha voluto addentrarsi ancora di più nel mondo dei SUV con la Karoq, un modello che offre un insieme molto accattivante e che può adattarsi alla perfezione a numerose famiglie. Il suo design sobrio ma attraente, la generosa gamma di motori e la presenza dell’ultima tecnologia nell’abitacolo sono tre dei principali tratti del fascino che il SUV ceco è in grado di esercitare e davanti al quale ci siamo arresi.

Un design elegante e senza eccessi
La casa ceca ha sempre saputo offrire un veicolo davvero equilibrato, ricorrendo a un design che ha permesso alla Karoq di inserirsi a pieno titolo nel mercato attuale con un linguaggio stilistico fresco ma senza abusare di grandi eccessi o linee esuberanti. Tutto questo è possibile grazie sia a un posteriore sia a un frontale che trasmettono sobrietà ed eleganza, due elementi che fanno sì che il SUV di Skoda si inserisca alla perfezione in un mondo automobilistico pieno di linee smisurate.
In prima battuta ci troviamo di fronte a un frontale imponente, un aggettivo che gli si attribuisce per la sua altezza e larghezza. È dominato dal simbolo del marchio e da una calandra nera che cerca di contrastare con la tonalità Marrone Magnetico metallizzato che presentava la nostra unità di prova. Un paraurti prominente si posa anche sul SUV ceco per enfatizzare ulteriormente quel carattere avventuroso che caratterizza la Karoq.

La fiancata è valorizzata da cerchi da 18 pollici accattivanti, barre cromate sul tetto e una silhouette sottile e snella. Infine, ma non per questo meno importante, va sottolineato il posteriore, zona altrettanto curata e pulita rispetto al resto del insieme. Queste caratteristiche si trasmettono attraverso due fanali posteriori dalle forme nette e taglienti e un paraurti che non mostra lo scarico ma almeno non cerca di simularlo.
Un abitacolo con soluzioni Simply Clever
L’interno della Skoda Karoq mi sembra un luogo accogliente che ti invita a trascorrervi un considerevole numero di ore. Gli ingegneri cechi hanno puntato su un design conservatore che non pretende di distinguersi con forme rivoluzionarie o elementi stravaganti; ma è proprio questa semplicità a permetterci di godere di un abitacolo pratico, con materiali di qualità e l’ultima tecnologia.

Un volante a tre razze schiacciato nella parte inferiore, forma che rende difficili alcune manovre, ci dà il benvenuto. La seconda cosa che catturerà la nostra attenzione sarà il quadro strumenti con strumentazione analogica. Tra i due quadranti si trova uno schermo digitale che fornisce tutte le informazioni relative al veicolo e, a mio parere, è una scelta azzeccata puntare sul Virtual Cockpit, un optional che comporta una spesa di 430 euro e che vi consiglio vivamente di acquistare.
La plancia è dominata da uno schermo touch da 8 pollici con comandi fisici sui lati per gestire diverse funzioni. Presenta un comportamento agile, fluido e intuitivo e, per i clienti che desiderano un sistema di infotainment più ricco, è disponibile il display da 9,2 pollici Columbus che, nonostante le maggiori dimensioni, rinuncia ad alcuni tasti fisici, cosa che considero uno svantaggio nell’interazione.

Tuttavia, come punto a favore, la Skoda Karoq presenta in generale buone finiture e, nonostante la presenza di alcune plastiche, si intuisce che resisteranno bene al passare del tempo. Ma va senza dubbio sottolineata qualche soluzione fedele alla filosofia Simply Clever della casa ceca, come un gancio sul vetro per il ticket del parcheggio o qualsiasi documento, un portarifiuti nel vano portaoggetti del passeggero, ganci nel bagagliaio o gli intelligenti e pratici sedili Varioflex.
Questi ultimi ci permettono di sfruttare come desideriamo la seconda fila di sedili, che può scorrere longitudinalmente. Allo stesso tempo, possiamo sganciarli dall’ancoraggio con semplici passaggi, consentendoci di godere di un maggiore spazio di carico e persino di eliminare il posto centrale, spostare i sedili laterali e ottenere così più comfort per i passeggeri dei posti posteriori.

Infine, ma non per questo meno importante, devo evidenziare il bagagliaio del SUV di Skoda, che offre una capacità di 521 litri. La sua soglia di carico praticamente piatta e il fondo reversibile -con un lato in plastica e uno in tessuto- lo rendono uno spazio molto sfruttabile, soprattutto per quei clienti che hanno tra le loro esigenze il trasporto frequente di molti oggetti.
Alla guida della Skoda Karoq: morbida e affidabile
Ora devo soffermarmi su uno degli aspetti più importanti non solo della Skoda Karoq, ma di qualsiasi veicolo: il suo comportamento. L’unità che ho potuto provare era equipaggiata con il propulsore 2.0 TDI a quattro cilindri in grado di erogare 150 CV di potenza e 340 Nm di coppia, valori gestiti da un cambio manuale a sei rapporti e, in questo caso, dalla trazione integrale di cui parlerò più avanti.

In prima battuta, la Skoda Karoq si presenta come un veicolo concepito per percorrere chilometri senza problemi in autostrada, il suo terreno principale. Ma durante i sette giorni di prova ho anche scoperto un lato del modello ceco molto più cittadino, che mi ha dimostrato che, nonostante le sue dimensioni e la struttura da SUV, può diventare un valido alleato per affrontare la città.
Tuttavia, è stato sul nostro consueto tragitto Madrid-Vigo che ho potuto conoscere il vero carattere della Karoq. La prima cosa che ha attirato la mia attenzione è stato il comfort di marcia, ottenuto grazie a una sospensione morbida capace di assorbire qualsiasi imperfezione del fondo stradale senza che il conducente le percepisca; va però tenuto presente che tale comodità penalizza in una certa misura il comportamento dinamico della Karoq quando si richiede una guida più sportiva, anche se non è questa la sua vocazione.

Nonostante la rumorosità del 2.0 TDI a freddo o a bassi regimi, si ottiene un buon isolamento acustico durante i lunghi viaggi, il che contribuisce a valorizzarne il comfort. Il propulsore si distingue per erogare la coppia già a bassi regimi -disponibile a partire da appena 1.750 giri/min-, con una spinta decisa che fa muovere la Karoq con scioltezza e prontezza. I 150 CV arrivano a partire da 3.500 giri, offrendo una spinta finale che aiuta parecchio, anche se bisogna considerare il range di regime in cui il motore si trova a proprio agio, poiché si affievolisce presto.
I 150 CV di potenza sono più che sufficienti per far sì che la Karoq si muova senza fatica e ci permettano di effettuare sorpassi con una certa disinvoltura. Durante la prova, il SUV di Skoda ha registrato un consumo medio di 6,4 litri in uso misto, un valore che consideriamo piuttosto elevato e che può essere attribuito, in parte, ai cerchi da 18 pollici montati sulla unità provata.

In generale ci troviamo di fronte a un’auto che privilegia il comfort di marcia, perfetta per spostarsi in città e che si presenta come un compagno ideale per i lunghi viaggi poiché può contare su un’autonomia di circa 800 chilometri. Lo sterzo è un po’ morbido, ma grazie alle diverse modalità di guida possiamo regolarne la durezza e aumentare la comunicazione tra le ruote e il conducente. Il suo comportamento nelle curve molto strette risente di un certo rollio della carrozzeria, ma, come abbiamo già detto, non è un veicolo pensato per svolgere questo compito.
Può un SUV come la Skoda Karoq affrontare il fuoristrada? Sì, e sorprende
“SUV” e “guida fuoristrada” sono due concetti che non si sono mai sposati bene con gli appassionati di fuoristrada puri e duri, ma dato che la Skoda Karoq è stata con me per una settimana, ho voluto verificare di persona se questo tipo di veicoli può davvero cavarsela quando l’asfalto scompare. Per farlo, ho raggiunto con il SUV ceco una strada sterrata, dove buche, attraversamenti di guadi e dislivelli si presentavano come alcune delle insidie della zona.

Prima di tutto va considerato un aspetto della Karoq che può rappresentare un inconveniente per chi stia pensando di guidare in campagna, ed è che il suo design non è il più adatto a questo scopo. Con questa premessa, possiamo aspettarci che sia il fondo sia il paraurti tocchino in alcuni punti, anche se è vero che Skoda permette di includere come optional alcune protezioni per evitare danni.
Grazie alla trazione integrale e alla modalità Off-Road inclusa nell’unità provata, abbiamo potuto mettere in mostra il lato più campagnolo della Skoda Karoq. Con questa modalità si ottiene una risposta più rapida ed efficace del bloccaggio del differenziale elettronico. Anche il controllo di trazione consente un maggiore slittamento, e lo abbiamo percepito in modo netto sul SUV di Skoda, dato che durante la prova ha perso a malapena aderenza con il suolo.

Tuttavia, la mancanza di riduttore e il cambio manuale fanno sì che sia facile notare come la frizione si risenta quando la si sollecita troppo, per cui potrebbe essere preferibile optare per il DSG nel caso in cui si preveda di dedicare molto tempo alla campagna. D’altra parte, la Karoq offre altri sistemi come il controllo in discesa, che agevola la discesa di pendii molto ripidi poiché la vettura stessa provvede a frenare in modo graduale.
In sintesi, la Skoda Karoq si presenta come un SUV pronto ad affrontare la guida fuoristrada in modo più efficace di quanto si possa immaginare a priori. Grazie alla trazione quasi costante e al differenziale elettronico, possiamo godere di capacità fuori dall’asfalto che pochi veicoli del suo segmento offrono e, sebbene le condizioni meteo non ci abbiano permesso di provarlo, ho potuto intuire che il suo comportamento sulla neve può essere piuttosto ottimale.
Conclusione
La Skoda Karoq è senza dubbio una delle proposte più interessanti del segmento SUV. Se cerchiamo un veicolo dalla estetica sobria ma elegante, con un abitacolo dotato dell’ultima tecnologia e soluzioni pratiche e intelligenti, e un comportamento più che dignitoso nei lunghi viaggi, il SUV della casa ceca può essere il candidato ideale.
Il suo motore 2.0 TDI offre un comportamento più che corretto e si rivela un ottimo compagno per muovere la Karoq con scioltezza, anche se il suo regime di giri ridotto fa sì che l’intervallo in cui si trova a proprio agio sia ristretto. È vero che la città non è il terreno ideale per spostarsi con un SUV, ma la sua buona manovrabilità e il comfort generale permettono di godere della Skoda Karoq anche in ambito urbano.
Con un prezzo di partenza di 19.300 euro, il SUV ceco si colloca nella fascia di valore medio del segmento e, sebbene la nostra unità superasse i 30.000 euro di configurazione, si possono ottenere sconti importanti che aiutano a raggiungere un prezzo finale molto competitivo, rendendo la Karoq un candidato ideale per quelle famiglie che necessitano di spazio generoso e di un veicolo adatto a coprire lunghe distanze.
Scheda tecnica di questa auto
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