Audi TT RS 340 CV, prova (Motore e prestazioni)

Diego G. Moreira     30 April 2012     6 min.
Audi TT RS 340 CV, prova (Motore e prestazioni)

Lo anticipavamo nel teaser della prova, dove oltre a mostrare l’interno dell’auto si vedeva anche l’allestimento Audi Exclusive della TT RS che abbiamo provato. Per il test abbiamo scelto la Audi TT RS Coupé con un motore benzina a cinque cilindri capace di erogare 340 CV abbinati alla trazione integrale Quattro.

Divertimento, potenza, controllo, stabilità e solidità si combinano magistralmente in questa Coupé dalle dimensioni contenute che ti farà godere ogni tragitto. L’aspetto esterno è sportivo ma senza eccessi, mentre quando ci sediamo, due sedili sportivi ci danno il benvenuto; manca solo girare la chiave e risvegliare quei cavalli nascosti sotto il cofano.

Motore e prestazioni

Prima di entrare a fondo nel comportamento della Audi TT RS, dobbiamo esaminare il suo motore. Un blocco turbo da 2,5 litri a cinque cilindri in grado di erogare i 340 CV. Questo motore è utilizzato anche in altri modelli come la Audi RS3.

La capacità di spinta di questo motore è semplicemente spettacolare, dalle 2.000 giri inizia a spingere con decisione fino quasi a 6.000 giri/min, con una spinta che ci schiaccerà letteralmente contro il sedile oltre i 3.500-4.000 giri/min.

Un suono cupo ci accompagna oltre i 2.000 giri, che, pur non risultando fastidioso, ci indica che la bestia nascosta sotto il cofano comincia a svegliarsi. Il piccolo problema è che in autostrada il regime di rotazione a 120-125 km/h è quello tipico, quindi il rombo ci ha accompagnato per 1.200 km; in ogni caso, per gli amanti delle sportive è una splendida colonna sonora per viaggiare.

Il cambio associato a questo motore è lo S-Tronic a sette marce,un cambio a doppia frizione (DSG) che funziona davvero bene, rapido e preciso nei cambi e capace di offrire uno spettacolo autentico quando si sente il sibilo che emette in scalata e in cambiata quando acceleriamo a fondo e superiamo i 4.500 giri, una cosa che si ottiene solo con questo cambio sequenziale.

Per il prezzo, appena 480 euro in più, vale la pena scegliere l’automatico perché offre consumi migliori, è rapido nei cambi e dispone di palette e modalità sport per quando vogliamo una guida più sportiva.

In modalità normale mantiene la TT RS tra 1.500 e 3.000 giri, mentre in modalità Sport sempre oltre i 3.000 giri/min. Un altro dettaglio che fa rizzare i capelli è quando scaliamo in modalità Sport: in frenata scala più marce e sale fino a 3.500 o 4.000 giri, con una grande capacità di rallentamento e tornando a deliziarci con una bella colonna sonora che farà girare la testa a più di un passante.

Ma la massima sportività la raggiungiamo quando premiamo il pulsante con il logo “S”, che rende più pronta la risposta dell’acceleratore, aumenta la sportività mantenendo il motore più in alto di giri e rende il suono ancora più assordante aprendo una valvola nello scarico sinistro, da cui escono i gas (normalmente lo fanno solo da quello destro).

Comportamento

Conosciamo già la teoria, sappiamo quale motore c’è sotto il cofano e di cosa è capace la TT RS, quindi ora non ci resta che verificarlo. Iniziamo con calma su un tracciato con continui cambi di appoggio e curve veloci, dove di solito passano praticamente tutte le nostre auto di prova: ci colpisce il fatto che non notiamo alcuna perdita di potenza, resta incollata all’asfalto grazie alla trazione integrale e la risposta è una spinta continua.

Le sensazioni al volante sono più vicine a quelle di un kart che a quelle di un’auto stradale; questo lo avevamo già notato nelle prove sulla neve in Andorra, dove avevamo guidato una Audi TT, un’auto davvero divertente e soprattutto molto solida.

Si incolla letteralmente all’asfalto, raramente abbiamo visto un’auto con un passaggio in curva così nobile e allo stesso tempo così rassicurante, con la sensazione che tutto sia sotto controllo. Mentre guidiamo sentiamo in sottofondo il rombo del motore; chissà a cosa serve il costoso impianto audio! Inoltre, quando superiamo i 4.000 giri e cambia marcia, il sibilo che emette fa rizzare i capelli.

Dopo diverse prove e percorrendo vari tipi di strada, abbiamo notato due fattori principali: il primo è la quasi impossibilità di perdere potenza, spinge sempre. Il secondo è la stabilità, grazie a un assetto rigido che contribuisce anche a mantenerla ben ancorata al suolo.

Certo, il confort è seriamente in contrasto con questo eccellente comportamento su strada. Bisogna considerare una sospensione dal taglio secco e un profilo degli pneumatici molto basso (35), che rendono l’auto scomoda su fondi sconnessi o con asfalto irregolare.

Certo, su strade ben asfaltate è piuttosto confortevole: durante i 1.200 km in autostrada si è comportata correttamente, una volta che ci siamo abituati a quel rombo intorno ai 2.200 giri che ci ha accompagnato per tutto il viaggio.

Infine il tatto dello sterzo è preciso, con una durezza normale per un modello come questo, e trasmette in modo piuttosto fedele quello che succede alle ruote, che in opzione montavano un cerchio da 19 pollici che esteticamente dava un’ottima immagine. L’impianto frenante è sempre all’altezza, resiste alla fatica in modo eccellente; non a caso, all’anteriore monta dischi ventilati da 304 mm, peccato che i posteriori siano pieni.

Consumi

Questo aspetto non è altrettanto favorevole sulla Audi TT RS, ma si mantiene su valori corretti. In autostrada ha registrato un consumo medio di 8,2 litri ogni 100 km (la Impreza STI arrivava a 9 l/100 km), mentre su strada diventava un po’ più assetata, con una media di 11-12 litri ogni 100 km.

In città la cifra aumentava considerevolmente e, dopo diverse prove sul nostro percorso urbano abituale, è stato impossibile scendere sotto i 15 litri ogni 100 km. Non bisogna dimenticare, però, che è un motore molto potente e che questi consumi li hanno anche molti motori a benzina con molti meno cavalli.

Nella seconda parte della prova ci concentreremo sul design esterno, che presenta elementi propri di questa versione RS, e analizzeremo anche l’interno, che disponeva dell’allestimento Audi Exclusive.

Foto | David Taboada

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