Ho provato il nuovo Explorer e questo è ciò che mi piace di più e di meno del SUV elettrico di Ford

Antonio Roncero    @roncero_antonio    8 October 2024     8 min.
Ho provato il nuovo Explorer e questo è ciò che mi piace di più e di meno del SUV elettrico di Ford

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No, non ho completato un viaggio di 30.000 km intorno al mondo con la Ford Explorer come Lexie Alford. Non l’ho nemmeno provata a fondo, cosa per cui ho già una data segnata sul calendario. Però una buona manciata di chilometri in autostrada e su strade di ogni tipo durante la giornata di presentazione alla stampa mi è servita per prendere contatto con l’auto e annotare sul mio taccuino ciò che mi piace di più… e di meno della nuova Ford Explorer, e voglio condividerlo con te.

Per cominciare, una delle cose che non mi piacciono, e che mi capita sempre più spesso con le nuove auto elettriche che vengono presentate, è proprio questa: che siano solo elettriche e non ci sia la possibilità di altre varianti di propulsione. Va bene, l’elettrificazione è qui per restare. Ma che siamo ancora in ritardo, soprattutto in Spagna, non è discutibile, è un dato di fatto.

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E sono convinto che l’Explorer si venderebbe come il pane se avesse versioni ibride o, almeno, motori a benzina con un’ibridazione parziale. Io, almeno, lo terrei nel mio radar.

Un design molto accattivante…

Il design è una delle cose che mi attraggono dell’Explorer. Mi sembra che apporti originalità e freschezza, soprattutto in alcuni colori come il blu o il rosso (con quelli più scuri non mi dice granché), e con un aspetto che riesce a ottenere quell’effetto da auto avventurosa che si cerca. Anche i grandi cerchi influiscono molto sulla sensazione che trasmette l’auto quando la guardi dall’esterno. Sono da 19 pollici di serie con la finitura base, e da 20 pollici con la finitura Premium, con pneumatici di misura diversa sull’asse anteriore e posteriore.

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Ci sono cerchi opzionali da 21 pollici che, per 1.200 euro nella versione base e 600 euro nella Premium, sono una vera tentazione, per quanto spettacolari risultano. Ma io la lascerei passare; la tentazione, intendo. Ti spiego. Gli pneumatici di serie con il cerchio da 19 pollici sono di misura 235/55 sull’asse anteriore e 255/50 su quello posteriore, e credo siano quelli con cui l’Explorer offre il miglior equilibrio tra agilità e comfort. Nelle versioni Premium con cerchio da 20 pollici la larghezza si mantiene ma il profilo scende di una misura; hanno un buon compromesso.

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Ma con il cerchio da 21 pollici il profilo scende di un’ulteriore misura, per montare 235/45 davanti e 255/40 sull’asse posteriore. E devi davvero essere attratto dal loro aspetto per rinunciare al comfort che si perde. Credimi che si sente, soprattutto quando l’asfalto non è perfettamente liscio.

… e un interno molto sfruttabile

Per quanto riguarda l’interno, ci sono diverse cose che mi hanno colpito, la gran parte in positivo, con qualche dettaglio che mi sembra migliorabile. La prima è quanto sia spazioso per le sue compatte dimensioni esterne, dato che misura appena 4,47 metri di lunghezza. Senza essere tra i migliori della sua categoria, non delude nemmeno in capacità del bagagliaio, con 470 litri e di forme squadrate e molto sfruttabili. Ha un doppio fondo che torna molto utile, per esempio, per riporre i cavi di ricarica, dato che non c’è un “frunk” o vano aggiuntivo sotto il cofano anteriore.

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Mi piace molto anche la grande quantità di spazio per riporre oggetti e svuotare le tasche, con un enorme vano tra i sedili in cui ci sta persino un portatile e varie altre cose, per un totale di 17 litri di capacità, secondo Ford, che annuncia che commercializzerà accessori per personalizzare il modo in cui suddividere questo spazio. C’è anche un vano aggiuntivo sotto la consolle flottante e un “inatteso” vano dietro lo schermo multimediale -Ford lo chiama My Private Locker-, che si scopre modificando manualmente la sua inclinazione, e che addirittura ha una propria chiusura. Inoltre, è apprezzabile che si mantenga una serie di accessi diretti sempre visibili a una delle funzioni principali sotto lo schermo, così come una superficie touch aggiuntiva sotto di esso per regolare il volume della radio. Il fatto che anche i comandi del volante multifunzione siano di tipo touch invece non mi piace più di tanto…

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Mi sembra anche spettacolare l’enorme tetto panoramico fisso, disponibile come optional nelle versioni Premium a 1.250 euro. Io sono tra quelli che consigliano di valutare questa opzione in base a dove vivi e a come userai l’auto. Sai, costa di più abbassare la temperatura che raggiunge l’abitacolo dopo averla parcheggiata al sole, o mantenerla a un livello piacevole guidando quando fuori fa molto caldo. Ma il climatizzatore funziona molto bene e bisogna riconoscere che il risultato è spettacolare, e la sensazione di guidare con tanta luminosità è apprezzabile.

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Un altro dettaglio che trovo originale e davvero figo è la barra audio integrata nella plancia. È di serie solo nella finitura Premium, è firmata da B&O e insieme ai 10 altoparlanti e al subwoofer suona in modo meraviglioso.

Alcuni dettagli da migliorare

Tra ciò che mi piace di meno dell’interno dell’Explorer, ho diverse cose annotate. Una, che succede quasi a tutte le auto elettriche nuove con piattaforma specifica e pavimento piatto, è quanto sia alto il pavimento rispetto alla panca nei posti posteriori, il che fa sì che la postura dei passeggeri in questi posti non sia così comoda, avendo le ginocchia troppo alte rispetto al bacino.

Non mi piacciono nemmeno alcune cose che sono una “eredità” Volkswagen. Infatti, nel caso non lo sapessi, l’Explorer condivide la piattaforma utilizzata da diversi modelli del Gruppo VW, tra cui l’ID.4, così come alcuni comandi. Uno di questi è che non ci sono pulsanti individuali per azionare i finestrini anteriori e posteriori: bisogna prima premere un pulsante specifico per alternare tra di essi con i due soli comandi di salita e discesa dei finestrini.

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L’altra, che mi piace ancora meno, è la leva del cambio sulla consolle. Non per dov’è posizionata, ma perché, non essendoci palette per modificare il livello di recupero della frenata rigenerativa, l’unica opzione è alternare tra le modalità “D” e “B” del cambio con una rotazione della leva, una manovra molto forzata che alla fine ti fa guidare sempre in “D”.

Infine, ho anche sentito la mancanza di una strumentazione con uno schermo più grande -ne ha solo 5,3 pollici, quando ormai è quasi uno standard trovare schermi del doppio della dimensione- e con maggiori possibilità di personalizzazione.

Gamma e prezzi della Ford Explorer

Ho provato la versione con un solo motore posteriore, 286 CV e la batteria ad autonomia estesa, da 77 kWh di capacità, che permette di omologare un’autonomia WLTP tra 572 e fino a 602 km, a seconda della finitura e dell’equipaggiamento. Il suo prezzo con gli sconti -senza contare il finanziamento né il Plan MOVES- parte da 46.550 euro con la finitura base, e 3.000 euro in più se scegli la versione Premium.

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Ford offre anche un Explorer con due motori e trazione integrale che eroga 340 CV. In questo caso la batteria ha quasi la stessa capacità, 79 kWh, e l’autonomia è tra 532 e 566 km. Ma questa versione ha un “problema”. Anzi, due: costa la bellezza di quasi 9.000 euro in più della trazione posteriore… e non rientra nel Plan MOVES. Con tutti gli sconti e gli incentivi del MOVES, hai un Explorer a trazione posteriore e batteria grande a partire da 39.550 euro. Sono… ben 15.000 euro in meno dell’Explorer con due motori! Visto quanto va bene la versione da 286 CV, ti dico che non vale la pena fare il salto. E per di più perdi autonomia.

Ford Explorer 13

Ford ha appena aggiunto alla gamma una versione d’accesso alla gamma Explorer con trazione posteriore, motore da 170 CV e una batteria di minore capacità, 52 kWh. L’autonomia in questo caso è tra 357 e 378 km, a seconda della finitura. Questo permette di offrire un Explorer da 41.800 euro, che scendono a 34.800 con il massimo degli incentivi del Plan MOVES. Sono 4.750 euro in meno rispetto alla versione ad autonomia estesa. Anche questo è un salto importante, ma se scegli un Explorer come unica auto e vuoi usarla anche per viaggiare, allora l’investimento vale la pena, non solo per la maggiore autonomia, ma anche per le prestazioni.

In tutti i casi, e questa è un’altra cosa che mi piace dell’Explorer, la potenza massima di ricarica che accettano con la ricarica rapida è elevata, tra 135 e 185 kW a seconda delle versioni. Questo permette soste brevi per recuperare autonomia in pochi minuti, o passare dal 10 all’80% di carica in circa mezz’ora. Un grande aiuto anche per viaggiare è il pianificatore di percorsi, che suggerisce dove fermarsi a ricaricare e precondiziona la batteria per rendere la ricarica più veloce. Tuttavia, nella colonna di ciò che è meno positivo segnalerei che, per il prezzo dell’auto, la pompa di calore dovrebbe essere di serie (costa 1.300 euro).

Galleria fotografica della Ford Explorer

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