Icona: Ferrari presenta agli azionisti l'edizione speciale della supersportiva che segna il suo futuro
La Ferrari Icona potrebbe basarsi sulla 812 Superfast con un propulsore V12 migliorato che sviluppa 850 CV di potenza e la lancerebbe fino a 340 km/h

Ferrari intende ampliare la propria offerta di supersportive in edizione limitata per aumentare così i margini di profitto e far fronte alla concorrenza sempre più agguerrita che il marchio incontra sul mercato. L’Icona, nome del modello oggetto di questo progetto, fa parte integrante del tanto atteso piano strategico che il nuovo amministratore delegato del marchio di Maranello, Louis Camilleri, nominato da John Elkann dopo la scomparsa di Sergio Marchionne, ha presentato ieri, lunedì 17 settembre, agli investitori di Ferrari.
Sebbene al momento non siano trapelate immagini o dati sul nuovo modello, il cui progetto internamente porta la sigla F176, l’Icona potrebbe essere realizzata a partire dalla Ferrari 812 Superfast, modello con cui la casa di Maranello ha celebrato il suo 70° anniversario come costruttore di automobili e che è considerato uno dei più esclusivi della casa italiana. Sotto il cofano di questa edizione speciale potrebbe celarsi una versione migliorata e aggiornata del propulsore V12 da 6,5 litri di cilindrata e oltre 850 CV di potenza massima, che spingerebbe l’Icona oltre i 340 km/h.
L’Icona andrà a ampliare la gamma di supersportive in edizione limitata della casa del cavallino rampante. Questi modelli speciali sono generalmente quelli che garantiscono un maggiore volume di profitti a Ferrari. Grazie a margini commerciali molto superiori, il contributo agli utili dell’azienda è anche molto più elevato, il che consente a Ferrari di migliorare i propri risultati operativi mantenendo e persino rafforzando la propria immagine di esclusività.

I modelli in edizione speciale, che per lo più vengono acquistati dai clienti più fedeli al marchio, impiegano più di un anno ad arrivare nelle mani dei loro acquirenti e sono tra le vetture più ricercate nell’iperesclusivo mercato delle supercar, dove Ferrari è ogni giorno oggetto di una concorrenza sempre maggiore da parte dei suoi rivali più diretti (Aston Martin, Lamborghini, McLaren,…).
Il futuro di Ferrari, una delle questioni in sospeso lasciate da Marchionne
Alla scomparsa di Marchionne, uno dei dossier rimasti aperti è stato il piano per il futuro di Ferrari. Il dirigente italiano aveva in programma di lasciare la presidenza del gruppo FCA, ma restare al vertice di Ferrari per almeno i prossimi cinque anni, periodo durante il quale avrebbe sviluppato un piano strategico che, pur delineato nelle sue linee generali, non è ancora completato né presentato ai partner strategici e agli investitori del marchio.
Tempo addietro, Marchionne ha scorporato Ferrari dal Gruppo FCA e ha raddoppiato gli utili del marchio in appena quattro anni grazie all’aumento della produzione e all’introduzione delle prime edizioni speciali o modelli unici, come ad esempio la LaFerrari Aperta (versione spider della LaFerrari), le cui esclusive unità sono oggi quotate sul mercato oltre i 2 milioni di euro e sono molto ambite dai collezionisti.

I piani di Marchionne per Ferrari prevedevano anche, in prospettiva, l’introduzione di veicoli elettrici e ibridi nella gamma della casa di Modena, novità tra cui figurava anche il primo SUV prodotto da Ferrari. Camilleri ha davanti a sé una sfida difficile, dato che Marchionne aveva annunciato lo scorso febbraio che l’obiettivo era far raddoppiare a Ferrari gli utili, fino a superare i 2.000 milioni di euro annui entro cinque anni (2022).
Marchionne ha portato con sé la sua visione, pertanto nell’incontro già programmato con gli investitori del marchio per ieri, lunedì 17 settembre, Camilleri dovrà aggiornarli tanto sulla situazione attuale del marchio quanto sul percorso futuro che intende seguire nei prossimi anni. Per questo motivo, per il momento non sono trapelati ulteriori dettagli sulla nuova edizione speciale della supersportiva che Ferrari sta preparando, né sulle possibili modifiche che Camilleri intende apportare alla tabella di marcia — non specificata — tracciata da Marchionne prima della sua scomparsa.

La denominazione Icona non è nuova
Nel 2013 è stata usata da Claudio Lombardi, ex direttore tecnico della Scuderia Ferrari, per battezzare la Icona Vulcano, una vettura presentata al Salone di Shanghai del 2013 che ebbe un seguito al Concours d’Elegance di Pebble Beach del 2015 con la Icona Vulcano Titanium, la prima auto al mondo realizzata in quel materiale e dotata di una meccanica da 670 CV che, su richiesta del cliente, poteva essere spremuta fino a erogare 1000 CV. L’Icona Vulcano di Shanghai disponeva di una meccanica ibrida che erogava un totale di 900 CV.
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