Volkswagen Industria Tecnologia
Il sistema "Keyless" presenta una vulnerabilità che viene nascosta, secondo diversi studi

La tecnologia applicata al mondo dell’automobile è vitale per lo sviluppo del settore. Tanto che stanno comparendo molti elementi di sicurezza tecnologica che possono migliorare l’accesso all’auto senza utilizzare le chiavi. Questa tecnologia viene applicata ai modelli di fascia alta da diversi anni e prende il nome di “Keyless”. Funziona grazie a un codificatore che invia un codice criptato da un trasmettitore, che è in possesso del proprietario e che il ricevitore utilizza per attivare l’auto e consentire l’accesso sbloccando le portiere. In pratica, è quello che fa una chiave, insomma.
Ma questo progresso, che può essere un vantaggio notevole per migliorare l’accesso al veicolo, può presentare seri problemi nella trasmissione via radiofrequenza, che può essere intercettata e decodificata, cosicché un hacker abile può “forzare” tale crittografia. Il sistema si basa sul transponder Megamos Crypto, utilizzato dalla maggior parte dei marchi. Secondo uno studio condotto da diversi ricercatori dell’Università Radboud nei Paesi Bassi e dell’Università di Birmingham, esiste la possibilità di aggirare la chiave e rendere il veicolo vulnerabile al furto.
Con questo sistema di sicurezza, l’auto non si avvia se non è vicina la chiave corretta, che emette il codice necessario affinché ciò accada. Ciò che hanno fatto questi due ricercatori è stato “ascoltare” più volte la comunicazione tra la chiave e l’auto, intercettando il codice. Con queste informazioni, hanno impiegato solo mezz’ora per superare il sistema di sicurezza e riuscire ad attivare l’auto.
La società Volkswagen è quella che utilizza abitualmente questo transponder Megamos Crypto nei suoi marchi Premium, come Audi, Porsche, Bentley e Lamborghini. È presente anche in alcuni modelli di Fiat, Honda, Volvo e Maserati. Secondo i ricercatori, Volkswagen ha impedito la pubblicazione di questa vulnerabilità, sebbene stessero ancora lavorando per risolverla. Infine, è stata autorizzata la pubblicazione del lavoro, il che può far pensare che la questione sia stata risolta. Ad ogni modo, i modelli già venduti dovrebbero sostituire il chip RFID sia nell’auto che nella chiave, un’operazione che comporterebbe un costo piuttosto elevato per i costruttori, quindi la questione resta in sospeso.
Via | Carscoops
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