La chiusura dello stabilimento di Bruxelles: Audi licenzia la Q8 e-tron e 3.000 lavoratori

Óscar Sanz     28 January 2025     2 min.
La chiusura dello stabilimento di Bruxelles: Audi licenzia la Q8 e-tron e 3.000 lavoratori

La Audi Q8 e-tron dice addio: il prossimo 28 febbraio uscirà dalla fabbrica di Bruxelles l’ultimo SUV elettrico, e la chiusura lascerà senza lavoro 3.000 dipendenti

Nonostante sia in grado di produrre fino a 120.000 auto elettriche all’anno, lo stabilimento di Audi a Bruxelles non è mai riuscito a superare le 47.900 unità della Q8 e-tron, un modello con cui il marchio puntava a consolidare la sua scommessa sull’elettrico. Il prossimo 28 febbraio la fabbrica chiuderà definitivamente, segnando la fine della produzione di questo SUV elettrico e lasciando senza lavoro 3.000 dipendenti.

La Audi Q8 e-tron è nata con grandi aspettative: un SUV elettrico di fascia alta, lungo 4,99 metri, progettato per competere nel mercato premium. Tuttavia, fattori come un prezzo d’ingresso elevato (87.310 euro in Spagna), la crescente concorrenza nel segmento elettrico e gli alti costi di produzione nello stabilimento di Bruxelles hanno finito per limitarne il successo commerciale.

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Dal suo lancio nel 2022, lo stabilimento belga non ha raggiunto nemmeno la metà della sua capacità, consolidando la Q8 e-tron come un modello che non è riuscito a soddisfare le aspettative di vendita né a giustificare i costi legati alla sua produzione.

Impatto umano: 3.000 posti di lavoro a rischio

La chiusura dello stabilimento coinvolgerà 3.000 dipendenti, che ora affrontano il difficile compito di cercare nuovi orizzonti professionali. Audi, in collaborazione con i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori, ha concordato un “piano sociale” che prevede indennità di licenziamento superiori al doppio di quanto richiesto dalla legge, incentivi aggiuntivi e programmi di ricollocazione.

Thomas Bogus, direttore generale di Audi Bruxelles, ha definito l’accordo “equo” e ha sottolineato gli sforzi compiuti per dare priorità ai dipendenti durante il processo. Tuttavia, per molti, la chiusura rappresenta una perdita significativa sul piano economico ed emotivo.

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Uno stabilimento senza futuro: perché Bruxelles?

La fabbrica di Bruxelles affrontava da tempo delle difficoltà. Situata in una zona residenziale e con alti costi di gestione, non disponeva di fornitori di componenti nelle vicinanze, il che aumentava le difficoltà logistiche. Inoltre, il Gruppo Volkswagen ha deciso che il successore della Q8 e-tron sarà prodotto in Messico a partire dal 2025, lasciando lo stabilimento belga senza un nuovo progetto assegnato.

Nonostante i tentativi di trovare investitori o accordi con altri costruttori, non si è riusciti a individuare alternative praticabili. Audi ha addirittura mantenuto colloqui con 26 potenziali partner, ma gli sforzi si sono rivelati infruttuosi.

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Un futuro incerto per l’Europa

Il caso di Bruxelles non è isolato. Volkswagen ha già annunciato tagli significativi in Germania, con l’eliminazione di oltre 35.000 posti di lavoro e una riduzione della produzione. Tuttavia, gli stabilimenti tedeschi potrebbero trovare una via di salvezza grazie all’apertura del gruppo ad accordi con costruttori cinesi interessati a usare la sua infrastruttura per assemblare veicoli elettrici.

La collaborazione con costruttori asiatici, sebbene controversa, potrebbe rivelarsi una strategia chiave per mantenere a galla altre fabbriche europee in un mercato sempre più competitivo.

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