Michelin Pilot Sport 4, prime impressioni dopo cinque mesi di prova

Diego G. Moreira     6 October 2016     5 min.
Michelin Pilot Sport 4, prime impressioni dopo cinque mesi di prova

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Continuando la prova di lunga durata degli pneumatici Michelin Pilot Sport 4 che abbiamo avviato alcuni mesi fa, oggi vogliamo analizzare le prime impressioni dopo cinque mesi di prova e di marcia con tempo soleggiato e asciutto. Li abbiamo montati su una Mercedes-Benz Classe C (W204) 220 CDI AMG che dispone di cerchi AMG da 17 pollici con misure più tipiche di una sportiva che di una berlina.

Sulle ruote anteriori monta misure 225/45 R17, mentre su quelle posteriori le misure sono 245/40 R17. La Classe C di questa generazione non si caratterizza certo per essere un’auto sportiva; anzi, punta al comfort di marcia e, tranne in questa versione AMG, l’assetto delle sospensioni tende a essere piuttosto morbido. Pertanto, la scelta degli pneumatici è stata fatta con l’obiettivo di migliorarne le qualità dinamiche, perché gli pneumatici hanno molto da dire sul buon comportamento di un’auto, al di là dello schema delle sospensioni, arrivando persino a correggere il comportamento della vettura o a enfatizzarne la parte più dinamica.

Michelin Pilot Sport 4

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Come anticipato all’inizio della prova degli pneumatici, il Michelin Pilot Sport 4 presenta due novità fondamentali che si percepiscono al volante: il battistrada ultra reattivo e la dinamic response. La casa francese si è basata sui dati raccolti su oltre 30.000 veicoli in circolazione in tutto il mondo e sull’esperienza della Formula E, da cui deriva il battistrada ultra reattivo, che si adatta costantemente alla strada grazie al controllo delle interazioni dinamiche tra architettura, scultura e materiale, consentendo una gestione ottimale dell’impronta a terra, ovvero un controllo totale tra i comandi dello sterzo e la risposta degli pneumatici.

L’altra novità importante è la tecnologia dinamic response, che migliora la stabilità alle alte velocità grazie a una nuova cintura con rinforzo ibrido in aramide e nylon, mantenendo costante il contatto dell’impronta con il suolo alle alte velocità. Come in tutti gli pneumatici Michelin, il livello di smaltimento dell’acqua è elevato grazie alla larghezza e alla profondità dei suoi canali longitudinali, risultando il migliore della sua classe in frenata sul bagnato (secondo un confronto effettuato da Dekra).

5100 km – 5 mesi – Asciutto

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Dopo aver montato sulla Mercedes-Benz Classe C i nuovi Michelin Pilot Sport 4, la prima cosa che notiamo è un elevato comfort di rotolamento. Le innovazioni che avevamo visto in teoria iniziano a farsi sentire nella pratica già nei primi chilometri in autostrada: la risposta ai comandi dello sterzo è più precisa e rapida rispetto ad altri pneumatici (cosa che mi ha sorpreso), con un leggero movimento del volante si ottiene una sterzata più diretta e precisa.

Nel viaggio da Madrid a Vigo, in autostrada, posso verificare che il consumo si mantiene praticamente sulla stessa cifra dei vecchi pneumatici, riducendosi di appena 0,1 litri ogni 100 km (una variazione minima), fino a raggiungere a Vigo un consumo medio di 5,1 litri ogni 100 km. Alle alte velocità si percepisce un’eccellente stabilità, sempre con una risposta precisa ai movimenti che facciamo con lo sterzo. L’etichetta del pneumatico ci dice che, in fatto di risparmio di carburante, i Pilot Sport 4 hanno una classificazione C, migliorando il livello di efficienza energetica dei loro concorrenti diretti, fatta eccezione per il GOODYEAR Eagle F1 Asymmetric 2, che lo eguaglia.

Dopo vari mesi di circolazione su strada e in città, va sottolineato il buon grip anche nelle partenze decise (non è affatto complicato che la Classe C risulti brusca in partenza, a patto di dosare il pedale, dato che dispone di una generosa coppia che va direttamente alle ruote posteriori). Ho avuto modo di fare un piccolo viaggio fuori dal Paese e il caso ha voluto che sperimentassi in prima persona la tecnologia dinamic response: in autostrada mi sono trovato davanti a una curva lunga, alla quale, a dire il vero, avrei dovuto entrare a velocità inferiore, e i Pilot Sport 4 hanno mantenuto in modo eccellente il grip e la stabilità. Proprio alle alte velocità o in autostrada è dove si nota un’elevata stabilità (se è percepibile su una berlina diesel da 170 CV, immagino che su un veicolo di impostazione più sportiva la sensazione sarà ancora più marcata).

Michelin Pilot sport Face

Nell’uso quotidiano, ciò che ho notato di più è che correggono la risposta tipica dello chassis della Classe C, che, pur avendo sospensioni un po’ più rigide di quelle di serie, resta una berlina orientata al comfort. In altre parole, si può chiedere più dinamismo grazie al buon grip degli pneumatici e alla

Per quanto riguarda l’usura, dopo 5100 km e più di cinque mesi, si vede che l’usura è simile sulle ruote anteriori e posteriori (l’auto è a trazione posteriore) e varia appena di 0,5 mm tra un asse e l’altro. Misurando la profondità del battistrada dello pneumatico, constato che sulle anteriori la profondità è di 6,5 mm e sulle posteriori di 6,0 mm circa, mentre su pneumatici nuovi la profondità è di 7,4 mm (sempre con una guida normale). La casa francese assicura, secondo le diverse prove effettuate da Dekra, che possono durare fino a 29.000 km (profondità 1,6 mm); di certo, vedendo l’usura nei primi 5.000 km, è plausibile arrivare a una cifra vicina a quella indicata dalla marca.

Quando arriveranno le piogge invernali, soprattutto in Galizia, metteremo alla prova il loro comportamento sul bagnato e tra qualche mese ve lo racconteremo di nuovo qui.

Foto | Diego G. Moreira

un comentario

  1. Juanjo says:

    Muy interesante tu balance a los 5.000 kms. Me sorprende positivamente el consumo de carburante tan contenido en los primeros kilómetros que nos cuentas. Así como en general los neumáticos pierden prestaciones de adherencia, sobre todo en mojado, con el uso (disminución de la capacidad de desalojar el agua por los canales del dibujo) otras prestaciones mejoran, como es el caso de la resistencia a la rodadura, que disminuye, disminuyendo por tanto el consumo de carburante. Vamos, que cuantos más kilómetros hagas, deberías consumir aún menos. Ya nos lo contarás…Un saludo!

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